venerdì 12 Agosto 2022
Il Bar Tucci ha festaggiato i suoi sessant'anni di vita. Il suo creatore, il sor Mario, non è più con noi da qualche tempo ma anche lui, come il suo bar, sarà in sempiterno uno dei personaggi protagonisti della vicenda frusinate. Ci sono luoghi che restano nella storia delle città. Le mura del Bar Tucci potrebbero raccontare la storia vera della nostra città degli ultimi decenni. Quella vera, insisto, perché esse hanno custodito i dialoghi della politica, degli affari e degli amori di diverse generazioni. Per rendere l'idea a quei tavoli si sono costruiti o sfasciati i governi cittadini, decise le candidature per le elezioni di ogni ordine e grado, stabiliti gli equilibri più o meno trasversali per governare i poteri di tutti i livelli locali e, forse, qualcuno anche di più alto rango. Hanno sorseggiato stabilmente i caffè di Tucci (ma anche, spesso, gli alcolici) ben quindici sindaci: Domenico Ferrante,...
L'Impero sembrava decadente. Un po' come quello romano degli ultimi tempi ma anche peggio. In molti, infatti, sembravano affetti da quella strada malattia che si chiama ora "nostalgia del futuro" ma che all'epoca era solo un'enorme boiata a descrivere coloro che se la fanno sotto perché sanno che non li aspettano tempi migliori, anzi! E infatti tanti temevano il momento, sempre più vicino, che si dovesse sostituire lo Zar alla guida dell'Impero e gli ambiziosi sostituti sembravano (a detta degli osservatori dell'epoca, sia chiaro) uno meno Zar dell'altro anzi, uno più inadatto dell'altro a salire sul trono. Tutti tranne uno. Lo Zar, sebbene fosse incazzato come un lupo digiuno da un anno con il suo più fido collaboratore, ex gran ciambellano ed ora Sua Entità segreta, M, solo in lui continuava a confidare per lasciargli lo scettro, convinto che il contabile che aveva tenuto i conti in ordine, nonostante...
La balena grigia vicina alle nostre coste. Un avvistamento eccezionale ha fatto un grande regalo a Ponza, l'isola più nota dell'arcipelago laziale con la quale molti di noi, laziali del sud (i tifosi della Lazio, a rigor di logica, dovrebbero chiamarsi lazisti) hanno grande familiarità. E' stata, infatti, avvistata una balena grigia che nuotava tranquillamente anche sotto costa. L'evento è straordinario perché se è molto difficile vedere delle balene nelle nostre acque figuriamoci se non è difficilissimo vedere una balena che teoricamente nel Mediterraneo non ci dovrebbe essere perché gli enormi mammiferi di questa razza vivono nell'oceano pacifico e, a quanto leggo,  sono noti per essere soprattutto visibili presso le coste messicane. La balena grigia, insomma, arriva dall'altro mondo, infatti, pare che non si fosse mai vista in Italia. Insomma un regalo straordinario davvero per Ponza, tutto il meraviglioso arcipelago e anche le coste a sud della nostra regione....
Vedere Terracina oggi è lancinante. Fa male come una lama affilata nel costato della certezza. Terracina è la città di tutti noi, da sempre il luogo dei giorni belli, delle passioni, dei sogni, è l’approdo, la luna sulle onde, l’orizzonte. Terracina è noi bambini, figli, nipoti, poi innamorati, padri, madri, nonni. E’ il rifugio nei momenti tristi, lo scenario preferito per quelli felici, è il riferimento di tante tappe della nostra vita, il nostro costante altrove. Terracina è il nostro mare da millenni, la città di tutte le città dietro la montagna. E’ il profumo di timo, del sale sulle labbra è l’immagine di noi presi per mano in mille foto ingiallite. La devastazione sappia che ha colpito un popolo enorme di amanti infuriati. Vediamo cosa c’è da fare, aiutiamo gli amici terracinesi e ritiriamola su.
Il Vesuvio erutta. Il 24 agosto del 79 d.C. - 1940 anni fa - moriva Plinio il Vecchio, ucciso dai gas eruttati dal Vesuvio. Una descrizione, di cui si riportano alcuni passi, svolta da Plinio il Giovane, di indubbia efficacia e molto suggestiva, che merita essere riletta, in occasione dell'anniversario di quel drammatico evento. Ermisio Mazzocchi   Caio Plinio al suo Tacito, salute Petis, ut tibi avunculi mei exitum scribam.... - Mi chiedi di narrarti della fine di mio zio, acciocché possa essa venire con maggiore esattezza tramandata ai posteri. Te ne sono grato, giacché prevedo che la sua morte sarà destinata a gloria imperitura, se da te narrata. (...) Levandosi nel cielo, una nube si formava, ma per quelli che come noi da così lontano la osservavano, non appariva ben chiaro da qual monte (si seppe poi dal Vesuvio). (...) Da persona di estese cognizioni quale era, parve a mio...
