martedì 20 Agosto 2019
Vedere Terracina oggi è lancinante. Fa male come una lama affilata nel costato della certezza. Terracina è la città di tutti noi, da sempre il luogo dei giorni belli, delle passioni, dei sogni, è l’approdo, la luna sulle onde, l’orizzonte. Terracina è noi bambini, figli, nipoti, poi innamorati, padri, madri, nonni. E’ il rifugio nei momenti tristi, lo scenario preferito per quelli felici, è il riferimento di tante tappe della nostra vita, il nostro costante altrove. Terracina è il nostro mare da millenni, la città di tutte le città dietro la montagna. E’ il profumo di timo, del sale sulle labbra è l’immagine di noi presi per mano in mille foto ingiallite. La devastazione sappia che ha colpito un popolo enorme di amanti infuriati. Vediamo cosa c’è da fare, aiutiamo gli amici terracinesi e ritiriamola su.
La faccenda era di quelle serie, che fanno tremare le colonne del Palazzo d’Inferno. Lo Zar Nicola aveva fatto finta di camminare avanti e indietro nervosamente e il Gran Ciambellano Mastrangeli era stato richiamato d’urgenza nell’Impero. Era appena andato a rilassarsi in un villone in località mondana segreta dove si teneva un torneo di selfie valido per il campionato mondiale fast-finger. Nonostante si sentisse profondamente contrariato fece subito ritorno. Era successo che il Connestabile Fabio, il più alto in grado nella corte, colui che virtualmente può sostituire lo Zar (solo virtualmente, poiché è noto che lo Zar è insostituibile) aveva osato in giorno di Festa alzare il capo e contraddirlo. Lo aveva fatto proprio quando il sovrano si bagnava di popolo, per effetto dell’apertura di una delle sue opere più agognate: il Parco. Per di più l’atteggiamento insubordinato del Connestabile aveva, non si sa quanto involontariamente, sobillato i suoi detrattori:...
inchiostro Ospito un articolo del Maestro Tonino Poce, compositore, calligrafo sopraffino e uomo di cultura che nutre una profonda coscienza politica di Tonino Poce Qualcosa non mi convince in questa chiamata alle armi per il “No” al referendum sulla riforma costituzionale. C’è qualcosa di innaturale in questa grande coalizione che riunisce destra e sinistra contro una riforma che per anni è stata in testa ai programmi politici di molti di coloro che adesso vogliono affossarla. Mi sfugge la parte oscura di questa caccia all’uomo che indica Renzi come una minaccia per la Costituzione, di questa attesa quasi messianica di un governo salvifico che non si sa bene da quale cilindro debba uscire. E’ evidente che nella battaglia per il No vi siano ragioni proclamate e altre sottaciute. Altre ancora forse inconfessabili. Vorrei allora tentare di analizzarle, se non altro per comprendere quale altro cataclisma dovremo sopportare. Perché di una cosa sono certo, e...
Il Gran Ciambellano Mastrangeli era un gran professionista nel quale lo Zar aveva massima fiducia. Era, infatti, il ministro delle finanze dell’Impero, colui il quale aveva la facoltà di sollevare un indice al cospetto del sovrano per avanzare obiezioni sulle spese, oppure per calmierare determinate iniziative quando potevano apparire troppo fuori dagli schemi che il blasone rendeva d’obbligo. Era, per questo, sempre vigile onde capire per tempo quando lo Zar volesse fargliela cioè fare di testa sua senza passare dalla tagliola di quell’arbitro spietato. In quei giorni, però, il Gran Ciambellano cedeva l’attenzione all’unica delle sue debolezze: molto bene inserito nell’alta società dell’epoca egli, di tanto in tanto, doveva far fronte ai suoi impegni mondani e, per giunta, quelli di cui parliamo erano impegni con dame invidiabili per censo e beltà. Dunque la distrazione era di quelle assai coinvolgenti oltre che importante trattandosi di iniziativa benefica contro la violenza...

I ladri stupidi

Me l’immagino a studiare il colpo. Ad attendere che il quartiere dorma, ad agire furtivamente come un sorcio. Poi il sorriso beffardo, la sensazione dolce di avercela fatta a dispetto di tutti. Il ladro che, a quanto pare, ha rubato la lanterna che illuminava l’arco di Porta Romana, cioè un pezzetto di Frosinone di scarso valore economico ma di notevole significato per tutti coloro che hanno a cuore il piccolo mosaico di elementi che hanno resistito alle varie distruzioni, ha commesso uno di quei reati che andrebbe giudicato, senza alcuna magnanimità, con il codice speciale della stupidità. Tanto più stupido è il delitto tanto più grave la pena. Certo non deve essere stata cosa da niente quel colpo, in pieno centro, nel mezzo di una strada aperta al traffico, praticamente in una piazza. E a ben pensarci il ladro avrà avuto bisogno di una scala, avrà dovuto tagliare i...
