Enzo Salera è il candidato a sindaco per il centrosinistra nelle Comunali di Cassino. Curiosa la dinamica che lo ha portato a raggiungere questo risultato. Le primarie sono state decise dopo la deflagrazione della proposta avanzata dalla maggioranza del Pd. Una proposta avanzata dall’allora segretario cittadino Marino Fardelli con il beneplacido dell’establishment del partito. La proposta vedeva Giuseppe Golini Petrarcone candidato a sindaco e Sarah Grieco alla carica di vice sindaco. La cosa non è stata digerita soprattutto da Francesco Mosillo (che da qualche tempo è più vicino ad Antonio Pompeo). Mosillo ha tirato fuori dal cilindro e in extremis la proposta di candidare Salera anziché Petrarcone. Da quel momento in avanti non è stato più possibile realizzare il dichiarato intento unitario voluto da Zingaretti e propagandato da Fardelli sulla figura di Petrarcone. Era più facile la soluzione Salera, perché più gradita oltre che a una parte del Pd (quella di Pompeo-Mosillo e altri) anche alla maggior parte degli alleati che costituiscono la coalizione di centrosinistra (Zingaretti docet).

Il ricorso alle primarie – Le dimissioni e le speranze di Fardelli –  Petrarcone non ci sta: il partito ne esce rivoluzionato

Il mancato accordo anche su questo nome (dopo il tentativo di ritorno di fiamma di Petrarcone fallito per le seconda volta) ha reso indispensabile il ricorso alle Primarie, come da statuto del partito ma anche alle dimissioni di Fardelli da coordinatore e alla mossa di rottura di Petrarcone che non ha tollerato la sua bocciatura. L’ex sindaco ha addirittura costituito un’alleanza con esponenti di centrodestra per candidarsi comunque, con una sua lista. Il Pd, in sintesi, si presenta alle elezioni ora con la possibilità di costituire una vera alleanza allargata ma anche profondamente cambiato: non c’è più Petrarcone, Fardelli si è ritirato a vita privata (almeno così pare al momento) e spera in una nomina ad assessore regionale di Buschini e nelle sue dimissioni da consigliere per entrare in consiglio regionale… chissà.

Il candidato di centrodestra ancora non c’è – Le voci su Abbruzzese candidato irritano la Lega che ne uscirebbe dilaniata

Ora inizia la vera campagna elettorale, l’avversario di Salera ancora non c’è perché il centrodestra non trova la quadra su nessun nome e comincia a circolare la voce che sia Abbruzzese a far saltare qualsiasi tentativo di accordo per portare avanti il recondito desiderio di candidarsi personalmente (voci, sospetti, niente altro sia chiaro). La Lega però farebbe una figura barbina e mortale se cedesse su una simile ipotesi. L’impasse è totale.

La nuova sfida del Pd è ora di trovare una vera unità su Salera che era il candidato dell’area Pompeo-Mosillo

Comunque vadano le cose e chiunque sarà quel candidato la sfida ancora interna del Pd è di essere compatto intorno al candidato, anche se era gradito da Pompeo e non da Buschini che comunque ha esultato per la buona affluenza alle primarie e il decorso produttivo del confronto tra i tre candidati. Ora non ci deve essere differenza, il candidato è di tutti (Zingaretti docet).