Sono lieto che “La sfida culturale” alla quale mi riferisco in precedenti articoli sia stata già accettata. Nel corso delle vacanze ho letto su un social l’intervento del professor Amedeo Di Sora, uno degli operatori culturali più importanti di questo territorio e già assessore alla Cultura di Frosinone. Egli precisa su alcune cose che ho scritto. Riporto il suo post: “Mi capita di leggere, non di rado, sul web articoli o affermazioni riguardanti la politica culturale frusinate che incensano manifestazioni ed eventi citando legittimamente e correttamente alcuni protagonisti istituzionali ed artistici, ma omettendone altri (per accidentale dimenticanza, mi auguro). Ebbene, siccome codesti eventi mi riguardano in quanto ex assessore alla cultura di Frosinone, ho ritenuto opportuno recuperare dal mio archivio personale alcuni documenti che attestano, per esempio, che il sottoscritto e la giunta Marzi (della quale mi onoro di aver fatto parte) sono stati i primi a celebrare (nel settembre del 1999!), il Maestro Daniele Paris con una importante manifestazione di cui era direttore artistico il M° Maurizio Turriziani, preceduta nel marzo dello stesso anno da una rievocazione degli anni dell’Associazione Musicale Operaia, nell’ambito del progetto “L’Archivio della Memoria”, da me fortemente voluto fin dai primi mesi del mio mandato amministrativo.
Mi piace, altresì, postare la copertina e la presentazione dell’Avv. Luciano Sovena, ideatore e promotore del Festival “Comicittà” insieme con l’amico allora assessore Biagio Cacciola, riguardanti l’edizione di “Comicittà” del 2002 dedicata a “Gassman e il cinema”. Ciò, a dimostrazione del fatto che il Festival non è stato affatto cancellato dalla nostra amministrazione ed è proseguito ben oltre il 1998, dal momento che nel 2002 era vivo e vegeto e seguirono, anche negli anni successivi, edizioni di grande prestigio per la qualità delle presenze e degli eventi e per la copiosa partecipazione popolare. Infatti, nell’ottica della continuità amministrativa, alcune significative manifestazioni della giunta precedente di centrodestra, quali appunto “Comicittà” e la Stagione Teatrale Comica, furono conservate e convintamente riproposte, pur con legittime variazioni.
Mi riservo di postare in futuro altro materiale documentale. Non per vanto, beninteso, ma solo per amor del vero”.

Ora, caro Amedeo, il punto che volevo fare in quell’articolo non era se “Comicittà” fosse sopravvissuta uno o più anni dopo il primo dell’amministrazione Marzi. E’ che quel periodo, non per colpa di Di Sora o di Cacciola (l’assessorato fu sdoppiato, mi pare di ricordare) è che, e questo lo ricordo benissimo, si trattò di un cupio dissolvi. E il “desiderio” che morisse non fu certo di Cacciola o di Di Sora ma di un intero sistema che di queste cose si disinteressò completamente. Lungi da me “dimenticare” qualcuno o qualcosa, ma l’elenco delle iniziative di sicuro interesse e purtroppo scomparse, alcune delle quali sono da attribuire a Di Sora, non è lo scopo di questa iniziativa. L’esempio di “Comicittà”, che subì anche il problema non di poco conto dovuto al fermo dell’utilizzo del Teatro Nestor per motivi di sicurezza che poi, molti anni dopo, io e Martorella scoprimmo che non esistevano (e lo scrivemmo) è funzionale. Il punto è che quella manifestazione andò scemando dopo una partenza folgorante, dovuta anche all’assenza (all’epoca) di manifestazioni dello stesso calibro dedicate al cinema, per assenza di incisività nell’azione politica che ha il compito di affermare, dopo quello di generare. Io credo che l’ultima edizione vera, non snaturata di quella manifestazione sia stata quella del 98 ma questa è solo la mia opinione. Il problema non è quello. A chi vogliamo attribuire, per fare un altro esempio, la scomparsa di una manifestazione estiva di grande successo ma anche di notevole originalità come “La città delle donne” (tra il 2005-2008, mi pare) che riempiva il centro storico di Frosinone al pari dei Fasti Verulani, con l’attrattiva di una proposta artistica tutta al femminile? Siccome di esempi del genere se ne possono fare diversi credo che centrale in questa discussione debba essere la memoria del “problema” e non quella dei titoli. La collaborazione di personalità come Di Sora, Cacciola, Agamennone, Turriziani, Angelilli ma anche il recupero di mostri sacri come i Fontana, i Cardamone e tutti gli altri che non cito solo per brevità, è fondamentale. Si tratta di un livello altissimo di potenzialità che non possiamo permetterci di continuare a dissipare. Il punto è, in sintesi: il lucente futuro dietro le spalle non ci deve interessare, se non come maestro di quanto di buono ha prodotto ma anche di quanti errori ha contato.