mercoledì 23 Ottobre 2019
Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, dopo un breve periodo di rallentamento, torna al suo consueto attivismo condito con determinazione. La politica del capoluogo, tutta, è in ebollizione. La sinistra, per opera soprattutto di Fabrizio Cristofari, Alessandra Sardellitti (Pd) negli ultimi tempi e dei socialisti, ha rilanciato l’unico argomento  che abbia disegnato una visione di sviluppo del territorio: il Grande Frusinate di Giovanni Turriziani, il presidente di Unindustria. L’amministrazione Ottaviani ha risposto a strettissimo giro nei fatti e ha approvato in Giunta. Ora ci sono tutti i passaggi del caso da affrontare ma intoppi politici non dovrebbero più esserci. Adesso spetta agli altri comuni affrontare l’argomento: solo Supino, ha votato sì alla realizzazione della città intercomunale e Alatri ha manifestato buone intenzioni ma ancora non ha concretizzato alcun atto. Che faranno, per esempio, Ferentino e Veroli? Il sindaco Pompeo, investito doppiamente perché anche Presidente della Provincia, non ha più toccato...
L’hanno fatto davvero! Hanno presentato la mozione di sfiducia al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti pur sapendo di non avere i numeri e di mostrare in piazza le spaccature interne: hanno perso 22 a 26! Il motivo di questa scelta di Parisi e amici è irrintracciabile secondo qualsiasi logica. L’unica, quella di stanare i “collaborazionisti” cioè quei consiglieri nominalmente all’opposizione ma nei fatti in perfetto allineamento col governo, era già stata esaudita. Il dato è che Forza Italia non ha portato al voto di sfiducia tutti i suoi consiglieri (e lo sapeva già) regalando nei fatti altre due pedine al Patto d’Aula che sostiene Zingaretti. Il Presidente, in sintesi, esce rinforzato da questa fase incredibile e Parisi con le ossa rotte. Altro elemento altrettanto incredibile è il voto favorevole alla sfiducia del Movimento Cinque Stelle, dopo che la Lombardi aveva riempito di giudizi tutt’altro che politicamente edificanti gli esponenti...
Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi, come ampiamente annunciato, è stato eletto Coordinatore provinciale di Forza Italia. Ciccone è anche il primo segretario eletto in un Congresso e non investito dall'alto della storia del partito di Silvio Berlusconi. A tenere a battesimo Ciccone, al tavolo della presidenza del Congresso, c'era il vice di Berlusconi, Antonio Tajani, il coordinatore regionale, Fazzone (che però è andato via prima della votazione), Claudio Barelli, Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese. Ciccone è stato eletto per acclamazione perché nessuna mozione alternativa è stata presentata. Ecco la sua intervista appena dopo l'elezione https://youtu.be/PLoLO4a1TtY
Il grande abbraccio di Francesco De Angelis alla sfera femminile del Pd, quella più agguerrita e impegnata e evidentemente in rapida ascesa, continua a oltranza. Quello che mostriamo, a Maria Paola D’Orazio (fresca componente del direttivo regionale, incarico al quale puntava senza infingimenti) e Barbara Di Rollo, rispettivamente consigliere comunali di Sora e Cassino, è emblematico di una strategia inclusiva che appare inarrestabile e, per ora, incontrastata. Entrambe sono importanti e agguerrite rappresentanti in due aree fondamentali nelle dinamiche politiche provinciali. Un discorso ancor più concreto se si considera che un'altra "amazzone", questa volta a Frosinone, potrebbe essere sempre più vicina a De Angelis (anche se recentemente aveva tentato o era stata tentata dalle sirene renziane), soprattutto dopo l'ingresso nella componente di Francesco del reggente provinciale Domenico Alfieri con il quale era stato notato un dialogo sempre più stretto: Alessandra Sardellitti. Della Cerquozzi si è già detto. Non c’è che...
Renzi esce dal Pd con i suoi fedelissimi. Era un esito annunciato da tempo, i renziani non sono mai stati una vera componente del Pd, sono stati un altro partito. Per un periodo egemone poi minoritario. Le reazioni a questo altro frazionamento dei democratici a livello regionale sono state quasi tutte suila stessa linea del segretario. Nicola Zingaretti ha giudicato un errore quello che sta commettendo Renzi ma non altro, cioè nessuna veste stracciata o capello divelto per intenderci del tipo: "Vanno via? E' un errore. Ok, ora occupiamoci di lavoro, periferie, finanziaria ecc. " come dire "di cose serie". Il tono di Francesco De Angelis, rintracciato in un messaggio scritto dalla Russia dove si trova in viaggio istituzionale, è stato anche più diplomatico: "La scissione è un errore, l'unità è un bene primario da proteggere ma se proprio vogliono andare via  che sia un passaggio sereno e insieme...
