Troppo piccoli per essere visti. E’ uno slogan della campagna per la promozione dell’iniziativa di Unindustria Frosinone che ha messo a disposizione del territorio uno studio effettuato dall’Università di Tor Vergata per indagare politiche di rilancio. I motivi di questa iniziativa sono assai validi:

  1. I territori sono ormai in competizione tra loro e, com’è evidente, la provincia di Frosinone soccombe sempre nei confronti di Latina ma anche di altre province contermini in altre regioni.
  2. Le scelte per la collocazione di uffici e sedi dirigenziali (banche, servizi, sindacati ecc.) vengono compiute sulla base delle dimensioni del capoluogo. Frosinone è troppo piccola sia sotto il profilo demografico (meno di 50.000 abitanti) sia per estensione. Infatti il capoluogo ciociaro, e dunque l’intera provincia, stanno perdendo tutto.
  3. Le attuali dimensioni non consentono di essere “visti” dall’Europa. Vuol dire che l’accesso al finanziamento diretto è impossibile e senza quei finanziamenti la provincia di Frosinone è assai penalizzata, per non dire che è destinata allo spegnimento di qualsiasi speranza di rilancio.

A questi motivi, già più che sufficienti per considerare a fondo la proposta di Unindustria, se ne aggiungono tanti altri inerenti potenza di sviluppo, risparmi per economia di scala, miglioramento dei servizi, efficacia delle iniziative per la lotta all’inquinamento ecc.

La proposta al territorio, in primis ai Sindaci di otto comuni compreso Frosinone che sono i principali destinatari, ma anche a tutta la società organizzata (associazioni, ordini professionali, sindacati, partiti politivi, istituzioni culturali) è di realizzare una grande unione di Comuni che superi i 150.000 abitanti. Solo così possiamo essere “visti”, sia da Roma sia da Bruxelles

Per procedere con questo progetto assai importante per il prossimo futuro di tutti noi bisogna per prima cosa superare le resistenze culturali. E’ importantissimo, dunque, capire cosa non è la proposta di Unindustria oltre a capire cosa è.

COSA NON E’ LA PROPOSTA DI UNIDUSTRIA

  1. Non è una qualsiasi unione di Comuni. Niente a che vedere con le Unioni di Comuni che conosciamo. Realizzate da piccoli comuni che si limitano a gestire alcuni servizi in comune. Questa è ben altra cosa perché è una grande unione di Comuni
  2. Non è un organismo che toglie sovranità ai Comuni perché essa è concepita come struttura policentrica. I Comuni partecipanti restano come sono attualmente e hanno pari dignità.
  3. Non è un organismo che toglie i servizi primari ai Comuni. Essi manterranno i loro uffici e non subiranno diminuzione di poteri.
  4. Non è un organismo che diminuisce i poteri dei Sindaci e degli amministratori di ogni Comune.
  5. Non è una sostituzione di Unindustria alla politica. Unindustria ha solo fornito uno studio al territorio. Sono i Sindaci i soli veri protagonisti della scelta o meno di realizzare un progetto che sono i primi a sviluppare.
  6. Non è una proposta che vuole penalizzare altri territori della provincia. Il progetto, una volta realizzato nel Frusinate, è replicabile in altre zone.

Di fronte a questa proposta è, dunque, importante non fornire risposte superficiali da parte di chiunque. Rispondere “no” a questo progetto, estremamente importante per tutto il territorio, senza neanche averlo letto (come in qualche caso è già accaduto) non è  un comportamento adeguato da parte di chi è chiamato a decidere.