L’hanno fatto davvero! Hanno presentato la mozione di sfiducia al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti pur sapendo di non avere i numeri e di mostrare in piazza le spaccature interne: hanno perso 22 a 26! Il motivo di questa scelta di Parisi e amici è irrintracciabile secondo qualsiasi logica. L’unica, quella di stanare i “collaborazionisti” cioè quei consiglieri nominalmente all’opposizione ma nei fatti in perfetto allineamento col governo, era già stata esaudita. Il dato è che Forza Italia non ha portato al voto di sfiducia tutti i suoi consiglieri (e lo sapeva già) regalando nei fatti altre due pedine al Patto d’Aula che sostiene Zingaretti. Il Presidente, in sintesi, esce rinforzato da questa fase incredibile e Parisi con le ossa rotte.

Altro elemento altrettanto incredibile è il voto favorevole alla sfiducia del Movimento Cinque Stelle, dopo che la Lombardi aveva riempito di giudizi tutt’altro che politicamente edificanti gli esponenti di opposizione e bollato la mozione di sfiducia come una buffonata. Il voto a favore della buffonata è, dunque, altrettanto incomprensibile. Lo è ancor di più perché i pentastellati, che hanno votato per la sfiducia a Zingaretti, continueranno tranquillamente ora a comportarsi come hanno fatto dall’inizio della legislatura: a sostenerlo di fatto.

Insomma il presidente del Lazio può continuare a dormire sonni tranquilli nonostante la sua anatra zoppa che, a questo punto, appare molto meno claudicante.