martedì 19 febbraio 2019
Accade con la certezza del sole che nasce l’indignazione dei ciociari per la loro rappresentazione caratteriale nell’alveo affabulato dello spettacolo. E’ successo con cadenza matematica anche per la partecipazione a un programma televisivo dichiaratamente trash com’è il Grande Fratello, questa volta con l’amplificazione di essere in versione “Vip”. L’aggravante è che il personaggio in questione, invenzione di un genio della televisione com’è Bonolis, è noto non per il suo nome battesimale ma per un identificativo che spiega molto esplicitamente l’arcano: “La Ciociara”. I connotati sono quelli dell’immaginario: il seno procace di una balia, i toni della pelle vagamente ambrati, gli occhi ampi e scuri, la vita stretta come modellata da un busto, i fianchi copiosi, le gambe tornite. E’ lo stereotipo della donna ciociara, quella dei grandi pittori ottocenteschi, quella dei grandi fotografi del primo novecento. Una bellezza canonica per i gusti di quei tempi che ha fatto delle...
“Ti sento. Si, ti sento. Questa maledetta polvere nelle narici mi brucia ma io sono più forte di lei, non mi fermo, fosse l’ultima cosa che faccio. Perché vedo il mio uomo che non si ferma mai, che non dorme, non si siede, non si stende, non lo deluderò e non deluderò te. Ora lo chiamo e, vedrai, fuori dalla polvere maledetta, fuori, all’aria, a respirare. Io e te insieme, a respirare”. Ha regalato il respiro a un sacco di gente, Falco. E’ un pastore tedesco di otto anni. Uno di quelli che a scuola c’è andato quando ancora non si reggeva in piedi e ancora oggi studia, molto. Lo fa a Volpiano, nella scuola del Nucleo Cinofili dei Vigili del Fuoco, presso la Direzione della Regione Piemonte. E lo fa insieme a Stefano Palazzi, un Vigile del Fuoco di Supino che sta da quelle parti ormai da due anni....

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