Furono bestie, non soldati, quelli delle truppe coloniali francesi ai quali fu data la libertà di fare scempio delle popolazioni civili, stremate e inermi, una volta terminata la battaglia. Si fa fatica a chiamare liberatori gli autori di uno scempio difficile persino da ricordare, pur se liberatori effettivamente lo furono. Non è alle vittime di orrori di guerra, specie se vigliacchi come furono quegli orrori, che si può chiedere di festeggiare, di celebrare, neanche a distanza di ottant'anni. Mai, per sempre. Vale per tutti i popoli che hanno subito ingiustamente. Si può chiedere di storicizzare, si può aiutare un percorso di riappacificazione ma la celebrazione no. E' oltraggiosa e le scuse non bastano. Le luci alla Rocca Janula dovrebbero essere accese per sempre in memoria di quelle vittime, neanche per un secondo per i loro carnefici. Come simbolo della vergogna per quegli ignobili stupratori. Un errore, quello commesso a...
La faccenda era di quelle serie, che fanno tremare le colonne del Palazzo d’Inferno. Lo Zar Nicola aveva fatto finta di camminare avanti e indietro nervosamente e il Gran Ciambellano Mastrangeli era stato richiamato d’urgenza nell’Impero. Era appena andato a rilassarsi in un villone in località mondana segreta dove si teneva un torneo di selfie valido per il campionato mondiale fast-finger. Nonostante si sentisse profondamente contrariato fece subito ritorno. Era successo che il Connestabile Fabio, il più alto in grado nella corte, colui che virtualmente può sostituire lo Zar (solo virtualmente, poiché è noto che lo Zar è insostituibile) aveva osato in giorno di Festa alzare il capo e contraddirlo. Lo aveva fatto proprio quando il sovrano si bagnava di popolo, per effetto dell’apertura di una delle sue opere più agognate: il Parco. Per di più l’atteggiamento insubordinato del Connestabile aveva, non si sa quanto involontariamente, sobillato i suoi detrattori:...

Lo scatto di Amedeo

Mi guardava tra il sornione e l'incredulo Amedeo Di Sora, ogni volta che gli dicevo: "Sei un fine dicitore, usi la voce come pochi, bene il teatro, indiscutibile l'abilità nella docenza ma a me pare che sia la poesia la migliore delle tue arti". Dubito che mi abbia mai preso sul serio. Eppure oggi dovrà darmi ragione. Perché battere un premio Montale come Giancarlo Pontiggia e un mostro sacro come Renato Minore in un premio di poesia di tutto rispetto com'è il Fabriano è una sentenza senza appello. Proprio così, il vincitore del Tredicesimo Premio Nazionale Città di Fabriano per la Poesia è Amedeo Di Sora, attore-regista e scrittore frusinate. Se lo è aggiudicato il 7 dicembre scorso con la raccolta “Tracce di mare” (Ed. Ensemble, 2015). Amedeo di Sora, come dicevo, era nella terna dei finalisti con due personalità altissime del mondo della letteratura italiana e il fatto che l'abbia spuntata...
inchiostro Ospito un articolo del Maestro Tonino Poce, compositore, calligrafo sopraffino e uomo di cultura che nutre una profonda coscienza politica di Tonino Poce Qualcosa non mi convince in questa chiamata alle armi per il “No” al referendum sulla riforma costituzionale. C’è qualcosa di innaturale in questa grande coalizione che riunisce destra e sinistra contro una riforma che per anni è stata in testa ai programmi politici di molti di coloro che adesso vogliono affossarla. Mi sfugge la parte oscura di questa caccia all’uomo che indica Renzi come una minaccia per la Costituzione, di questa attesa quasi messianica di un governo salvifico che non si sa bene da quale cilindro debba uscire. E’ evidente che nella battaglia per il No vi siano ragioni proclamate e altre sottaciute. Altre ancora forse inconfessabili. Vorrei allora tentare di analizzarle, se non altro per comprendere quale altro cataclisma dovremo sopportare. Perché di una cosa sono certo, e...
Come ho avuto modo di scrivere su Tu News, da ieri in distribuzione, a Carnevale ogni scherzo vale anche se la situazione è serissima a causa di guerre e pandemie. Per rinfrancar lo spirito (come recitava, e non so se ancora recita, la rubrica dedicata alle barzellette della Settimana Enigmistica) dedichiamoci a cose più amene, tipo la corsa per le elezioni comunali di Frosinone che di spunti per questo Carnevale ne ha offerti parecchi, tanto che verrebbe da consigliare i responsabili delle parti politiche di soprassedere e ricominciare a operare da mercoledì prossimo, quando saranno le Ceneri e ci saremo liberati del periodo nel quale è lecito impazzire. Rassicurati dal fatto che ciò è possibile solo semel in anno. Intanto, per trascorrere più in allegria che si possa questo tempo di Carnevale ancora ingabbiato nelle norme sanitarie speciali e non potendo derogare dal bersagliare il personale politico, il potere, com’è...