giovedì 1 Dicembre 2022
Il Bar Tucci ha festaggiato i suoi sessant'anni di vita. Il suo creatore, il sor Mario, non è più con noi da qualche tempo ma anche lui, come il suo bar, sarà in sempiterno uno dei personaggi protagonisti della vicenda frusinate. Ci sono luoghi che restano nella storia delle città. Le mura del Bar Tucci potrebbero raccontare la storia vera della nostra città degli ultimi decenni. Quella vera, insisto, perché esse hanno custodito i dialoghi della politica, degli affari e degli amori di diverse generazioni. Per rendere l'idea a quei tavoli si sono costruiti o sfasciati i governi cittadini, decise le candidature per le elezioni di ogni ordine e grado, stabiliti gli equilibri più o meno trasversali per governare i poteri di tutti i livelli locali e, forse, qualcuno anche di più alto rango. Hanno sorseggiato stabilmente i caffè di Tucci (ma anche, spesso, gli alcolici) ben quindici sindaci: Domenico Ferrante,...
La settimana appena trascorsa è stata importante per alcuni avvenimenti che hanno fatto parlare della provincia di Frosinone, in ambiti assolutamente diversi, a livello nazionale. Entrambe, curiosamente, sono collegate tra loro dalla circolazione di inesattezze, anche clamorose, a loro corredo. Il primo, e più importante, è la divulgazione della scoperta sui denti rinvenuti molti anni fa in una località di Anagni. Quei denti, secondo gli ultimi studi, sono compatibili con quelli degli uomini di Nehandertal. Insomma quel signore che passeggiava nella campagna anagnina poteva essere un uomo di Neanderthal, cioè un cugino dei nostri progenitori. Questa è la notizia, perché è ormai opinione diffusa tra gli studiosi che i Neanderthal e i Sapiens (cioè noi per esemplificare) sono stati coevi per un certo periodo di tempo ma un incrocio tra queste due specie di uomo non sarebbe stato possibile per delle questioni cromosomiche. Benissimo, grande scoperta, perché della presenza di...
Il coro dei pochi altri clienti del bar è quasi unanime. Il Frosinone gioca a Torino, contro il Torino. La partita nel primo tempo è stata umiliante nonostante i giallazzurri perdessero solo uno a zero. Il coro, dunque, è una lagna continua, una disapprovazione perpetua. Solo uno non dice niente. E’ seduto più avanti di tutti e guarda fisso il teleschermo, non toglie lo sguardo neanche un attimo. E’ minuscolo, indossa un cappello azzurro con la striscia gialla, ha un’età indefinibile. Forse è finto. Si scuote solo impercettibilmente quando il Frosinone accorcia le distanze dopo aver subito, in apertura del secondo tempo, il 2 a 0. Solo sei minuti dopo, mentre il coro dei clienti è diventato molto più acceso e si riempie d’incitazioni, speranze quasi preghiere, avviene il miracolo: un’azione di rimessa, Campbell s’inventa una palla col contagiri per la testa di Ciano. Sirigu va per farfalle. E’...
Ventinove anni fa, all’improvviso, morì Daniele Paris. Che fu un musicista molto importante ormai lo sanno solo gli appassionati e i dotti del settore. Del resto se chiedi a un sedicenne di oggi chi era Ringo Starr ti risponde: è un biscotto incrociato con un preparato per fare il brodo. Comunque, se per l’Italia della musica colta il maestro Paris è uno con un posto d’onore per Frosinone e la Ciociaria deve averlo nell’Olimpo. Paris è stato colui il quale ha saputo catalizzare le energie necessarie a che la provincia di Frosinone vivesse una stagione importante, quasi un ventennio di concerti e la nascita del conservatorio di musica. Io sostengo che quelle visioni catalizzarono, contemporaneamente, anche le energie necessarie a far nascere l’Accademia delle Belle Arti, più o meno coeva del Conservatorio. Dunque un’autentica rivoluzione culturale per l’asfittica provincia che i libri di scuola, nonostante fosse in atto già...
Roma è capitale da millenni, lo è stata del mondo. Il Frusinate ne è stato la prima provincia e da millenni ha imparato a viverne all’ombra: nessuna provincia è più provincia di quella attaccata alla capitale più capitale. In un posto così, in una provincia speciale, accadono cose speciali nella più assoluta normalità. Normale è che qui pianti le sue origini uno dei più grandi compositori viventi e che qui un’orchestra che annoveri alcuni musicisti di fama nazionale e internazionale esegua la sua musica nella piazzetta, splendida, di un paesino. Un caso di scuola Qualche sera fa in un posto che si chiama Gallinaro il complesso che si chiama “Orchestra da Camera Frosinone” ha eseguito benissimo musiche di Ennio Morricone. Atmosfere magiche prodotte “in casa”, come il cabernet o la minestra col pane sotto. Tutta roba di queste parti. Se sei un ciociaro e vinci un Oscar non hai fatto niente di speciale,...
di Valentina Calcagni* La Politica si è trasformata in uno storytelling.    Mi appassionano e mi interrogo sugli archetipi che i maggiori Partiti o Movimenti incarnano. È passato lo scontro ideologico, siamo allo scontro tra storie. Guerrieri/ Ribelli/Saggi/ Maghi/ Guaritori, in ogni storia c'è spazio per una sola voce per ciascuno di loro. Il M5S esprime l'archetipo dell'uomo comune quello del Ribelle, unico fine è abbattere chi è  al potere, per questo scopo ogni strumento è legittimo. Ogni incoerenza nello spazio ideologico (destra e sinistra), nel tempo cronologico (ieri si è detto A oggi si dice B ) è totalmente irrilevante. Non è richiesta alcuna capacità o esperienza sono un plotone di esecuzione fedele alla causa. Raggiunto lo scopo, nella rimozione dello status quo, arrivato al Governo il Ribelle ha compiuto il suo arco narrativo. La sua storia è finita. Al contrario l'archetipo della Lega - il Guerriero è ancora al primo atto. La storia è...
Ho scoperto stasera quell'indefinibile che mi ha sempre affascinato del lavoro degli agricoltori più evoluti quali sono i viticoltori. Più dei sapori, dei bouquet, degli armonici gustativi, dell'arrière-goût, c'è un prodotto nel quale, i più evoluti tra gli evoluti, riescono meglio che nel millesimo più lusinghiero. Uno sguardo interiore, una cura emozionale, che fonde la meraviglia per il miracolo della vita con la sapienza umana che l'ha saputo onorare. Ho letto le parole che Maria Ernesta Berucci, figlia d'arte, ha scritto in memoria di un'antica vite che ha smesso di vivere e le ho travate illuminanti oltre che bellissime: "Sembri solo dormire... nonostante intorno a te le tue sorelle si risveglino con calma... ma tu ti sei Fermata bella Signora Vite. Il 2016 saprà anche un po' del tuoi ultimi frutti, due o tre se non ricordo male, e brinderemo alla tua lunga Vita".

