Forza Italia alle prese con un congresso. Un fatto innaturale per il partito fondato da Silvio Berlusconi, quello che ha segnato il primo passo verso il leaderismo indiscutibile nella democrazia italiana. Ma i tempi sono cambiati, tutto ora è in discussione e persino il Cavaliere ha dovuto aprire le porte a una democrazia interna della quale gli azzurri, per un quarto di secolo, non avevano mai neanche sentito parlare. Lo ha fatto nelle giornate di Fiuggi, quelle tradizionali di Tajani, ma l’annuncio non ha sortito l’effetto novità auspicato. Nella pratica, però, il congresso c’è ed è una novità assoluta per Forza Italia, un partito che sebbene ridotto a meno di terzo del consenso dei tempi migliori, può essere ancora l’ago della bilancia per qualsiasi maggioranza in tempo di proporzionale. In provincia di Frosinone cominciano le prime schermaglie e anche le prime indiscrezioni sul confronto per la segreteria provinciale. Alle prime voci che davano il ceccanese Riccardo Del Brocco quale favorito in un tentativo di presentarsi con una proposta unica e condivisa sarebbero seguite altre soluzioni e la possibilità che gli azzurri arrivino ora a una conta con le primarie è anche possibile. Sempre da indiscrezioni la notizia degli ultimi giorni che vedrebbe salire le quotazioni del candidato alla presidenza della Provincia per il centrodestra, il sindaco di Pofi Tommaso Ciccone. Questi sarà comunque della partita. Le recenti dichiarazioni del frusinate Danilo Magliocchetti che ha messo in guardia da un confronto congressuale bacato dal germe della corsa alle candidature e dunque condizionato aprono, per sua stessa ammissione, alla proposta non scabrosa di una candidatura multipla per la segreteria provinciale. Dunque a un congresso vero? Difficile da dirsi ora. Certamente, però, non un congresso dove le carte le darà solo Abbruzzese. Anche perché Fazzone gli nasconde continuamente il mazzo.