mercoledì 23 Ottobre 2019
Abbiamo assistito nelle ultime ore a una coda cruenta di una campagna elettorale dai toni spesso inaccettabili. Vero è che l’agone elettorale induce a una passione potente e di norma certe passioni sono difficilmente controllabili. L’alto significato del suffragio, però, se proprio lo si vuole rivalutare agli occhi di un popolo ridotto ormai alla miscredenza politica, deve comportare controllo e rigore soprattutto nella classe che si propone per essere guida, governo. Valga per tutti il vecchio adagio per il quale la politica si fa col sentimento e non col risentimento. Inoltre, aggiungo io, si fa coi fatti e non con i misfatti. Le elezioni, dunque, devono avere un significato positivo, comunque vadano a finire, perché il loro scopo è l'interesse della cittadinanza. Deve aprirsi ora una fase propositiva, una luna di miele, non di fiele. A Cassino, la principale delle città della provincia di Frosinone chiamata al rinnovo, l’esito è...

Pallone? Va oltre

Nell’ingarbugliato quadro delle appartenenze, degli appoggi, dei riferimenti, che abbiamo osservato durante la campagna delle elezioni comunali, è risultato chiaro come determinate carriere politiche non si siano create per caso. Iniziamo dunque il novero di coloro che, volenti o nolenti, gli osservatori di questa provincia non possono evitare di considerare come dei punti di riferimento. Il primo è Alfredo Pallone. Questo signore, ai vertici regionali di un’area non estesa ma pesante, qual è quella dell'area di centro, non si è lasciato prendere dalla smania di governare orticelli e di andarsi a contare. Lo ha fatto solo un po', con moderazione, a Sora, dove la vicinanza al sindaco uscente Tersigni va oltre la questione delle alleanze; niente invece a Cassino dove gli appartenenti alla sua area non sono pochi e sono anche importanti. Come mai? La sua capacità di andare “oltre” i meccanismi delle immediate visibilità e di operare per...
Si tornerà a votare presto per le parlamentari? Un tema molto diffuso nelle chiacchiere degli osservatori e dei politici. La risposta, espressa chiaramente tra i primi, sussurrata tra i secondi, è più o meno questa: “è molto probabile”. E in effetti, sebbene fare previsioni di questi tempi “cangianti” sia una pratica ad alto rischio di corbelleria, il dibattito sul referendum costituzionale che approderà sulla capoccia degli italiani tra cinque o sei mesi conduce a ipotizzare che sì, si tornerà al voto prima della scadenza del 2018 con molta probabilità. Ciò sia se il responso degli italiani sarà “SI”, sia se sarà “NO”. Ipotizziamo che la riforma passi, che la “Boschi” diventi legge e che Renzi diventi leggenda per aver sconfitto un fronte del “NO” sempre più numeroso e agguerrito e per aver scardinato la Costituzione italiana: volete che il premier, fortissimo per il successo raggiunto non si tolga dalle scatole...
Va riconosciuto che i sondaggi elettorali sulle elezioni romane danno ragione a Alfredo Pallone. In qualità di responsabile regionale di Area Popolare è stato il sostenitore più convinto, sin dalla prima ora, della candidatura Marchini. Non ci sono dubbi come, sia l’ultimo sondaggio IPR sia l’ultimo Tecnè, premino questa scelta. Alfio Marchini, ora sostenuto anche da Forza Italia, è in piena gara per raggiungere il ballottaggio. Secondo IPR è al 23% mentre Giachetti e la Meloni sono entrambi al 20%. Secondo Tecné Marchini è al 21%, alla pari con la Meloni e sempre un punto avanti a Giachetti dato al 20%. In entrambi i sondaggi avanti di una spanna c’è la candidata del M5S, Virginia Raggi data rispettivamente al 26 e al 27%. Se consideriamo che la campagna elettorale vera non è ancora iniziata e che il Cavaliere, nonostante tutto, una spintarella la da sempre nel rush finale; se...
Il tentativo di Nichilò e Vacana, non è chiaro se anche con l'appoggio del consigliere regionale Bianchi, di spezzare il fronte di Sinistra Italiana mediante la polemica sull'appoggio alle candidature per le elezioni comunali è fallito in poche ore. Prima una nota durissima del coordinatore di Frosinone Ambrosiano che attribuiva a spunti solo personali quelli di Nichilò e Vacana poi la pietra tombale con la nota del segretario regionale di Sel Lazio, Giancarlo Torricelli e del segretario provinciale di Sel Frosinone Giuseppe Fortuna per stabilire definitivamente come l'appoggio a La Pietra a Sora e a Mosillo a Cassino siano granitici. Questa la nota: "Tra i principi fondanti di Sinistra Italiana ci sono, senza dubbio, l'autodeterminazione territoriale e l'autonomia di valutazione, da parte degli attivisti, nelle singole città e la necessità di basare le proprie scelte elettorali e le alleanze su programmi concreti nell'interesse dei cittadini. Principio condiviso, sia a...
