Che la legge Delrio, quella sulla trasformazione delle Province, fosse un aborto normativo è divenuto chiarissimo. Che questa fase di gestione politica azzoppata di uno degli enti strategici per i territori debba essere superata (obbligatorio dopo la bocciatura del referendum istituzionale) lo sanno tutti e ci stanno lavorando. Uno degli esempi più evidenti di come un ente di rilevanza politica come la Provincia non possa essere organizzato col secondo livello elettivo e, soprattutto, il suo governo non possa essere ipotizzato solo come tecnico lo abbiamo avuto ieri, lampante, quando il Pd e buona parte della sinistra della provincia di Frosinone si sono scagliati contro il delegato al coordinamento del Consiglio provinciale, Daniele Maura, per una sua frase contro il Lazio Pride che si terrà a Frosinone sabato. Egli, Maura, l’ha espressa sul suo profilo Facebook. Il consigliere regionale Sara Battisti ha attaccato Maura, ne ha chiesto le dimissioni e implicitamente (neanche tanto) ha attaccato il presidente Antonio Pompeo, espresso dal suo medesimo partito, perché ha affidato l’incarico a un esponente lontano dalle loro posizioni (è di Fratelli d’Italia, ovviamente lontano). Così hanno fatto il reggente provinciale del Pd, Domenico Alfieri, il segretario regionale dei giovani democratici, Luca Fantini, il segretario cittadino di Frosinone del Pd, quello di Possibile ecc. Il bello di tutta questa faccenda è che Antonio Pompeo, cioè il Presidente della Provincia di Frosinone e sindaco di Ferentino, è stato il primo a concedere il patrocinio al Pride, sia come Provincia sia come Comune. Il primo a sostenere quella causa, l’apripista dell’appoggio istituzionale, il più convinto di tutti. La posizione dell’Ente che presiede – lo ha sottolineato a brutto muso durante il consiglio provinciale – la esprime lui che è plenipotenziario di tutto, non sfiduciabile e concessore per delega di qualsiasi attività ai consiglieri. Questo per effetto della amena legge Delrio che, badate bene, nessuno dei denigratori di Maura si è sognato di criticare pubblicamente all’epoca della sua approvazione (salvo dirne peste e corna nelle segrete stanze). Le elezioni provinciali hanno consegnato, con il metodo Delrio, la Provincia di Frosinone a una maggioranza consiliare di centrodestra dove Fratelli d’Italia fa la parte del leone avendo eletto più consiglieri. Ecco perché il Presidente Pompeo che ha l’obbligo di  salvaguardare il funzionamento dell’Ente ha delegato a Fratelli d’Italia almeno la gestione dell’aula. La Delrio ha dimenticato la politica vera, quella delle idee, quando ha scritto quella legge, commettendo un errore fatale che il Pd ha sottoscritto col sangue. Adesso beccatevi i commenti che liberamente un esponente politico di qualsiasi genere ha il diritto di esprimere senza compromettere l’ente nel quale rappresenta i cittadini, perché la Delrio se ne infischia di quelle posizioni e anche di tutte le altre. Chiaro? Ecco perché il presidente Pompeo ha fatto bene a infuriarsi per gli attacchi di ieri, tra l’altro il giorno dopo una conferenza stampa del segretario regionale Astorre nella quale si è detto niente, praticamente, tranne che le anime del Pd si dovevano volere tutte bene perché la provincia di Frosinone è l’unica in cui il partito non è uscito con le ossa rotte dal voto, anzi. Siccome non è mai tardi per rimediare agli errori commessi, il Pd si impegni per contribuire a superare questa fase ridicola nella quale ha voluto scaraventare un ente fondamentale per le politiche di rilancio territoriale come la Provincia. Poi: si può essere contro le affermazioni di Maura, ci mancherebbe altro, e ci si può indignare così come lo stesso esponente di Fratelli d’Italia ha il diritto di esprimere le sue idee in merito a qualsiasi argomento. Si può e anzi si deve litigare e discutere anche violentemente, si possono condannare idee che si reputano nocive e si possono chiedere dimissioni di chi si vuole. Anche questo è Pride.