mercoledì 28 Febbraio 2024
Lo ZarOn, cioè l’onorevole Nicola, assurto alla supercarica di segretario della commissione Bilancio della Camera dei Deputati e, sempre più, volto della Lega quando si trattava di affrontare temi spinosi, era tornato nelle case degli italiani per l’ennesima volta su SkYTg24. Nel breve lasso di un paio di mesi, lo Zar era apparso a ripetizione, tanto che qualche fan irriducibile (gli annali narrano nell’ennesima esternazione dell’alfiere Verrelli) avrebbe gridato al miracolo e costretto tutti i suoi elettori a presentarsi presso la delegazione Scalo per una veglia di ringraziamento. Orbene, lo ZarOn, noto nell’intera galassia per le sue qualità oratorie (e anche spigolatorie da quando aveva preso a dilettarsi con la pesca dalla sua imbarcazione ancorata in una località segreta del golfo di Anxur, ma questa forse è una diceria del popolo invidioso) era apparso in gran forma ai sudditi dell’Impero che ormai, da quando era stato accolto “in Rome”, divenendo...
M sugli scudi. L’incessante, sferzante e per certi versi impattante capo dell’Impero ebbe in quei giorni momenti interessanti e almeno un attimo di gloria. Incurante dell’impopolarità di certe scelte e apprezzato per il suo decisionismo nonché criticato dai detrattori, ogni tanto pareva volersi prendere sottili soddisfazioni ai loro danni. Colse al volo l’occasione dell’attualità. In un impero del nord, un suo collega sovrano aveva imposto un limite alla velocità particolarmente rigido: non più di 30 passi al minuto! Quel provvedimento appariva come una costrizione alla lentezza e i nemici di quel sovrano avevano scalmanato il popolo, aizzandolo alla rivolta. M, che alle volte pensava maligno, volle tirare uno scherzaccio ai suoi avversari. Prese la palla in balzo e dichiarò “lentezza sia anche nel mio Impero. In alcune zone, questa, questa e questa, non si potrà procedere oltre i 30 passi al minuto. Che lumacaggine dilaghi!”. Apriti cielo, subito i detrattori s’infuocarono e...
E’ finita, come nelle più tradizionali sceneggiature hollywoodiane. Che ne dicessero gli inseguitori o gli inseguiti, il risultato di queste elezioni terminate al ballottaggio era scontato. La trasformazione di M, il riferimento dello Zar che si trovava sempre in un altrove immaginario facendolo infuriare (e nella realtà chiuso nei numeri sempre più difficili dell’amministrazione economica e finanziaria pubblica) in Munazio Planco, potevo scriverla subito dopo il primo turno, quando era finita con uno scarto positivo di 500 voti sulle liste che lo sostenevano. Circa il 2% di coloro che erano entrati nelle urne aveva tracciato una croce “disgiunta” o “secca” sul nome di RC. Un risultato maggiore di quello raggiunto da certe liste, tutte intere, presenti in questa tornata. Quando è così il gradimento dell’elettorato si è già manifestato, è una legge irreversibile a scanso di miracoli. E quelli, i miracoli, si verificano assai di rado. La battaglia per l’elezione del...
Il coro dei pochi altri clienti del bar è quasi unanime. Il Frosinone gioca a Torino, contro il Torino. La partita nel primo tempo è stata umiliante nonostante i giallazzurri perdessero solo uno a zero. Il coro, dunque, è una lagna continua, una disapprovazione perpetua. Solo uno non dice niente. E’ seduto più avanti di tutti e guarda fisso il teleschermo, non toglie lo sguardo neanche un attimo. E’ minuscolo, indossa un cappello azzurro con la striscia gialla, ha un’età indefinibile. Forse è finto. Si scuote solo impercettibilmente quando il Frosinone accorcia le distanze dopo aver subito, in apertura del secondo tempo, il 2 a 0. Solo sei minuti dopo, mentre il coro dei clienti è diventato molto più acceso e si riempie d’incitazioni, speranze quasi preghiere, avviene il miracolo: un’azione di rimessa, Campbell s’inventa una palla col contagiri per la testa di Ciano. Sirigu va per farfalle. E’...
  Nuovo successo per l’astrofisico Ceccanese Gianluca Masi. Questa volta, più che attraverso il telescopio, il suo racconto del cielo passa attraverso la forma artistica della fotografia. Lo scorso ottobre, si ricorderà, la Nasa aveva chiesto allo scienziato ciociaro di poter annoverare i telescopi remoti del suo progetto Virtual Telescope quale partner strategico della prestigiosa iniziativa della “Notte Internazionale della Luna”. Questo perché il sistema messo a punto da Masi, unico la mondo, consente di trasmettere in tempo reale, via internet, le immagini raccolte dai suoi strumenti, con tanto di commento dal vivo, permettendo perciò a chiunque sul pianeta di partecipare da casa, tramite la rete, a queste vere e proprie crociere cosmiche. Ma il racconto del cielo dell’astrofisico Gianluca Masi passa anche attraverso il linguaggio dell’arte. Da sempre attivo nel campo della fotografia, che ha studiato e praticato in ogni suo aspetto, da tempo Masi ha avviato un suo personalissimo percorso,...
