Non mi venite a raccontare che il paragone non regge. Ci sta tutto. Pordenone è un capoluogo di provincia di circa cinquantamila abitanti come Frosinone, ha un trascorso storico trascurabile e se chiedete a chiunque in Italia e nel mondo se hanno sentito nominare il suo nome vi risponderanno affermativamente solo i friulani e quelli che hanno studiato bene le province a scuola, una reminiscenza delle elementari. Pordenone ha una consolidata economia industriale e agricola ma i suoi comparti, fino a una quindicina di anni fa al Frusinate gli facevano un baffo. Si dirà, e a ragione, che Pordenone è in Friuli Venezia Giulia e che quella regione è a statuto speciale che significa essere privilegiata. Non può essere però solo per la grana che circola più copiosamente e per un sacco di regole stringenti che da quelle parti non valgono se il divario tra Pordenone e Frosinone è tanto marcato. In questi giorni si tiene la diciottesima edizione di “Pordenonelegge”, un festival della letteratura piuttosto importante. In cinque giorni sono oltre un centinaio i personaggi di fama nazionale e internazionale che sono arrivate a Pordenone, gli appuntamenti sono oltre quaranta. Le attività però non si esauriscono in questa settimana scarsa ma ce ne sono almeno una quindicina durante il corso dell’anno di altri generi. Da cinque anni è nata un’omonima fondazione che dà lavoro stabile a circa quaranta persone, composta dalla locale Camera di Commercio e dalle organizzazioni di categoria che la compongono. Il bilancio del 2018 è di poco più di 1 milione di euro. La ricaduta economica positiva del solito festival letterario per la città di Pordenone (dati del 2015, ora sono anche migliori) è di circa 3 milioni e mezzo di euro. Si tratta di quattrini sonanti che sono entrati nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi e nei servizi in soli cinque giorni. Tutti i maggiori organi d’informazione italiani si stanno occupando di Pordenonelegge, Due canali radio della Rai regionale compiono quotidianamente collegamenti con i luoghi della rassegna, Laeffe, il canale digitale su piattaforma Sky della Feltrinelli è un media partner e compie continue dirette.

Insomma, senza dilungarci ancora tanto (perché tanto altro ci sarebbe ancora da dire) è evidente che Pordenonelegge è un grande affare per quella cittadina e per i suoi abitanti. Genera lustro per la città e le fa anche guadagnare bei soldini perché la cultura è anche economia. E allora chiediamoci: perché mentre Pordenonelegge Frosinonedorme? Perché nel capoluogo ciociaro una cosa del genere non si può neanche lontanamente sognare? Pordenone ci offre un esempio positivo, virtuoso, che andrebbe approfondito. Un esempio che dice, tra l’altro, soprattutto una cosa: da quelle parti c’è chi investe in cultura e ottiene degli importanti risultati. A Frosinone chi si è preso la briga di organizzare un festival letterario doveva farlo (con risultati anche apprezzabili) con un paio di migliaia di euro racimolati a suon di preghiere, facendo compassione.