Metti una terra nella quale il Patrono d’Europa ha iniziato il suo cammino. Una terra dove, dopo il Sacro Speco, verso sud, c’è la Certosa di Trisulti, dove trovi l’Abbazia di Casamari. Dove, intanto, lungo quel cammino, trovi posti come Vallepietra, il Santuario della Santissima Trinità meta ancestrale di pellegrinaggio. Trovi tanti altri posti santi, piccoli e mitici eremi, in luoghi dalla bellezza incommensurabile. Solo questo (ci si informi sulla magnificenza religiosa, architettonica, artistica e paesaggistica di cui parliamo) basta per mettere sul piatto di un sistema turistico qualcosa di non paragonabile al mondo. Non basta: aggiungi le città munite dalle fortificazioni pelasgiche più imponenti e celebri, metti Anagni, Ferentino, Alatri, Veroli! Con le loro cattedrali, le loro cripte, i percorsi sotterranei, i tesori aurei, la Scala Santa (solo 19 al mondo compresa quella di San Giovanni in Laterano). Metti la stazione termale più famosa del Lazio e tra le più celebri d’Italia, con una ricettività alberghiera enorme qual è Fiuggi. Metti tre stazioni sciistiche (tre!!!) che aspettano solo di essere liberate da gestioni improvvisate (Monte Livata, Campo Staffi, Campo Catino). Metti i Parchi, i laghi, i fiumi, l’aria buona e un territorio montano intonso nella sua gran parte. Metti la prima Docg del Lazio, quella del vino Cesanese e l’olio extravergine che vince ogni premio nel mondo oltre a una quantità di bontà dalle colture a dalla pastorizia. Metti tutto questo e davvero tanto altro per capire quanto il sistema dei Monti Ernici e Simbruini, al centro di un’area dalla densità abitativa più alta d’Italia (e tra le più alte d’Europa) tra Roma e Napoli, per capire come solo la cecità di una classe politica scriteriata potrebbe gettare alle ortiche il “prodotto turistico” più potente che si possa immaginare nell’anno del “Turismo Lento”, il 2019. Capisci che questa terra, ormai allo stremo, distrutta dalla disoccupazione, potrebbe invece essere ricchissima. Basta vederla nel suo complesso, unirla, e prima ancora considerarla senza perdersi in separazioni e fratture da microcefali politici.

L’iniziativa della XII Comunità Montana che sabato scorso ha presentato in un convegno l’idea di valorizzazione del sistema degli Ernici e Simbruini, con il conforto di importanti personalità di valenza nazionale, senza pensare a separazioni di confine di parte politica, è l’operazione di rilancio territoriale più intelligente che si sia registrata negli ultimi decenni (l’altra è quella del Grande Frusinate lanciata da Unindustria, ma quello è un discorso completamente diverso).

La Regione Lazio, attraverso i suoi rappresentanti locali che possono fare la differenza e non essere relegati all’inconsistenza, ma anche in prima “persona”, deve distrarsi almeno per un attimo da Roma e “vedere” cosa c’è oltre il GRA. Dal convegno di Trivigliano è nato un progetto di vero rilancio di un vasto comprensorio e, da quello che abbiamo sentito, non si fermerà.