Era un'estate calda e le strade di Roma erano vuote. La città, sebbene fosse di pomeriggio, sembrava dormire, tanto era silente. Con lo storico del cinema Massimo Cardillo e un operatore video che ora non ricordo (e me ne scuso) entrammo nella casa di Carlo Ludovico Bragaglia ai Parioli, all'ora prestabilita: le 17. L'estate, invece, era quella del 1997. Non fu un'intervista, fu molto di più. Un dialogo infinito durante il quale il regista viaggiava avanti e indietro nel lunghissimo tempo della sua vita e sembrava riscoprire quanto fosse stata piena, varia, gioiosa ma anche difficile quando non, addirittura, cattiva. Alle prime domande, visto il tenore delle risposte sempre sorprendenti e ricchissime, tanto da rispondere in un colpo a cento quesiti, sostituimmo dei suggerimenti. Davamo, io e Massimo, il "la" per far ripartire la sinfonia dei ricordi di Bragaglia.   Non ha mai smesso di lavorare Carlo Ludovico Bragaglia era nato l'8...
Si era consumata, come previsto puntualmente dai veggenti e chiromanti, una sanguinosa lotta per la successione sul trono del Palazzo d’Inferno, trasferito nel nuovo castello noto alla storia come “Il Munari”. La battaglia aveva premiato la volontà dello Zar, il quale era sceso personalmente sul campo al fianco di colui che, a malincuore, aveva designato come delfino. Egli era M, il suo consigliere totale, colui che però lo faceva ammattire e, sovente, lo mandava in bestia a causa della latitanza in località segretissime. Tanto segrete che persino egli stesso, M, doveva ignorare dove si trovava. Vinta la battaglia M venne chiamato Munazio, in onore de “Il Munari” del quale era divenuto signore, nonché quale auspicio per ricalcare le gesta del celeberrimo due volte Dux, legato di Giulio Cesare e seguace di Marco Tullio Cecerone, Munazio Planco appunto, che i natali prese non distante dalla capitale dell’Impero. Non era però ancora...
Questo libro sta facendo e continuerà a fare successo. Il suo titolo piace molto e, superata copertina, già dalle prime frasi, il contenuto piace anche di più. Fa tanto rumore, soprattutto a causa (ma anche per merito... purché se ne parli) di chi ignora quanto sia intelligente l'opera prima di Pompeo Di Fazio. Quel titolo è un irresistibile richiamo all'obnubilamento della mente e al sopravvento della reazione, spesso idiota, del tifoso di calcio.  ‘Aboliamo la Juventus – proposta per la rinascita dell’Italia’, pubblicato recentemente dalla Guida Editori di Napoli, dopo aver fatto immediatamente rumore, a un mesetto dalla presentazione, è già arrivato sui banchi del Salone del Libro di Torino (già, proprio in casa della Juve!), la più importante rassegna italiana dedicata al mondo della lettura. Nel padiglione 3 infatti, stand S69 che ospita la casa editrice Guida editori,  fa bella mostra di sé l’esordio letterario del giovane autore di Roccasecca,...
inchiostro Ospito un articolo del Maestro Tonino Poce, compositore, calligrafo sopraffino e uomo di cultura che nutre una profonda coscienza politica di Tonino Poce Qualcosa non mi convince in questa chiamata alle armi per il “No” al referendum sulla riforma costituzionale. C’è qualcosa di innaturale in questa grande coalizione che riunisce destra e sinistra contro una riforma che per anni è stata in testa ai programmi politici di molti di coloro che adesso vogliono affossarla. Mi sfugge la parte oscura di questa caccia all’uomo che indica Renzi come una minaccia per la Costituzione, di questa attesa quasi messianica di un governo salvifico che non si sa bene da quale cilindro debba uscire. E’ evidente che nella battaglia per il No vi siano ragioni proclamate e altre sottaciute. Altre ancora forse inconfessabili. Vorrei allora tentare di analizzarle, se non altro per comprendere quale altro cataclisma dovremo sopportare. Perché di una cosa sono certo, e...
Il popolo mormorava, era diviso. La pestilenza, benché fino ad allora si fosse rivelata clemente con l’Impero, aveva comunque turbato l’animo di molti e continuava a farlo poiché il pericolo era ancora palpabile e i cerusici non rassicuravano punto. Lo Zar che di popolo s’intendeva eccome, sempre intento ad elucubrare spinte sulle quali basare il consenso al quale teneva moltissimo, si era convinto che il progresso, malgrado in tanti della corte lo sconsigliassero (temendo di perdere quel po’ di privilegio che la sorte aveva loro donato), era il miglior percorso da seguire. Egli aveva sempre avuto nella mente per l’Impero una grandeur che quella parigina gli spicciava casa. Così, proprio quando vedeva gli entusiasmi della plebe spegnarsi, seppur lentamente, per il suo favore tirò fuori l’asso nella manica che da tempo aveva preparato. Forte di appartenenze agli stessi ordini cavallereschi, seppur la vita aveva poi divaricato le strade, lo...

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