I ladri stupidi

Me l’immagino a studiare il colpo. Ad attendere che il quartiere dorma, ad agire furtivamente come un sorcio. Poi il sorriso beffardo, la sensazione dolce di avercela fatta a dispetto di tutti. Il ladro che, a quanto pare, ha rubato la lanterna che illuminava l’arco di Porta Romana, cioè un pezzetto di Frosinone di scarso valore economico ma di notevole significato per tutti coloro che hanno a cuore il piccolo mosaico di elementi che hanno resistito alle varie distruzioni, ha commesso uno di quei reati che andrebbe giudicato, senza alcuna magnanimità, con il codice speciale della stupidità. Tanto più stupido è il delitto tanto più grave la pena. Certo non deve essere stata cosa da niente quel colpo, in pieno centro, nel mezzo di una strada aperta al traffico, praticamente in una piazza. E a ben pensarci il ladro avrà avuto bisogno di una scala, avrà dovuto tagliare i...
inchiostro Ospito un articolo del Maestro Tonino Poce, compositore, calligrafo sopraffino e uomo di cultura che nutre una profonda coscienza politica di Tonino Poce Qualcosa non mi convince in questa chiamata alle armi per il “No” al referendum sulla riforma costituzionale. C’è qualcosa di innaturale in questa grande coalizione che riunisce destra e sinistra contro una riforma che per anni è stata in testa ai programmi politici di molti di coloro che adesso vogliono affossarla. Mi sfugge la parte oscura di questa caccia all’uomo che indica Renzi come una minaccia per la Costituzione, di questa attesa quasi messianica di un governo salvifico che non si sa bene da quale cilindro debba uscire. E’ evidente che nella battaglia per il No vi siano ragioni proclamate e altre sottaciute. Altre ancora forse inconfessabili. Vorrei allora tentare di analizzarle, se non altro per comprendere quale altro cataclisma dovremo sopportare. Perché di una cosa sono certo, e...

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