lunedì 17 dicembre 2018
Il Frosinone riceve il Sassuolo e perde drammaticamente la partita. Drammaticamente perché, dice la vulgata scatenata sui social, il Leone sembra un gattino, non ha gioco, non ha le palle. Il pubblico del Frosinone, come tutti, vuole vincere ma soprattutto, realista e orgoglioso, vuole lottare. E quello che troppo spesso, dicono, non è successo in questo secondo campionato nella massima serie, è lottare con l’avversario anche se è evidentemente più forte. Un pubblico, sia chiarito una volta per tutte, che non è inferiore numericamente a quelli delle avversarie dirette. La media del pubblico casalingo del Frosinone in questo campionato è stata finora (secondo stadia postcards) di 13.206 persone. Superiore nettamente all’Empoli (10.411), al Chievo (12.734), al Sassuolo (12.799), sostanzialmente pari a quello della Spal (13.899). Vicino a quello di un capoluogo di regione, per non dire della nazione sarda come il Cagliari (15.177). Tra le provinciali solo l’Atalanta, che...
Quando la realtà supera qualsiasi bisogno di spiegazione. La grande unione di comuni proposta da Unindustria serve eccome: un esempio lampante arriva direttamente dall’Europa e dice che se non sei una città o un’unione di comuni di almeno 50.000 abitanti sei tagliato fuori dai finanziamenti. Ce lo riferisce la deputata frusinate del M5S Enrica Segneri: “Scade il 31 gennaio 2019 l'iniziativa lanciata dalla Commissione europea “Urban Innovative Actions (UIA)” – spiega la Segneri -  volta a individuare e a testare nuove soluzioni che affrontino problematiche relative allo sviluppo urbano sostenibile. L’iniziativa UIA permette di andare al di là dei “progetti normali” (che possono essere finanziati attraverso fonti “tradizionali”, inclusi i programmi FESR convenzionali), scommettendo sulla trasformazione di idee ambiziose e creative in prototipi che possano essere testati in ambienti urbani reali. In altre parole, l’iniziativa UIA può sostenere progetti pilota innovativi e di carattere sperimentale. I progetti UIA – continua...
E' un'altra volta sabato, un'altra volta piove e un'altra volta il fiume Sacco si riempie di schiuma. Tanta, densa. Un'altra volta la gente giustamente s'incazza e vuole la testa dell'untore. Un'altra volta c'è, invece, chi dice che si tratta di un fenomeno naturale, dovuto alla decomposizione di sostanze organiche. Un'altra volta, gli uni e gli altri, si chiedono perché nessun esperto si pronunci in un senso o nell'altro. Un'altra volta tutti si chiedono anche che, se quella schiuma è chimica sputata da qualche cisterna o industria come mai non si riesce mai a beccare il responsabile e non ci si riesce da qualche decennio. Un'altra volta c'è chi dice che non è vero che i responsabili non siano stati beccati e che mica si possono sapere tutte le inchieste in corso anzi, non si devono sapere. In tutto questo c'è un'unica certezza: l'inquinamento del Sacco è un problema enorme...
I dissapori tra i dirigenti della Lega provinciale, occorsi nei giorni scorsi (e assurti alle cronache) incentrati sulla presenza di un religioso tra gli iscritti alla chat interna del gruppo, afferiscono ai rapporti tra gli esponenti del partito. Trattasi di una questione interna e dunque di un problema loro che, tra l’altro, non mi sembra di importanza capitale. Ci sono però conseguenze più serie: non è andato giù al religioso in questione, cioè a padre Maurizio Raimondo, che sia stato messo in dubbio il suo “essere prete” e questo fatto, per quel che lo riguarda, è uno “strascico” che non può essere lasciato alle dinamiche dei rapporti tra esponenti politici. Per questo motivo padre Raimondo tiene molto a precisare il suo status. In una lettera, a firma dell’Arcivescovo Primate Mons. Ezio M. Scaglione della Chiesa Apostolica Vetero Cattolica, è ben spiegato: “Mons. Maurizio Raimondo – scrive l’Arcivescovo – è...
Da due giorni a Frosinone è stato aperto al pubblico il Parco Matusa. L'opera non è ancora terminata ma è fruibile. Si tratta di un enorme spazio nel centro della parte bassa del Capoluogo che di fatto allunga molto la passeggiata divenuta ormai tipica, quella di Via Aldo Moro. Non solo idealmente ma praticamente la strada commerciale della città unisce ora due spazi verdi molto grandi, poiché va da piazzale de Matthaeis nei pressi del quale c'è la Villa Comunale, a piazza Caduti di Via Fani dove si trova l'entrata principale del Parco Matusa.In questo momento sono diverse centinaia le persone, grandi e bambini, che si trovano nell'area del Matusa. Giocano sul grande prato che fino a poco tempo fa era il glorioso campo di calcio del Frosinone, vanno in bicicletta o sul monopattino lungo il percorso che circonda tutta l'area adibito a pista oppure sorseggiano un caffè, fanno...
