martedì 19 febbraio 2019
Non ci voleva molto, già nelle premesse, a comprendere che la cosiddetta "resa dei conti" nella maggioranza di Frosinone non sarebbe stata granché interessante. Tutto si potrà dire dello Zar Nicola tranne che si presenti in aula senza numeri. La sua maggioranza è complessa e frastagliata ma proprio quella complessità è al contempo croce e delizia per il sindaco. In verità, in tutto il decorso del suo mandato, le difficoltà con la variegata compagine che regge il governo cittadino sono sempre risultate nella categoria fisiologica e superato l'ostacolo basso basso dell'ultimo consiglio comunale ora c'è solo un'altro traguardo da tagliare, quello del bilancio. Ciò avverrà dopo la tornata delle elezioni amministrative quando molti indizi su come tracciare le coordinate per la vera gara, quella della primavera prossima, saranno chiari. A quel punto la campagna elettorale di Frosinone sarà già virtualmente aperta e, comunque vadano le cose, lo Zar avrà nella...
Come un Cristo si batteva contro l’oppressione e la tirannia in difesa dei valori di libertà; proteggeva le vittime e il miracolo che poteva fare era resuscitare coloro che sarebbero certamente morti ingiustamente. Tanti ne ha salvati. Esattamente 79 anni fa, in queste ore, si preparava a celebrare la sua prima messa nel collegio Leoniano. Sarebbe stata la messa del giorno di Pasqua. Serviva a Roma nei giorni dell’occupazione nazista ed i nazisti erano gli oppressori della sua epoca. Per servire la sua fede, quella cattolica, fece tutto quello che un Cristo senza i poteri miracolosi avrebbe fatto. Diede rifugio ai militari sbandati, ai partigiani, ai giudei, si prese cura di oltre centocinquanta bambini ormai senza nessuno al mondo. Fece persino l’agente segreto per aiutare la Resistenza. Come un Cristo fu tradito da uno che diceva di essere un suo sodale, un giuda di nome Dante Bruna, solo che i 30 denari...
Non che le traiettorie dei leader politici di questo francobollo di terra siano facilmente intercettabili e lineari. Ma la smania dietrologica che gli osservatori e soprattutto gli odiatori di professione vogliono attribuire a qualsiasi strategia si voglia descrivere ha ormai del patologico. Vero è che i protagonisti della scena politica di oggi sono, più o meno, i medesimi di quella di ieri, dei volponi di secondo e terzo pelo che una ne fanno e cento ne pensano, ma è anche vero che la sfera d’azione nella quale tutti si trovano a vagare è facilmente individuabile  e non lascia poi molto alla fantasia. Alfredo Pallone è tornato prepotentemente sulla scena per l’ennesima volta grazie a una capacità di vedute non comune, e cavalca le fantasie dei commentatori i quali attribuiscono al “Cacciatore” frusinate con passaporto fiuggino e passioni mitteleuropee ormai ogni tipo di sotterfugio. Cosa starà combinando mai il Cacciatore?...

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