Finisce un anno di svolta, come nel celeberrimo ’48, per alcuni nel bene per altri nel male è successo un ’18. Un anno che non potrà che essere ricordato come rivoluzionario poiché ha determinato la fine di un sistema politico durato, in varie forme, per quasi ottant’anni. Dopo che i governi nati per cambiare la legge elettorale e che invece hanno cercato di cambiare di tutto tra che quella, governi e governanti che praticamente sono rimasti “sotto” quell’incompiuta, è difficile attendersi che ciò accada per mano di coloro che invece ne sono stati favoriti. Il “proporzionale sostanziale”, insomma, durerà ancora e un cambiamento certamente è in corso perché è assai improbabile che il quadro dei partiti attualmente conosciuti resterà tale da qui a pochissimo, specialmente nel centrosinistra.

Comunque sia quest’anno finisce ed è tempo di bilanci. A dispetto di quel che è accaduto a livello nazionale la politica delle nostre parti, cioè del frusinate e, più in generale del Lazio, ha segnato una strada tutta sua. Infatti, accanto agli esponenti dei partiti vincitori delle elezioni nazionali c’è anche una schiera di personalità di estrazione contraria alle quali il ’18 ha portato bene.

A CHI HA PORTATO BENISSIMO:

Alle pentastellate Enrica Segneri e Ilaria Fontana e alla leghista Francesca Gerardi elette alla Camera dei Deputati. Salita netta per il coordinatore regionale della Lega, Francesco Zicchieri e nettissima per l’altro leghista eletto a Frosinone Claudio Durigon che è addirittura entrato nel Governo quale sottosegretario. Colpaccio al Senato per il leghista Gianfranco Rufa. Benissimo ha portato anche a Sara Battisti (Pd), eletta per la prima volta alla Pisana con un dato per niente scontato. Benissimo anche al pentastellato Marcelli, sostanzialmente sconosciuto fuori dal sorano fino alle elezioni e che ora siede in Consiglio regionale. Benissimo a Nicola Zingaretti: ha messo a segno la prima riconferma alla presidenza della Regione Lazio della storia dell’Ente e ora è proiettato alla segretaria nazionale del Pd! Benissimo è andata anche a Francesco De Angelis il quale seppur non premiato dal voto elettorale nonostante la messe di voti ha saputo utilizzare alla grande la sua presidenza del consorzio industriale di Frosinone ed ora è il commissario del consorzio unico del Lazio. Trattasi di un colpaccio davvero poiché De Angelis (Pd) ora possiede un potere ben maggiore persino di quello di un assessore regionale.

A CHI HA PORTATO BENE:

A Massimo Ruspandini, eletto al Senato. L’elezioni di Ruspandini (FdI) non è però eclatante poiché trattasi di personalità da molti anni in pista e ai vertici del partito. Bene è andata a Mauro Buschini (Pd) che ha confermato la sua presenza in Consiglio regionale. Ma ancora meglio è andata al forzista Pasquale Ciacciarelli il quale, nonostante una gravissima spaccatura interna al partito ciociaro in piena campagna elettorale, è riuscito ad acciuffare il seggio ed ora è il più alto in grado nel suo partito. Tuttavia la sua elezione non sorprende poiché Ciaccarelli era da anni ai vertici provinciali. Ha mantenuto la sua posizione l’altro deputato del M5S Luca Frusone. Decisamente bene ha portato il ’18 ad Antonio Pompeo (Pd) che nel novero di pochi mesi è stato rieletto a Sindaco di Ferentino e a Presidente della Provincia di Frosinone. Entrambe le elezioni con percentuali oltre il 60. Un dato che conferisce a Pompeo oltre a delle conferme anche la possibilità di essere in salita anche nei prossimi anni. Il 2018 ha portato bene anche a Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone: egli non ha partecipato a elezioni nel ’18 ma ha continuato a tessere la sua tela in preparazione di scadenze prossime e ciò lo ha portato a contare ben oltre i confini provinciali. Come Pompeo è atteso.

A CHI HA PORTATO MALE

Davvero male il ’18 ha portato al forzista Mario Abbruzzese. L’ex presidente del Consiglio regionale ha perso il seggio a Cassino per una manciata di voti, ha perso la leadership nel partito (anche se la situazione resta confusa) e sta passando qualche guaio anche con la presidenza del Cosilam. Sarà felicissimo di gettarsi quest’anno dietro le spalle.

A Maria Spilabotte e Nazzareno Pilozzi (Pd). L’ex senatrice però non sembra essersela presa troppo per la mancata rielezione e si è gettata in una nuova vita oltreoceano.

A Daniela Bianchi, la consigliera regionale era l’unica rappresentante diretta dell’area più vicina a Zingaretti in provincia di Frosinone ma il voto non l’ha premiata.

A Marino Fardelli non rieletto alla Regione. Egli però è attivissimo sul fronte politico quale responsabile di partito nel Cassinate.

A Andrea Amata. L’ex vice presidente della Provincia di Frosinone, tra i politici più preparati attivi del territorio, non è stato premiato dal voto regionale con il quale si cimentava per la prima volta. Non si è dato certo per vinto e continua il suo attivismo, presto lo ritroveremo. Ma qualcosa non ha funzionato a Frosinone con le regionali nella Lega, tanto che a fronte dell’ottimo risultato di voti il partito non ha eletto alcun consigliere regionale. Lo stesso dicasi per Alessia Savo, già sindaco e consigliere provinciale che non l’ha spuntata per un pelo.

A CHI HA PORTATO MALISSIMO

Il 2018 ha portato malissimo alla provincia di Frosinone in generale. Le cose sono ancora peggiorate sotto molti punti di vista, il territorio non decolla neanche a fronte di una ripresa decisa dell’export e la crescita è nettamente inferiore a quella di territori vicini. La ripartizione della ricchezza praticamente non esiste e a fronte di un pugno di persone che si arricchisce a dismisura la stragrande maggioranza si impoverisce sempre più. Non resta che sperare in un 2019 migliore.

AUGURI A TUTTI!