Asl – Presentato il nuovo Dg. Menomale che c’era Buschini!

Il nuovo manager, Lorusso, appena arrivato non poteva che essere formale e vago. Eccesso di autocelebrazione da D'Amato e Macchitella

Asl – Questa mattina in una delle sale della Asl è stato presentato ufficialmente il nuovo manager, il dottor Stefano Lorusso. Abbiamo assistito, per richiesta dell’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, anche lui presente, a una sorta di cambio della guardia con il predecessore, il commissario preferito da Zingaretti, Luigi Macchitella. Ovviamente il nuovo Dg non aveva molto da dire, se non che organizzerà quattro giornate (una per area) per confrontarsi con il personale di ogni ordine e grado e farsi un’idea del concreto stato delle cose. Il resto  che ha detto è da archiviare alle voci circostanza e scontatezza. Lo stesso si dica per l’assessore D’Amato. Dal suo discorso è uscito nulla che non fosse prevedibile e di prammatica, vagamente inneggiante ai mirabolanti risultati sulla Sanità che gli ultimi governi hanno prodotto. Macchitella, i cui modi spicci ho sempre apprezzato, ha salutato e sottolineato che la Asl che lascia è molto meglio di quella che ha trovato. Vero. Del resto, andrebbe ricordato, il processo di miglioramento era già iniziato giacché davvero poco ci voleva a essere meglio di prima: dieci anni fa, come ho potuto tristemente constatare con i miei occhi, se ti beccava un ictus e magari era luglio, venivi stipato in un letto del vecchio Umberto I, non ti potevano fare niente se non cercare di non farti crepare e, purtroppo, dato che faceva 40 gradi e  l’aria condizionata era vetusta, i medici erano talmente pochi da non sapere più come si chiamavano dalla fatica, per usare un eufemismo diciamo che ci riuscivano con qualche difficoltà… Oggi c’è un ospedale nuovo e un reparto di Neurochirurgia con un primario di notevole fama. Oggi è molto meglio di dieci anni fa e in diverse cose viene impartita ai malati un’assistenza sanitaria degna dei tempi. Dieci anni fa era indegna. Oggi è degna ma ancora piena di problemi, mancanze, carenze e gravi difficoltà, per i sanitari e per i malati. Menomale che era presente il Presidente del Consiglio regionale Buschini che, con prassi politicante, ha raccontato i risultati ottenuti negli ultimi anni ma ha anche detto, diplomaticamente, la verità che tradotta è: liste d’attesa pazzesche, un disservizio gravissimo e molto lontano dalla decenza; emergenza e pronto soccorso con gravissimi problemi, enormi quelli del nord della provincia che, com’è noto, ne è priva. Battaglia da compiere per arrivare finalmente al Dea di II livello. Si potrebbero aggiungere molti altri problemi enormi, da far tenere gli occhi sbarrati sul soffitto nelle notti insonni. Sintesi: se non ci fosse stato Buschini questa mattina ce ne saremmo andati dalla Asl fingendo di essere Alice nel Paese delle meraviglie. Per cortesia nei confronti di Lorusso, appena arrivato, ovviamente.