lunedì 17 dicembre 2018
C'è da rallegrarsi per l'ufficialità della notizia, diffusa oggi dal presidente Ennio De Vellis, circa la nomina di Loredana Rea alla direzione dell'Accademia delle Belle Arti di Frosinone. Di nuovo un professionista del territorio, dunque, per guidare la prestigiosissima istituzione frusinate dopo Luigi Fiorletta. Conosco Loredana dai primordi della sua attività. Forse sono stato uno dei suoi primi riferimenti professionali quando iniziò a scrivere le sue prime critiche d'arte su Ciociaria Oggi nei primi anni 90, quando ero responsabile delle pagine Cultura. Storica e critica d'arte contemporanea molto apprezzata ha poi centrato una serie di obiettivi che l'hanno portata alla docenza presso l'Accademia di Foggia e, al contempo, alla collaborazione con prestigiose testate settoriali e non, oltre ad ottenere collaborazioni presso altre importanti istituzioni in campo artistico. La sua esperienza, prima di tornare a Frosinone, è stata dunque corroborata da una visione aperta di quanto accade fuori dall'ambiente locale. Dopo la...
Nemmeno Luciano Fontana, l’autore del profetico “Un paese senza leader” aveva previsto, all’indomani del 4 marzo, che potesse nascere un governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle. Neanche lui, che aveva bollato la campagna elettorale dei sovranisti della Lega rinnovata e i populisti di Luigi Di Maio come piena zeppa di promesse irrealizzabili, avrebbe mai pensato che quelle trovate oggi stanno provando davvero a metterle in pratica, anche se mezzo mondo dice che sarà un disastro senza precedenti, nel caso. Di questo e di tanto altro abbiamo sentito dalle parole dello stesso direttore del Corrierone nello splendido salone dell’Istituto Alberghiero di Fiuggi per merito del periodico della città idroponica, il "Fiuggi”, appunto. Il tutto davanti a un paio di centinaia di persone comprese le massime autorità del territorio provinciale. Nella foto che mostriamo la compagnia è di livello altissimo. Accanto al frusinate Fontana, direttore del più importante quotidiano...
Non mi venite a raccontare che il paragone non regge. Ci sta tutto. Pordenone è un capoluogo di provincia di circa cinquantamila abitanti come Frosinone, ha un trascorso storico trascurabile e se chiedete a chiunque in Italia e nel mondo se hanno sentito nominare il suo nome vi risponderanno affermativamente solo i friulani e quelli che hanno studiato bene le province a scuola, una reminiscenza delle elementari. Pordenone ha una consolidata economia industriale e agricola ma i suoi comparti, fino a una quindicina di anni fa al Frusinate gli facevano un baffo. Si dirà, e a ragione, che Pordenone è in Friuli Venezia Giulia e che quella regione è a statuto speciale che significa essere privilegiata. Non può essere però solo per la grana che circola più copiosamente e per un sacco di regole stringenti che da quelle parti non valgono se il divario tra Pordenone e Frosinone è...
Sono lieto che "La sfida culturale" alla quale mi riferisco in precedenti articoli sia stata già accettata. Nel corso delle vacanze ho letto su un social l'intervento del professor Amedeo Di Sora, uno degli operatori culturali più importanti di questo territorio e già assessore alla Cultura di Frosinone. Egli precisa su alcune cose che ho scritto. Riporto il suo post: "Mi capita di leggere, non di rado, sul web articoli o affermazioni riguardanti la politica culturale frusinate che incensano manifestazioni ed eventi citando legittimamente e correttamente alcuni protagonisti istituzionali ed artistici, ma omettendone altri (per accidentale dimenticanza, mi auguro). Ebbene, siccome codesti eventi mi riguardano in quanto ex assessore alla cultura di Frosinone, ho ritenuto opportuno recuperare dal mio archivio personale alcuni documenti che attestano, per esempio, che il sottoscritto e la giunta Marzi (della quale mi onoro di aver fatto parte) sono stati i primi a celebrare (nel...
Vent'anni dalla morte di Carlo Ludovico Bragaglia. Non che mi diverta con gli anniversari. Specialmente se si tratta di ricorrenze di dipartite da questo mondo. Sta di fatto, però, che sia in uso, cogliere certe ricorrenze per ricordare e celebrare chi se lo è meritato e anche per mettere a segno qualche punto nella gara di consapevolezza di alcuni valori e di certe potenzialità. Nella prima puntata de "La sfida culturale" ho voluto ricordare allo Zar, cioè al sindaco di Frosinone, che il prossimo anno non è solo quello delle elezioni europee ma anche quello in cui ricorre il trentennale della scomparsa del Maestro Daniele Paris e il cinquantennale della fondazione dell'Associazione Musicale Operaia Frusinate. Oggi voglio ricordare che questo, il 2018, è l'anno in cui, quattro lustri fa, lasciò questo mondo un altro frusinate straordinario: il regista Carlo Ludovico Bragaglia. Una figura straordinaria che, insieme a quella dei suoi...

La sfida culturale

Roma è capitale da millenni, lo è stata del mondo. Il Frusinate ne è stato la prima provincia e da millenni ha imparato a viverne all’ombra: nessuna provincia è più provincia di quella attaccata alla capitale più capitale. In un posto così, in una provincia speciale, accadono cose speciali nella più assoluta normalità. Normale è che qui pianti le sue origini uno dei più grandi compositori viventi e che qui un’orchestra che annoveri alcuni musicisti di fama nazionale e internazionale esegua la sua musica nella piazzetta, splendida, di un paesino. Un caso di scuola Qualche sera fa in un posto che si chiama Gallinaro il complesso che si chiama “Orchestra da Camera Frosinone” ha eseguito benissimo musiche di Ennio Morricone. Atmosfere magiche prodotte “in casa”, come il cabernet o la minestra col pane sotto. Tutta roba di queste parti. Se sei un ciociaro e vinci un Oscar non hai fatto niente di speciale,...
Accade con la certezza del sole che nasce l’indignazione dei ciociari per la loro rappresentazione caratteriale nell’alveo affabulato dello spettacolo. E’ successo con cadenza matematica anche per la partecipazione a un programma televisivo dichiaratamente trash com’è il Grande Fratello, questa volta con l’amplificazione di essere in versione “Vip”. L’aggravante è che il personaggio in questione, invenzione di un genio della televisione com’è Bonolis, è noto non per il suo nome battesimale ma per un identificativo che spiega molto esplicitamente l’arcano: “La Ciociara”. I connotati sono quelli dell’immaginario: il seno procace di una balia, i toni della pelle vagamente ambrati, gli occhi ampi e scuri, la vita stretta come modellata da un busto, i fianchi copiosi, le gambe tornite. E’ lo stereotipo della donna ciociara, quella dei grandi pittori ottocenteschi, quella dei grandi fotografi del primo novecento. Una bellezza canonica per i gusti di quei tempi che ha fatto delle...

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