venerdì 22 marzo 2019
Si scaglia come una furia la vice presidente del gruppo Pd al Senato, la senatrice Maria Spilabotte contro quindici parlamentari di centrodestra. Solo coloro (5 del Movimento Idea, 7 di Forza Italia e 3 dei Conservatori e riformisti) che hanno presentato un esposto presso le Procure della Repubblica di Roma e di Perugia chiedendo di verificare se non sia ravvisabile il reato di abuso di diritto nel comportamento dei giudici del Tribunale per i minorenni di Roma, e in particolare della presidente Melita Cavallo , estensore della sentenza con cui il 14 dicembre 2015 è stata concessa l’adozione di un bambino a due uomini che hanno fatto ricorso, in Canada, a due pratiche non ammesse dalla legge italiana. Scrive la Spilabotte: “Esprimo la mia solidarietà a Melita Cavallo e agli altri giudici del Tribunale dei minorenni di Roma per il ridicolo esposto di cui sono stati fatti oggetto da 15 parlamentari delle destre. In tanti...
Il tumulto era atteso e tumulto è stato. Il Pd cassinate, riunito oggi con la dirigenza provinciale con lo scopo di addivenire a una soluzione circa l'attribuzione del simbolo su una lista che gareggi nelle prossime elezioni comunali, diviso era ed è rimasto. Anzi, immaginare la lontananza tra coloro che vogliono sostenere il sindaco uscente Giuseppe Golini Petrarcone e quanti sono invece i sostenitori di Francesco Mosillo come una grandezza assottigliabile era onestamente molto arduo, specie se gli animi risultavano ulteriormente esacerbati dalla campagna elettorale già nel pieno. Lo sapeva bene il segretario provinciale Simone Costanzo ma un tentativo andava fatto perché le ragioni del partito non possono essere quelle di questa o quella parte del circolo locale. E le ragioni del partito sono inconfutabili: conferire la legittimità dell'appartenenza a una parte di se stesso con la concessione del simbolo del partito vuol comunque dire negare tale appartenenza all'altra...
Non ci voleva molto, già nelle premesse, a comprendere che la cosiddetta "resa dei conti" nella maggioranza di Frosinone non sarebbe stata granché interessante. Tutto si potrà dire dello Zar Nicola tranne che si presenti in aula senza numeri. La sua maggioranza è complessa e frastagliata ma proprio quella complessità è al contempo croce e delizia per il sindaco. In verità, in tutto il decorso del suo mandato, le difficoltà con la variegata compagine che regge il governo cittadino sono sempre risultate nella categoria fisiologica e superato l'ostacolo basso basso dell'ultimo consiglio comunale ora c'è solo un'altro traguardo da tagliare, quello del bilancio. Ciò avverrà dopo la tornata delle elezioni amministrative quando molti indizi su come tracciare le coordinate per la vera gara, quella della primavera prossima, saranno chiari. A quel punto la campagna elettorale di Frosinone sarà già virtualmente aperta e, comunque vadano le cose, lo Zar avrà nella...
Come un Cristo si batteva contro l’oppressione e la tirannia in difesa dei valori di libertà; proteggeva le vittime e il miracolo che poteva fare era resuscitare coloro che sarebbero certamente morti ingiustamente. Tanti ne ha salvati. Esattamente 79 anni fa, in queste ore, si preparava a celebrare la sua prima messa nel collegio Leoniano. Sarebbe stata la messa del giorno di Pasqua. Serviva a Roma nei giorni dell’occupazione nazista ed i nazisti erano gli oppressori della sua epoca. Per servire la sua fede, quella cattolica, fece tutto quello che un Cristo senza i poteri miracolosi avrebbe fatto. Diede rifugio ai militari sbandati, ai partigiani, ai giudei, si prese cura di oltre centocinquanta bambini ormai senza nessuno al mondo. Fece persino l’agente segreto per aiutare la Resistenza. Come un Cristo fu tradito da uno che diceva di essere un suo sodale, un giuda di nome Dante Bruna, solo che i 30 denari...
Non che le traiettorie dei leader politici di questo francobollo di terra siano facilmente intercettabili e lineari. Ma la smania dietrologica che gli osservatori e soprattutto gli odiatori di professione vogliono attribuire a qualsiasi strategia si voglia descrivere ha ormai del patologico. Vero è che i protagonisti della scena politica di oggi sono, più o meno, i medesimi di quella di ieri, dei volponi di secondo e terzo pelo che una ne fanno e cento ne pensano, ma è anche vero che la sfera d’azione nella quale tutti si trovano a vagare è facilmente individuabile  e non lascia poi molto alla fantasia. Alfredo Pallone è tornato prepotentemente sulla scena per l’ennesima volta grazie a una capacità di vedute non comune, e cavalca le fantasie dei commentatori i quali attribuiscono al “Cacciatore” frusinate con passaporto fiuggino e passioni mitteleuropee ormai ogni tipo di sotterfugio. Cosa starà combinando mai il Cacciatore?...