La crisi della maggioranza cassinate è “aggiustabile” con il reset di tutte le deleghe cioè con la ricostruzione di una verginità decisionale. I quattro esponenti di centrodestra, Dino Secondino, Rossella Chiusaroli, Gianluca Tartaglia (FI) e Antonio Valente (NCI) propongono un target assai arduo da raggiungere al Sindaco D’Alessandro. Hanno manifestato, in un lungo e articolato comunicato stampa, che intendono rimettere al centro della discussione la motivazione primigenia, quella sacrosanta del voto democratico che nel giugno del 2016 ha conferito loro (e all’intera maggioranza) la delega ad amministrare la città. E’ a quell’entusiasmo e al metodo condiviso nel momento del ritiro delle ultime dimissioni del Sindaco che intendono riportare le lancette per ricomporre la situazione. A quando, cioè, confermarono la fiducia a D’Alessandro sulla base di tre concetti: partecipazione, collaborazione e metodo di attuazione. Per rimettere le cose a posto, dunque, chiedono l’azzeramento di tutte le deleghe (proprio tutte: assessori, consiglieri e Enti partecipativi) cioè vogliono eliminare tutte le materie del contendere che li hanno relegati a “meri elementi ratificatori” di decisioni prese altrove (specialmente l’ultima delega assessorile). “Solo l’attuazione del metodo deciso il 14 novembre – chiosano – riuscirà a favorire la possibilità per tutti i Consiglieri eletti di recuperare la centralità del proprio ruolo e far ripartire la macchina amministrativa. Dimostreremo così di non essere da meno dei nostri Padri che sono sempre riusciti uniti a trovare la strada per superare tutti i momenti critici”.