Il Gran Ciambellano Mastrangeli era un gran professionista nel quale lo Zar aveva massima fiducia. Era, infatti, il ministro delle finanze dell’Impero, colui il quale aveva la facoltà di sollevare un indice al cospetto del sovrano per avanzare obiezioni sulle spese, oppure per calmierare determinate iniziative quando potevano apparire troppo fuori dagli schemi che il blasone rendeva d’obbligo. Era, per questo, sempre vigile onde capire per tempo quando lo Zar volesse fargliela cioè fare di testa sua senza passare dalla tagliola di quell’arbitro spietato. In quei giorni, però, il Gran Ciambellano cedeva l’attenzione all’unica delle sue debolezze: molto bene inserito nell’alta società dell’epoca egli, di tanto in tanto, doveva far fronte ai suoi impegni mondani e, per giunta, quelli di cui parliamo erano impegni con dame invidiabili per censo e beltà. Dunque la distrazione era di quelle assai coinvolgenti oltre che importante trattandosi di iniziativa benefica contro la violenza sulle donzelle. Lo era tanto che le gazzette che narravano le gesta del bel mondo non si lasciarono sfuggire la cosa e spiattellarono le immagini del Gran Ciambellano in avvenente compagnia. Il furbissimo Zar colse l’attimo per mettere a segno un suo colpaccio che covava da tempo e, in men che non si dica, riunì il Collegio dei Maestri e dei Tutori per consultarli (si fa per dire) sull’opportunità di istituire, a partire dal seguente anno d’insegnamenti, la settimana corta: <Nessuno operi nel sabato! – disse – Gli studenti siano liberi da impegni di studio e le scuole, d’ogni ordine e grado, restino chiuse in quel giorno. A futura memoria tutti gli studenti mi ringrazieranno e, mentre godranno della dolce libertà del sabato, sapranno a chi si deve tale delizia!. Sia legge, dunque, il ‘Sabato Zarista’>.  E sul decreto fece apporre il bollo e, di suo pugno, vergò il suggello: “N”.  L’iniziativa fu un successo e, in tempi a noi più vicini, fu ripresa da un altro capo di stato di nascita certo assai meno nobile di quella in sorte allo Zar ma connotato da una di lui inspiegabile somiglianza.