Le aperture del nuovo sovrano dell’Arabia Saudita, Mohammed Bin Salman, che ha permesso per la prima volta nella storia l’accesso delle donne in uno stadio per assistere a un incontro di calcio, non bastano. Soprattutto non sono bastate a una donna italiana e, per maggior precisione, ciociara che da arcinota tifosa della Juventus è sobbalzata sulla sedia quando si è vista relegare in un settore dello stadio che non voleva scegliere e, soprattutto, quando ha saputo che non si sarebbe potuta recare al  “King Abdullah Sports City Stadium” di Gedda da sola o con chi meglio le aggradasse. E’ stata lei, Alesssandra Di Legge, a far scatenare il putiferio sulla Supercoppa italiana che vedrà i bianconeri contenderla al Milan tra qualche giorno nel paese islamico. Quella partita, già all’indice di tanti opinionisti e politici dopo l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, è ora al centro dell’attenzione per la questione della parità tra i sessi. Soprattutto perché, come ha sottolineato la Di Legge, non si tratta di una partita internazionale ma di un confronto sportivo italiano che si gioca all’estero. Così Alessandra Di Legge, regina dei social, si è scatenata sui suoi profili. Molto nota nell’ambiente calcistico ha immediatamente fatto breccia nelle attenzioni di importanti giornalisti e in men che non si dica il caso è divenuto un ciclone nell’arena mediatica nazionale. Il vice presidente del Consiglio Matteo Salvini non ha fatto attendere il suo giudizio: “Che la Supercoppa italiana si giochi in un paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non sono accompagnate da un uomo è una tristezza, io la partita non la guardo”. E poi: “Da milanista mi dispiace che la mia società sia corresponsabile di una simile vergogna. Non faccio il presidente del Milan o della Juve ma ci dovevano pensare prima. Per me la Supercoppa italiana si gioca in Italia e qualche milione di euro si può raccattare in altra maniera. Mi aspetto una reazione di orgoglio”. Così l’ex ministro dello Sport Luca Lotti: “Più di due mesi fa avevo lanciato l’allarme sulla finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita. Oggi non posso che unirmi a quanti, in queste ore, stanno esprimendo la loro preoccupazione. Chi ama il calcio rifiuta tutte le barriere culturali. Sempre”. Così Laura Boldrini su Twitter: “Le donne alla Supercoppa Italiana vanno allo stadio solo se accompagnate dagli uomini – ha scritto l’ex presidente della Camera – Ma stiamo scherzando? I signori del calcio vendano pure i diritti delle partite ma non si permettano di barattare i diritti delle donne!”.

Anche Giorgia Meloni è insorta su Facebook: “Supercoppa italiana Juve-Milan in Arabia Saudita. Le donne possono andare solo accompagnate nel settore famiglie, da sole no, perché l’Islam non lo ammette. Quindi una donna italiana che volesse comprarsi il biglietto per vedere la partita da sola o con un gruppo di amiche, non può farlo. Ma che schifo è? abbiamo venduto secoli di civiltà europea e di battaglie per i diritti delle donne ai soldi dei sauditi? la Federcalcio blocchi subito questa vergogna assoluta e porti la Supercoppa in una nazione che non discrimina le nostre donne e i nostri valori”. Solo per citarne alcuni. Intanto Alessandra Di legge, qualche ora fa su Radio Montecarlo, è stata intervista a lungo ed ha ulteriormente sottolineato la sua indignazione in nome di tutte le donne e dei valori della Costituzione. Domani ci sarà un suo articolo su Tutto Sport.