Troppo piccoli per essere visti. E' uno slogan della campagna per la promozione dell'iniziativa di Unindustria Frosinone che ha messo a disposizione del territorio uno studio effettuato dall'Università di Tor Vergata per indagare politiche di rilancio. I motivi di questa iniziativa sono assai validi: I territori sono ormai in competizione tra loro e, com'è evidente, la provincia di Frosinone soccombe sempre nei confronti di Latina ma anche di altre province contermini in altre regioni. Le scelte per la collocazione di uffici e sedi dirigenziali (banche, servizi, sindacati ecc.) vengono compiute sulla base delle dimensioni del capoluogo. Frosinone è troppo piccola sia sotto il profilo demografico (meno di 50.000 abitanti) sia per estensione. Infatti il capoluogo ciociaro, e dunque l'intera provincia, stanno perdendo tutto. Le attuali dimensioni non consentono di essere "visti" dall'Europa. Vuol dire che l'accesso al finanziamento diretto è impossibile e senza quei finanziamenti la provincia di Frosinone è...
Nemmeno Luciano Fontana, l’autore del profetico “Un paese senza leader” aveva previsto, all’indomani del 4 marzo, che potesse nascere un governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle. Neanche lui, che aveva bollato la campagna elettorale dei sovranisti della Lega rinnovata e i populisti di Luigi Di Maio come piena zeppa di promesse irrealizzabili, avrebbe mai pensato che quelle trovate oggi stanno provando davvero a metterle in pratica, anche se mezzo mondo dice che sarà un disastro senza precedenti, nel caso. Di questo e di tanto altro abbiamo sentito dalle parole dello stesso direttore del Corrierone nello splendido salone dell’Istituto Alberghiero di Fiuggi per merito del periodico della città idroponica, il "Fiuggi”, appunto. Il tutto davanti a un paio di centinaia di persone comprese le massime autorità del territorio provinciale. Nella foto che mostriamo la compagnia è di livello altissimo. Accanto al frusinate Fontana, direttore del più importante quotidiano...
Il coro dei pochi altri clienti del bar è quasi unanime. Il Frosinone gioca a Torino, contro il Torino. La partita nel primo tempo è stata umiliante nonostante i giallazzurri perdessero solo uno a zero. Il coro, dunque, è una lagna continua, una disapprovazione perpetua. Solo uno non dice niente. E’ seduto più avanti di tutti e guarda fisso il teleschermo, non toglie lo sguardo neanche un attimo. E’ minuscolo, indossa un cappello azzurro con la striscia gialla, ha un’età indefinibile. Forse è finto. Si scuote solo impercettibilmente quando il Frosinone accorcia le distanze dopo aver subito, in apertura del secondo tempo, il 2 a 0. Solo sei minuti dopo, mentre il coro dei clienti è diventato molto più acceso e si riempie d’incitazioni, speranze quasi preghiere, avviene il miracolo: un’azione di rimessa, Campbell s’inventa una palla col contagiri per la testa di Ciano. Sirigu va per farfalle. E’...
Ci siamo finalmente tolti dalle scatole la partita della Juventus a Frosinone, Cr7 e tutte le fanaticherie che circolano intorno a questo circo mediatico che tutto è tranne che sportivo. Archiviato il problema Juventus a Frosinone potremo finalmente, forse, ricominciare a parlare di calcio, di Frosinone e di cosa bisogna cercare di fare per raggiungere la salvezza che, sono convinto, questa squadra potrà ottenere. Lo sventolio di vessilli bianconeri, le migliaia di magliette bianconere nello stadio del Frosinone, nei settori non riservati agli ospiti, sono state uno spettacolo ributtante. Questo non perché non si possa tifare chi si vuole ma perché uno dei più importanti valori sportivi è, appunto, la sportività. L’ostentazione dei simboli di chi tifa per il più forte a casa del più debole è a dir poco incivile. Specialmente se si tratta di fuoco "amico". Come andare a pranzo ospite di una famiglia notoriamente in difficoltà...
Non mi venite a raccontare che il paragone non regge. Ci sta tutto. Pordenone è un capoluogo di provincia di circa cinquantamila abitanti come Frosinone, ha un trascorso storico trascurabile e se chiedete a chiunque in Italia e nel mondo se hanno sentito nominare il suo nome vi risponderanno affermativamente solo i friulani e quelli che hanno studiato bene le province a scuola, una reminiscenza delle elementari. Pordenone ha una consolidata economia industriale e agricola ma i suoi comparti, fino a una quindicina di anni fa al Frusinate gli facevano un baffo. Si dirà, e a ragione, che Pordenone è in Friuli Venezia Giulia e che quella regione è a statuto speciale che significa essere privilegiata. Non può essere però solo per la grana che circola più copiosamente e per un sacco di regole stringenti che da quelle parti non valgono se il divario tra Pordenone e Frosinone è...

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