lunedì 15 Luglio 2024
Quest'uomo è Maurizio Agamennone (nella foto di Stefano Strani). Docente nella facoltà di Etnomusicologia dell'Università di Firenze. Nato a Cassino, vive a Frosinone praticamente da sempre. E' l'ideatore, insieme a un collega, della Notte della Taranta, la manifestazione musicale che ha cambiato le sorti del Salento: il volano intorno al quale tutto il sistema turistico di buona parte della Puglia ha iniziato a funzionare alla grande divenendo una delle mete estive più gettonate. Maurizio Agamennone è stato nominato quest'anno nel Comitato scientifico della Fondazione Festa della Taranta insieme ad altre quattro personalità di elevato e riconosciuto spessore nelle loro materie. Il presidente del Comitato scientifico è il prorettore dell'Università del Salento, il filosofo Domenico Fazio. Gli altri tre membri sono: il sociologo Aldo Bonomi, lo storico delle tradizioni Federico Capone,  il geografo Fabio Pollice. Il presidente della fondazione, Massimo Manera, intervistato sulla funzione del comitato scientifico, ha specificato: “Abbiamo...
Alfio Borghese, che tante personali ha organizzato presso la Villa di Frosinone oggi ha compiuto e inaugurato una "personalissima", un colpo da maestro e anche un coupe de theatre d'incontrovertibile creatività sentimentale. Alfio Borghese, una delle persone più gradevoli e intelligenti che conosca, arcinoto cultore d'arte e organizzatore di eventi notevoli nel campo, ha sposato questa mattina nella Villa Comunale di Frosinone, al cospetto di tanti amici ma soprattutto del "celebrante" Sindaco Ottaviani, Elena Sevi. Ella, Elena, è un'artista famosa e una persona dall'educazione, la gentilezza e la discrezione che non hanno eguali tra le mie conoscenze. In sintesi questa mattina hanno cucito la loro unione con il massimo dei suggelli due persone davvero apprezzabili e tutti noi non possiamo che essere lieti della loro felicità, perché è anche un po' la nostra. Auguri ad Elena e Alfio!
La sperimentazione di un vaccino antiCovy in un'azienda dell'area industriale anagnina è una notizia di grande rilevanza. Come ci è stato spiegato dall'AD di Sanofi non si può certo dire nulla sull'efficacia del vaccino finché non saranno superate tutte le fasi dei test ma l'ottimismo aleggia e per ora dobbiamo farcelo bastare. Intanto si sottolinei come nelle aree industriali della provincia di Frosinone, ma io direi per completezza del Lazio meridionale si stia facendo la storia, perché è di un momento di rilevanza storica che si tratta.
Quando lo Zar diventò Zar era molto felice ma, raccontano gli annali, un cruccio lo tormentava. Aveva il "panem" ma non aveva i luoghi dove fornire al popolo i "circenses". Dopo fervide consultazioni con l'allora Gran Ciambellano (poi divenuto M, entità segreta inevocabile) giunse alla prima conclusione di dover fornire ai sudditi una piazza dove fare intrattenimento estivo, un teatro dove collocare quelli invernali e uno stadium bellissimo et capientissimo. L'impresa non solo sarebbe servita a far contento il popolo ma avrebbe anche appuntato sul petto dello Zar la medaglia che un suo celeberrimo predecessore, principe Memmus, non era riuscito a raggiungere. Fu così che in più mosse lo Zar fornì al popolo la piazza in zona panoramicissima, il teatro (anzi due), lo stadio e anche un giardinone nel bel mezzo della città bassa dove far scorrazzare i sudditini. Gli anni trascorrevano nell'Impero come altrove e lo Zar godeva...
Si è riparlato dei vini “Sindici” a Ceccano la scorsa settimana, grazie a un’iniziativa voluta dal Comune, per opera del cultore di storia locale, l’avv. Stefano Gizzi e la volontà del sindaco Roberto Caligiore. Fa piacere perché in effetti la produzione enoica della ricca famiglia ceccanese che si fece costruire il ben noto castelletto neogotico, progettato da Sacconi, all’ingresso della cittadina ciociara, fu la prima che dalla Ciociaria travalicò i confini locali per giungere, nel ’35, addirittura nella rappresentanza dei vini italiani all’Expo Mondiale di Bruxelles. Riscoperta e rigenerata l’etichetta del “Sindici”, rinverdita la figura di Stanislao, l’auspicio è ora che si proceda in qualche modo a una vera produzione di vini della zona, magari che giungano a replicare i fasti del passato e arricchire la compagine davvero eccellente delle produzioni della provincia di Frosinone. Fa piacere ulteriormente la rievocazione del “Sindici” perché dà modo di rinverdire una storia che probabilmente, nel...

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