Quando la realtà supera qualsiasi bisogno di spiegazione. La grande unione di comuni proposta da Unindustria serve eccome: un esempio lampante arriva direttamente dall’Europa e dice che se non sei una città o un’unione di comuni di almeno 50.000 abitanti sei tagliato fuori dai finanziamenti. Ce lo riferisce la deputata frusinate del M5S Enrica Segneri:

“Scade il 31 gennaio 2019 l’iniziativa lanciata dalla Commissione europea “Urban Innovative Actions (UIA)” – spiega la Segneri –  volta a individuare e a testare nuove soluzioni che affrontino problematiche relative allo sviluppo urbano sostenibile. L’iniziativa UIA permette di andare al di là dei “progetti normali” (che possono essere finanziati attraverso fonti “tradizionali”, inclusi i programmi FESR convenzionali), scommettendo sulla trasformazione di idee ambiziose e creative in prototipi che possano essere testati in ambienti urbani reali. In altre parole, l’iniziativa UIA può sostenere progetti pilota innovativi e di carattere sperimentale. I progetti UIA – continua la deputata pentastellata – saranno selezionati attraverso bandi annuali pubblicati fino al 2020. Il 31 gennaio 2019 scade il quarto bando che ha un budget approssimativo di 100 milioni di euro. Tale bando è rivolto alle Amministrazioni Comunali o alle Unioni dei Comuni che superino i 50.000 abitanti e prevede un importo cofinanziato dell’80% per un massimo di 5 milioni di euro”. Capito? Il bando è rivolto ai Comuni o alle Unioni di Comuni che superino i 50.000 abitanti. Attualmente in provincia di Frosinone non esiste nulla che abbia i requisiti minimi, il Capoluogo è puntiforme e lo slogan “Troppo piccoli per essere visti” vuol significare proprio quello che ora è sotto gli occhi anche dei più scettici. Senza la grande Unione dei comuni il nostro territorio è perdente all’infinito: spacciato! Ma torniamo alla Segneri e ai UIA:

“I progetti – dice ancora la deputata – devono avere carattere innovativo e considerare problematiche molto importanti come ad esempio l’inquinamento, la creazione di occupazione, miglioramento della coesione e l’innovazione sociale, il ripristino di aree dismesse o ancora la riduzione del numero di persone a rischio povertà, l’esclusione sociale. Credo che questa possa essere un’occasione importante da non lasciarsi sfuggire per la provincia di Frosinone” chiosa la Segneri. Ecco, infatti è veramente un’occasione da non perdere e per non continuare a perdere è opportuno che le amministrazioni comunali considerino a fondo le scelte innovative da compiere senza perdere ulteriore tempo. La grande unione dei comuni, replicabile anche altrove, è da approfondire e portare a compimento al più presto. E’ qui che si vede la qualità di una classe dirigente.