Cos’è successo la settimana appena trascorsa? Tanto.

E’ successo che è piovuto come se non l’avesse mai fatto. Cascate d’acqua hanno reso il Lazio meridionale una delle zone più colpite d’Italia. Tra le due province quattro morti qualche decina di milioni di danni. A Terracina una tromba d’aria molto potente ha distrutto tanto. C’è stato il presidente del Parlamento Europeo, Tajani; c’è stato il ministro dell’Interno, Salvini e oggi ci sarà anche il presidente della Regione, Zingaretti. Arriva ultimo. Magari poteva ricordarsi prima di andare a vedere cosa fosse successo, tutto sommato il Lazio è anche fuori di Roma, non si finisce mai di ricordarglielo, ma a questo punto bisogna farsene una ragione e capire che più che difficile far capire a chi governa il Lazio che ci sono pure le province più che difficile è inutile.

E’ successo che si è votato per il rinnovo della presidenza della Provincia di Frosinone. Ha rivinto Antonio Pompeo, esponente del Pd sostenuto da tutto il centrosinistra. Ha perso Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi e di Forza Italia, sostenuto solo virtualmente da tutto il centrodestra. Pezzi cospicui del centrodestra non l’hanno mandata a dire a Mario Abbruzzese: hanno penalizzato Ciccone per sovvertire le leaderschip nel territorio. Esponenti di tutti i partiti che compongono la coalizione, in varia proporzione, hanno scelto di non votare il loro candidato di bandiera. Cosa succederà adesso non è facile capirlo e forse non lo sanno neanche quelli che hanno mandato il messaggio ad Abbruzzese. Derubricare la faccenda come un giochetto da traditori non è una visione esaustiva del problema. C’è di più e in tanti hanno voglia di approfondire la faccenda. Ciccone, inoltre, non ha nessuna voglia di archiviare la vicenda con la sua testa sul ceppo. Farà pesare il ruolo acquisito con la candidatura. Inoltre ora inizia la lotta per le candidature al Consiglio.

Il centrosinistra è corroborato dalla super vittoria di Antonio Pompeo. Si è presentato unito dopo tanto tempo e ha voglia di capitalizzare il momento per ripartire e esorcizzare la serie di sconfitte inanellate in parallelo al declino del partito maggioritario. Francesco De Angelis che ha voluto svolgere un ruolo protagonista dice che tocca a lui, per la storia e il ruolo, assumersi la responsabilità di rimettere in moto la macchina. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Mauro Buschini ha più volte sottolineato il valore aggiunto del partito unito e della coalizione vasta e inclusiva: uniti si vince, il centrosinistra non è morto. Domenico Alfieri gongola e coglie l’occasione per rinvigorire il suo percorso verso la segreteria provinciale. Tutto vero ma il riconoscimento ad Antonio Pompeo e a tutti coloro che hanno operato con lui per rimettere in sesto un ente cancellato e poi risorto deve essere sottolineato. Pompeo è stato un buon presidente ed è un ottimo candidato, perché è un amministratore pubblico minuzioso e pragmatico. Inoltre è un moderato, come ha sempre dimostrato, e questo giova. Tuttavia anche nel centrosinistra inizia la lotta per le candidature per il Consiglio provinciale.

E’ successo in questa settimana anche che il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, lo Zar, abbia varcato la soglia dell’Ambasciata russa a Roma. Nella nota diffusa dal suo ufficio stampa si legge che lo scopo della visita sia rinvigorire i rapporti commerciali sempre esistiti con il nostro territorio, inoltre allacciarne di robusti con le nostre eccellenze: il Conservatorio di Musica e l’Accademia delle Belle Arti. Sarà pure. Ma lo Zar, che agisce sempre di soppiatto, ha in mente anche altro. La Santa Madre Russia lo “sfaciola” parecchio, egli pensa in grande e avere amicizie moscovite in questo momento politico può valere qualche lasciapassare in più in vista di candidature pesanti. Non si sa mai…

E’ successo che il Frosinone si è andato a prendere un punto a Parma. Ottima cosa perché la classifica si muove e una tacca in trasferta è sempre apprezzabile. Ma i Leoni hanno dominato e avrebbero potuto portarsene a casa tre di quei punticini. Ciò lascia l’amaro in bocca. Però avercene di questi problemi! Tre turni fa sembrava già finito il campionato e cinque punti in tre partite, delle quali due in trasferta, sono apprezzabili. Il risultato è che la salvezza, seppur difficilissima, non sembra impossibile. Forza Frosinone!