Come volevasi dimostrare non si sono fatti attendere i distinguo nella faccenda tutta interna a Sinistra Italiana innescata dalle dichiarazioni di Giovanni Nichilò circa la scelta delle candidature cassinati. Distinguo che ovviamente mirano al cuore, quello provinciale, del problema. Così il coordinatore di Frosinone di SI, nonché dirigente provinciale e tra i fondatori di Futuro a Sinistra, Gaetano Ambrosiano, sconfessa tragicamente Nichilò, sostendendo che le dichiarazioni circa il veto da porre a Sel-SI di Cassino per aver scelto schierarsi con Mosillo possono essere solo una sua posizione personale, di Nichilò. <Mi pongo una domanda – spara sul suo profilo Facebook Ambrosiano -  ma quando mai il comitato di Frosinone di Futuro a Sinistra si e' riunito per prendere una decisione in merito alle scelte cassinati? Mai. Nei fatti Nichilò ha agito a titolo personale. In Sinistra Italiana Frosinone non c'è alcuna spaccatura. Semmai in questo  momento dei dubbi reali...
Ma quanti dirigenti ha SI in provincia di Frosinone? Soprattutto, chi ha veramente voce in capitolo? Evidentemente c'è un black out in questa organizzazione che, conforme alla caratteristica endemica di tutte le stelle e stelline che formano la galassia di sinistra da quando ha iniziato a formarsi, mantiene il vizio di farsi sempre e comunque del male. Ecco che questo agglomerato di anime, palesemente molto discontinuo, che ha deciso di formare il nuovo soggetto politico anche in provincia di Frosinone e che fece molto notizia soprattutto per la concomitanza con l'uscita del consigliere regionale Daniela Bianchi dal Pd per sistemarsi, da indipendente, nei banchi di Sel, si infrange sul primo piccolo scoglio che ha trovato nel suo mare: le elezioni cassinati. Qui il locale Sel - Si ha deciso di schierarsi con Mosillo, forte del via libera che Smeriglio ha dato a tutti i territori di decidere come comportarsi...
<Il popolo non crede ai cultori delle cedole bancarie. Crede all'azione, a chi gli indica le vie del destino. Crede soprattutto a chi gli aprirà le strade vere della giustizia sociale>. Lo sosteneva Filippo Corridoni, di cui è stato celebrato (ma chi lo ha celebrato?) lo scorso anno il centenario della morte. “Con tutto il rispetto – si dirà – ma chi era sto Corridoni? E poi, che notizia è questa? La notizia, infatti, non è questa. E’ che Corridoni, che ai suoi tempi, i primi anni del 900, non era affatto uno sconosciuto, è stato, da socialista della schiatta del sindacalismo rivoluzionario che aveva come leader Mussolini per intenderci meglio, uno dei fondatori del primo fascio: il Fascio Rivoluzionario d’Azione Internazionalista. Era una cosa di sinistra, ma neanche normale, ultra! Il manifesto programmatico del Fascio fu stilato nel 1914, solo un anno prima della morte di Corridoni, appena cinque...
Il Pd di Cassino si è comportato da partito. Oggi era in programma la “conta” per avere il simbolo ma le urne sono rimaste vergini. Nessun iscritto ha espresso il suo voto, una compattezza da fare invidia a Valko Cervenkov e a tutto il partito comunista bulgaro. Come avevamo avuto già avuto occasione di osservare alla vigilia della prima riunione del segretario provinciale del Pd, Simone Costanzo, con gli iscritti di Cassino, nessuna percentuale di consensi, per Petrarcone o Mosillo che fossero, sarebbe stata mai utile agli interessi del partito. Solo il 100% poteva esserlo, perché qualsiasi candidato fosse stato insignito del simbolo Pd avrebbe avuto un’enorme responsabilità in caso di sconfitta e, in ogni caso, sarebbe stato molto difficile trovare un accordo al ballottaggio sancendo una spaccatura senza fine. Qualsiasi risultato elettorale, insomma, sarebbe stato in qualche modo una sconfitta per il partito. Oggi, constatato che il circolo...
Beh, questo è davvero troppo. Proprio il Frosinone accusato di slealtà! Una società che ha sempre mantenuto un silenzio garbato, fin troppo signorile rispetto al percorso in un campionato imbastito di clamorosi errori arbitrali sempre contro, di punti preziosissimi per la salvezza lasciati qua e la per sviste da non vedenti sin dalle prime gare (chi può dimenticare il clamoroso mani in area nella partita contro la Roma al Matusa, solo per fare un esempio?) avrebbe ora vinto e superato il Palermo impastoiando la gara al “Marcantonio Bentegodi”?. La squadra di calcio di Frosinone, meravigliosamente indicata dagli Appennini alle Ande come il simbolo del calcio pulito, della passione pura e anche del riscatto di un luogo vilipeso per tradizionale malcostume, non può finire alle cronache per le uscite del presidente del Palermo che si dice certo di una vittoria farlocca dei Leoni contro il Verona. Per Frosinone questo campionato...

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