lunedì 17 dicembre 2018
E' un'altra volta sabato, un'altra volta piove e un'altra volta il fiume Sacco si riempie di schiuma. Tanta, densa. Un'altra volta la gente giustamente s'incazza e vuole la testa dell'untore. Un'altra volta c'è, invece, chi dice che si tratta di un fenomeno naturale, dovuto alla decomposizione di sostanze organiche. Un'altra volta, gli uni e gli altri, si chiedono perché nessun esperto si pronunci in un senso o nell'altro. Un'altra volta tutti si chiedono anche che, se quella schiuma è chimica sputata da qualche cisterna o industria come mai non si riesce mai a beccare il responsabile e non ci si riesce da qualche decennio. Un'altra volta c'è chi dice che non è vero che i responsabili non siano stati beccati e che mica si possono sapere tutte le inchieste in corso anzi, non si devono sapere. In tutto questo c'è un'unica certezza: l'inquinamento del Sacco è un problema enorme...
I dissapori tra i dirigenti della Lega provinciale, occorsi nei giorni scorsi (e assurti alle cronache) incentrati sulla presenza di un religioso tra gli iscritti alla chat interna del gruppo, afferiscono ai rapporti tra gli esponenti del partito. Trattasi di una questione interna e dunque di un problema loro che, tra l’altro, non mi sembra di importanza capitale. Ci sono però conseguenze più serie: non è andato giù al religioso in questione, cioè a padre Maurizio Raimondo, che sia stato messo in dubbio il suo “essere prete” e questo fatto, per quel che lo riguarda, è uno “strascico” che non può essere lasciato alle dinamiche dei rapporti tra esponenti politici. Per questo motivo padre Raimondo tiene molto a precisare il suo status. In una lettera, a firma dell’Arcivescovo Primate Mons. Ezio M. Scaglione della Chiesa Apostolica Vetero Cattolica, è ben spiegato: “Mons. Maurizio Raimondo – scrive l’Arcivescovo – è...
La faccenda era di quelle serie, che fanno tremare le colonne del Palazzo d’Inferno. Lo Zar Nicola aveva fatto finta di camminare avanti e indietro nervosamente e il Gran Ciambellano Mastrangeli era stato richiamato d’urgenza nell’Impero. Era appena andato a rilassarsi in un villone in località mondana segreta dove si teneva un torneo di selfie valido per il campionato mondiale fast-finger. Nonostante si sentisse profondamente contrariato fece subito ritorno. Era successo che il Connestabile Fabio, il più alto in grado nella corte, colui che virtualmente può sostituire lo Zar (solo virtualmente, poiché è noto che lo Zar è insostituibile) aveva osato in giorno di Festa alzare il capo e contraddirlo. Lo aveva fatto proprio quando il sovrano si bagnava di popolo, per effetto dell’apertura di una delle sue opere più agognate: il Parco. Per di più l’atteggiamento insubordinato del Connestabile aveva, non si sa quanto involontariamente, sobillato i suoi detrattori:...
Da due giorni a Frosinone è stato aperto al pubblico il Parco Matusa. L'opera non è ancora terminata ma è fruibile. Si tratta di un enorme spazio nel centro della parte bassa del Capoluogo che di fatto allunga molto la passeggiata divenuta ormai tipica, quella di Via Aldo Moro. Non solo idealmente ma praticamente la strada commerciale della città unisce ora due spazi verdi molto grandi, poiché va da piazzale de Matthaeis nei pressi del quale c'è la Villa Comunale, a piazza Caduti di Via Fani dove si trova l'entrata principale del Parco Matusa.In questo momento sono diverse centinaia le persone, grandi e bambini, che si trovano nell'area del Matusa. Giocano sul grande prato che fino a poco tempo fa era il glorioso campo di calcio del Frosinone, vanno in bicicletta o sul monopattino lungo il percorso che circonda tutta l'area adibito a pista oppure sorseggiano un caffè, fanno...
Troppo piccoli per essere visti. E' uno slogan della campagna per la promozione dell'iniziativa di Unindustria Frosinone che ha messo a disposizione del territorio uno studio effettuato dall'Università di Tor Vergata per indagare politiche di rilancio. I motivi di questa iniziativa sono assai validi: I territori sono ormai in competizione tra loro e, com'è evidente, la provincia di Frosinone soccombe sempre nei confronti di Latina ma anche di altre province contermini in altre regioni. Le scelte per la collocazione di uffici e sedi dirigenziali (banche, servizi, sindacati ecc.) vengono compiute sulla base delle dimensioni del capoluogo. Frosinone è troppo piccola sia sotto il profilo demografico (meno di 50.000 abitanti) sia per estensione. Infatti il capoluogo ciociaro, e dunque l'intera provincia, stanno perdendo tutto. Le attuali dimensioni non consentono di essere "visti" dall'Europa. Vuol dire che l'accesso al finanziamento diretto è impossibile e senza quei finanziamenti la provincia di Frosinone è...
