“Ti sento. Si, ti sento. Questa maledetta polvere nelle narici mi brucia ma io sono più forte di lei, non mi fermo, fosse l’ultima cosa che faccio. Perché vedo il mio uomo che non si ferma mai, che non dorme, non si siede, non si stende, non lo deluderò e non deluderò te. Ora lo chiamo e, vedrai, fuori dalla polvere maledetta, fuori, all’aria, a respirare. Io e te insieme, a respirare”.

Ha regalato il respiro a un sacco di gente, Falco. E’ un pastore tedesco di otto anni. Uno di quelli che a scuola c’è andato quando ancora non si reggeva in piedi e ancora oggi studia, molto. Lo fa a Volpiano, nella scuola del Nucleo Cinofili dei Vigili del Fuoco, presso la Direzione della Regione Piemonte. E lo fa insieme a Stefano Palazzi, un Vigile del Fuoco di Supino che sta da quelle parti ormai da due anni. Ora, Falco e Stefano, sono a Pescara del Tronto, ci sono arrivati subito, quando le case si sono ammucchiate l’una sull’altra, scivolate a valle per cinquanta metri sotto forma di pezzetti di storia, a granelli di polvere. Da allora i giorni sembrano secoli e soprattutto sono dune, sono un deserto di silenzi e, qualche volta, di sussurri. Respiri impercettibili a segnalare che da qualche parte, li sotto, non è finita.

Argo ha una collega, è una piacente golden retriever e il suo uomo, quello di Ester, si chiama Carlo Alberto Marchesi. Un piemontese. Cosa potrebbe essere uno che si chiama Carlo Alberto se non un piemontese?  Insieme, Falco, Ester, Stefano e Carlo Alberto, ne hanno fatte tante. Sono una squadra affiatatissima e instancabile. In tre giorni hanno dormito cinque ore in tutto. Il resto lo hanno passato a setacciare, fessura per fessura, tutte quelle montagne di niente. E hanno avuto le loro vittorie sul destino. Quelle che non ti puoi dimenticare, che quando ci pensi ti stringono il cuore e non ne puoi parlare senza lacrime. Come quando da quel buco nel niente è venuta fuori, a respirare, quella bimba di 5 anni. E quando è spuntato Cristian? Ha 11 anni e ora è un grande amico di tutti e quattro, inseparabile. Cristian li cerca tutti i giorni nel campo di accoglienza, chiede loro se vanno in giro per quel deserto a tirare fuori gente dai buchi. Chiede se hanno trovato questo o quello, i suoi amici di giochi, i suoi compagni di scuola ma, soprattutto, chiede se hanno trovato Garibaldi. Tutti i giorni lo chiede. Solo che Garibaldi non c’è. Non c’è più. Tutti i paesi hanno il loro Garibaldi e anche Pescara del Tronto ce l’aveva. Stefano è molto orgoglioso del suo Falco. Della bravura, del coraggio e dell’intelligenza di quel cane. Con lui ha ottenuto la gioie più grandi, la loro vera ricompensa, quando hanno salvato i bambini e tanta altra gente. A Pescara del Tronto e dovunque ce ne sia stato il bisogno. Ora che il lavoro principale è finito, perché sotto al deserto non dovrebbe esserci rimasto più nessuno, l’opera continua. Sono di supporto ai colleghi che devono togliere tutte quelle macerie. Solo che la terra non vuole smetterla di tremare e stare in mezzo alle rovine è pericoloso. Molto pericoloso. Non importa, bisogna risistemare ogni cosa, quel deserto deve scomparire con tutta la sua maledetta polvere. Per tutti i Cristian e anche per tutti i Garibaldi.

Stefano e Argo all'opera
Stefano e Falco all’opera
Falco al lavoro
Falco al lavoro
Pescara del Tronto
Pescara del Tronto
Carlo Alberto Marchesi e Ester
Carlo Alberto Marchesi e Ester