Sono giorni complicati per il Partito Democratico. A undici anni dalla sua fondazione a poco più di dieci dall'approvazione della sua carta di valori, proprio quando il diagramma del consenso punta stabilmente in basso, la sua vocazione principale, quella riformista e europeista, è drammaticamente in crisi. Le riforme dei governi a trazione democratica sono state avvertite, tutte, come peggiorative rispetto al passato. Ciò anche se parte di queste non lo sono state. L'europeismo è invece inviso a gran parte della popolazione, forse indirettamente, laddove vanno per la maggiore le spinte sovraniste. NACQUE DAL LAZIO, RINASCE DAL LAZIO? Il percorso decennale del Partito Democratico, insomma, segna una parabola non solo dal punto di vista dei consensi ma anche sotto quello delle idee. Lo è, forse, anche dal canto geografico. Tutto sembra dire, anche alla luce degli ultimi sondaggi, che è nel Lazio dove con Veltroni e le dirigenze romane dei Ds e...
Il governo rosso e giallo, a quanto pare, non scatenerà alcuno degli effetti che gli analisti nostrani si sono accalorati a prospettare (compreso me medesimo). Da queste parti non succederà niente! Più o meno come sempre. Zingaretti resterà al suo posto in Regione, dunque nessuna campagna elettorale alle porte. E vi resterà più contento che pria poiché ora la stampella gialla che aveva alla Pisana diventerà legittimamente più robusta. La faccenda, possiamo anche dircelo, rasserena l’animo di molti, soprattutto dei parlamentari che hanno temuto assai di perdere il seggio miracolosamente ottenuto solo pochi mesi dopo il miracolo, giacché si narra che anche chi di giorno predica elezioni di notte si rechi a genuflettersi dai santi a pregare l’accordo. Tutto questo se Conte porterà a termine l’impresa, giacché il condizionale è ancora d’obbligo anche se le possibilità che questo governo non parta sono meno di quelle che hai per azzeccare...
In merito alla notizia riportata circa il passaggio di due consiglieri comunali di maggioranza di Pofi nella Lega di Salvini, uno dei due, Damiano Ferraccioli, intende precisare: "Voglio sottolineare che sono un simpatizzante della prima ora di "Noi con Salvini". Non c'è quindi nessuna adesione formale o tesseramento attuale al partito leghista. Da sempre posso affermare di condividere le idee di Salvini, prima ancora di candidarmi alla carica che ora ricopro, per cui mi è sembrato alquanto inopportuno l'aver rappresentato questa mia visione politica come una decisione nata nell'ultimo periodo sotto la regia e per iniziativa di persone che svolgono la loro azione partitica fuori del mio paese, in realtà cittadine dove è diverso il modo di concepire l'impegno politico e amministrativo. Non ho alcuna intenzione di contribuire alla costituzione di un gruppo consiliare diverso da quello in cui sono stato eletto, ovvero "Pofi Avanti".Non ne vedo la necessità....
Il consigliere comunale ed esponente del Pd, Fabrizio Cristifari, ha immediatamente risposto al rilancio del segretario provinciale dei socialisti, Vincenzo Iacovissi, sulla necessità di progredire nel processo di formazione della città intercomunale con dentro Frosinone. Lo hanno fatto perché la faccenda dei rifiuti che bruciano e poi dei rifiuti che viaggiano verso la Ciociaria da Roma sono un altro argomento molto forte per il progetto di superare il nanismo di Frosinone. Che si chiami Grande Frosinone, come diceva Cristofari, Città Intercomunale, Grande Capoluogo, Grande Frusinate e chi più ne ha più ne metta, non è importante. L'importante è che si faccia. Sono decenni che se ne parla, addirittura un giovanissimo Ottaviani alle prime armi da consigliere comunale vaticinò di una Lepinia da realizzare al più presto. A mettere molto seriamente nero su bianco, a commissionare un progetto e a coinvolgere con convegni e riunioni tutti gli stakeholders per realizzare...
Prima del fatidico quattro marzo Francesca Cerquozzi non era nota all'ambiente politico provinciale. Dopo la sua candidatura, in extremis e a sorpresa, alla Camera dei Deputati per il Pd è stata conosciuta anche fuori dei confini della sua città, Veroli (dove è Consigliere comunale), quale esponente del partito con possibilità di crescere. Del resto una candidatura alla Camera non si ottiene per caso. Negli ultimi tempi ha cominciato ad assumere importanti incarichi politici per conto del partito, per esempio è il commissario del circolo di Anagni, dopo il disastro delle ultime elezioni amministrative. Un incarico, in sintesi, molto delicato. Evidente che la dirigenza provinciale conta sulle qualità politiche della giovane consigliera di Veroli. Ieri, nella riunione della direzione provinciale del Pd, è stata proposta da Francesco De Angelis nella Commissione provinciale per il Congresso e si sarebbe verificato un acceso confronto dialettico tra quest'ultimo e l'ex parlamentare Nazzareno Pilozzi,...

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