Si avvicinava in quel tempo la grande sfida per la Consultona continentale. Nell’Impero si stavano celebrando gli ultimi giorni di Festa e lo Zar Nicola, scontento per il sottotono con il quale la Capitale imperiale l’aveva trascorsa, aveva costretto Lady VaLentina ad allestire almeno un gran finale, poiché reputavasi disdicevole appressarsi alla gara per la Consultona con una Capitale pallosa. Dopo un consulto con il Gran Ciambellano onde reperire le risorse necessarie e appurato che la pecunia disponibile non avrebbe consentito di esaudire il desiderio del Sovrano, la Lady aveva avuto un’idea geniale che, in gran segreto, chiamarono col Gran Ciambellano ‘Operazione sdoppia la Vecchia’. “Per coprire un’intera giornata di festeggiamenti dedicati ai bambocci – aveva detto l’arguta VaLentina all’orecchio del Gran Ciambellano – costringeremo al doppio lavoro la Vecchiaccia e, per l’occasione, la chiameremo Bifana, cioè doppia Befana. Che pare a Vostra Signoria?” Un brillore attraversò lo sguardo...
Ho scoperto stasera quell'indefinibile che mi ha sempre affascinato del lavoro degli agricoltori più evoluti quali sono i viticoltori. Più dei sapori, dei bouquet, degli armonici gustativi, dell'arrière-goût, c'è un prodotto nel quale, i più evoluti tra gli evoluti, riescono meglio che nel millesimo più lusinghiero. Uno sguardo interiore, una cura emozionale, che fonde la meraviglia per il miracolo della vita con la sapienza umana che l'ha saputo onorare. Ho letto le parole che Maria Ernesta Berucci, figlia d'arte, ha scritto in memoria di un'antica vite che ha smesso di vivere e le ho travate illuminanti oltre che bellissime: "Sembri solo dormire... nonostante intorno a te le tue sorelle si risveglino con calma... ma tu ti sei Fermata bella Signora Vite. Il 2016 saprà anche un po' del tuoi ultimi frutti, due o tre se non ricordo male, e brinderemo alla tua lunga Vita".
Erano  momenti concitati nel Palazzo d’Inferno. Ormai non si parlava d’altro che della Consultona Continentale, quella per la quale lo Zar s’innervosiva persino durante il periodo della Festa (quando la Corte si dovette industriare a inventare la “Bifana”) (leggi qui). Il fatto nuovo era che la Confraternita Legata aveva inviato un messaggero con una proposta clamorosa, cioè di essere rappresentata proprio dallo Zar nella disfida della Consultona. Così avevano riferito i soliti domestici, con versioni non troppo dissimili e ai quattro venti.  Immediatamente avrebbe iniziato a serpeggiare tra i notabili, specie tra gli esponenti più in vista della Corte, la smania del dopo Zar: “Chi di noi, chi?” si ripetevano. Volevano sottintendere (perché i notabili sottintendevano sempre) “Chi di noi potrà sostituire lo Zar se questi dovesse partire per la Consultona?”, insomma – osavano – chi avrebbe governato sull’Impero in Sua assenza, o, addirittura, chi a Lui potrà succedere? Pare...
di Valentina Calcagni* La Politica si è trasformata in uno storytelling.    Mi appassionano e mi interrogo sugli archetipi che i maggiori Partiti o Movimenti incarnano. È passato lo scontro ideologico, siamo allo scontro tra storie. Guerrieri/ Ribelli/Saggi/ Maghi/ Guaritori, in ogni storia c'è spazio per una sola voce per ciascuno di loro. Il M5S esprime l'archetipo dell'uomo comune quello del Ribelle, unico fine è abbattere chi è  al potere, per questo scopo ogni strumento è legittimo. Ogni incoerenza nello spazio ideologico (destra e sinistra), nel tempo cronologico (ieri si è detto A oggi si dice B ) è totalmente irrilevante. Non è richiesta alcuna capacità o esperienza sono un plotone di esecuzione fedele alla causa. Raggiunto lo scopo, nella rimozione dello status quo, arrivato al Governo il Ribelle ha compiuto il suo arco narrativo. La sua storia è finita. Al contrario l'archetipo della Lega - il Guerriero è ancora al primo atto. La storia è...
Quando la Consultona Continentale era ormai imminente successe un fatto che restò negli annali dell'Impero e non solo. Si capì finalmente la smania dello Zar: egli non era interessato a concorrere alla Consultona ma aveva un obiettivo ancora più ambizioso: far partecipare tutti quelli che volevano al suo pensiero. A pensare sarebbe stato, ovviamente, solo lui ma gli altri avevano per la prima volta il permesso di far finta di pensare anche loro la stessa cosa che pensava lo Zar. Ebbe un grande successo ma anche molti problemi. Per questo convocò, come al solito, il Gran Ciambellano Mastrangeli nella sala segreta. Questi, appena ricevuta la convocazione, imprecò con bon ton, avvertì la corte di non aspettarlo, congedò la servitù, accarezzò le amanti chiuse nelle gabbie dorate e si diresse a destinazione. Qui trovò una situazione a dir poco inquietante: quelli della confraternita "Legume" capitanata da Big Bean presidiavano la...