Lui la definisce “lucida follia” e non è una definizione esatta. E’ però innegabile che l’iniziativa di Unindustria  Frosinone, voluta dal presidente Giovanni Turriziani,  sia fatta in parte, oltre che di ottime ragioni e di studi approfonditi e professionali, della stessa natura dei sogni. Del resto per mutare il corso della storia, perché di questo si tratta, una dose di quella natura deve esserci. Come diceva Spadolini della politica: senza il sogno di un mondo migliore non ha senso. L’iniziativa, per rinfrescare la memoria, è quella di creare una unione di Comuni tra il capoluogo e altri otto confinanti tra loro, per raggiungere almeno 150.000 abitanti. Una condizione che permetterebbe finalmente, oltre che di intercettare copiosi finanziamenti dall’Europa e mettere in campo vantaggiose economie di scala, di non perdere ogni confronto con Latina nella collocazione dei centri decisionali e porsi in una posizione paritaria nella gestione del Lazio Meridionale.

Dopo la presentazione dello studio dell’Università di Tor Vergata, di un paio di mesi fa, lunedì scorso Turriziani ha riunito presso la sede di Unindustria tutti gli attori chiamati a dare il loro contributo. Oltre ai sindaci, il vice presidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, la prof. Maria Prezioso, responsabile del progetto realizzato da Tor Vergata, rappresentanti di associazioni, sindacati, ordini professionali. Presente anche il Prefetto di Frosinone. In quella sede sono state ribadite le motivazioni dell’iniziativa, sono state ascoltate le istanze di molti dei presenti ma si è anche deciso che il prossimo atto sarà quello di un confronto diretto dei sindaci delle otto città che devono compiere (o no) dei passi formali per iniziare il percorso di formazione dell’Unione di Comuni volgarmente nota come “Il grande capoluogo”.

E’ evidente che le motivazioni di questa iniziativa sono così stringenti (per esempio in provincia di Frosinone non c’è neanche una città di 50.000 abitanti, il minimo per essere “visti” dall’Europa e accedere ad alcuni fondi) che se i sindaci dovessero non provare neanche a dare corso a questa unione si macchierebbero di uno dei peccati più gravi per un politico: la cecità nelle prospettive.

Particolare notevole: alla riunione era presente anche Federlazio con il suo presidente e il suo direttore. Con una nota diffusa ieri Federlazio ha fornito ufficialmente il suo appoggio all’operazione.  Lo stesso aveva fatto Confcommercio durante la riunione. Insomma il imprenditori, in molte delle loro articolazioni, sono palesemente schierati per andare avanti. Ecco alcune parole di Federlazio: “Abbiamo apprezzato l’iniziativa di Unindustria Frosinone – ha dichiarato il Presidente reggente della Federlazio di Frosinone Emanuele Di Gennaro – di avviare il progetto Unione di Comuni, che interessa Alatri, Ceccano, Ferentino, Frosinone, Patrica, Supino, Torrice e Veroli e muove dalla esigenza di superare le storiche diseconomie, le inefficienze istituzionali e le carenze infrastrutturali dovute alle ridotte dimensioni comunali. L’incontro, che si è tenuto venerdì scorso nella sede di Unindustria con i rappresentanti dell’Università di Tor Vergata e alla presenza di tutte le istituzioni interessate e delle Associazioni imprenditoriali tra cui la Federlazio, è senz’altro un primo importante passo operativo di un percorso che indubbiamente si presenta lungo e non privo di difficoltà, come la stessa Federlazio ha evidenziato. Tuttavia le economie di scala che si possono ottenere, la razionalizzazione dei servizi amministrativi erogati, il peso “politico” che una Unione di questo tipo potrebbe raggiungere e non ultima la possibilità di accedere a finanziamenti europei dedicati, altrimenti preclusi ai singoli comuni, giustificano lo sforzo che si sta mettendo in campo, rispetto al quale la Federlazio ribadisce la propria disponibilità e il proprio supporto”.