Si è aggiornata a domani la segreteria provinciale della Lega, riunita per valutare il caso di Big Bean. Fagiolo, l'uomo nel cui cognome c’è un destino, poiché il legume per natura si vede nella Lega. Però, per la stessa natura, è anche esuberante e addirittura deflagrante nelle esternazioni. Troppo anche per un partito che sul politically incorrect non si è mai formalizzato, anzi che spesso ne ha fatto una sua caratteristica. Ed è così che esternare ferocemente contro i cassinati e i pontini seppur per questioni calcistiche, quando il suo segretario regionale è un pontino e quello provinciale un cassinate, entrambi investiti dalle lagnanze delle rispettive popolazioni, si è rivelata la goccia per far traboccare il vaso già colmo di questioni, grandi e piccine, già aperte. E così, poco fa, la segreteria provinciale riunita a Cassino, ha disquisito sul da farsi con il buon Fagiolo, colui il quale, di...
Big Fox De Angelis schiera le truppe e mostra i muscoli a Bruno Astorre, il suo candidato alla segreteria regionale del Pd, secondo la scacchiera disegnata insieme a Nicola er Zinga. Ieri sera si è tenuta la grande convention strategica a Frosinone e le malelingue sono arrivate a dire che Big Fox avesse portato Astorre all'Astor per fargli credere che il nome di quel posto fosse in suo onore. Pare che il senatore, pur fingendosi lusingato, non se la sia bevuta. Si è sentito però rassicurato dall'evidenza ostentata da Big Fox che ha presentato una compagine unita come un sol uomo (e anche una sol uoma, per tener fede alla tendenza rispettosa del ruolo della donna). Alla riunione, alla quale erano presenti rappresentanti del partito provenienti da tutta la provincia e, in particolare, il capogruppo Pd in regione Mauro Buschini detto Bus e il presidente della Provincia Bellantonio Whitehair,...
Finisce con le sue seconde dimissioni dalla carica di sindaco l'alterco, a quanto pare assai veemente, tra Carlo Maria D'Alessandro e la consigliera Calvani. Entrambi ne sono usciti malconci e entrambi sono stati soccorsi dai sanitari. Il sindaco dimissionario però sembra aver avuto la peggio soprattutto sotto il profilo della pazienza. Davvero molto complicata la consiliatura di D'Alessandro sotto tanti punti di vista. La prima volta la situazione si è ricomposta, questa volta potrebbe non essere così poiché già da diverso tempo si accavallano voci circa il logoramento dei buoni propositi del sindaco. La decisione di presentare le dimissioni questa volta potrebbe essere solo la conclusione di un lungo periodo di riflessione per la quale la vicenda odierna potrebbe essere stata il detonatore. Comunque, ora scattano i venti giorni canonici durante i quali il sindaco potrebbe ripensarci. Altrimenti in primavera si tornerà al voto anche a Cassino.
Cos’è successo la settimana appena trascorsa? Tanto. E’ successo che è piovuto come se non l’avesse mai fatto. Cascate d’acqua hanno reso il Lazio meridionale una delle zone più colpite d’Italia. Tra le due province quattro morti qualche decina di milioni di danni. A Terracina una tromba d’aria molto potente ha distrutto tanto. C’è stato il presidente del Parlamento Europeo, Tajani; c’è stato il ministro dell’Interno, Salvini e oggi ci sarà anche il presidente della Regione, Zingaretti. Arriva ultimo. Magari poteva ricordarsi prima di andare a vedere cosa fosse successo, tutto sommato il Lazio è anche fuori di Roma, non si finisce mai di ricordarglielo, ma a questo punto bisogna farsene una ragione e capire che più che difficile far capire a chi governa il Lazio che ci sono pure le province più che difficile è inutile. E’ successo che si è votato per il rinnovo della presidenza della Provincia di...

Ipse dixit!

Correva l'anno MMXVIII e lo Zar Nicola, contrariamente ai suoi manifesti principii ma dando sfogo a una recondita tentazione di incarnare arcani poteri temporali e al contempo religiosi, dovette porre mano a una situazione che poco aveva iniziato a piacergli nella corte dell'Impero. Il continuo ricorso ai consigli del Gran Ciambellano Mastrangeli, distolto sempre più spesso dai suoi piaceri mondani e che aveva iniziato a manifestare pur labili segnali d'inquietudine (il Gran Ciambellano, com'è noto, non si arrabbia, s'inquieta), avevano convinto lo Zar a prendere direttamente in mano la situazione, giacché la gazzarre tra i cortigiani non accennava a placarsi. Tanto che essi (come avevamo avuto modo di menzionare qualche tempo fa) erano stati presi, in alcuni casi, dalla tentazione di aderire a confraternite non perfettamente allineate, se non addirittura considerate eretiche. Le spie del Gran Ciambellano, infatti, avevano segnalato la possibilità che alcuni dei notabili ammessi a corte...

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