Furono bestie, non soldati, quelli delle truppe coloniali francesi ai quali fu data la libertà di fare scempio delle popolazioni civili, stremate e inermi, una volta terminata la battaglia. Si fa fatica a chiamare liberatori gli autori di uno scempio difficile persino da ricordare, pur se liberatori effettivamente lo furono. Non è alle vittime di orrori di guerra, specie se vigliacchi come furono quegli orrori, che si può chiedere di festeggiare, di celebrare, neanche a distanza di ottant’anni. Mai, per sempre. Vale per tutti i popoli che hanno subito ingiustamente. Si può chiedere di storicizzare, si può aiutare un percorso di riappacificazione ma la celebrazione no. E’ oltraggiosa e le scuse non bastano. Le luci alla Rocca Janula dovrebbero essere accese per sempre in memoria di quelle vittime, neanche per un secondo per i loro carnefici. Come simbolo della vergogna per quegli ignobili stupratori. Un errore, quello commesso a Cassino con le luci bianche e azzurre, che non si può commettere e non si può scusare.