Il giovane forzista Riccardo Del Brocco, appena appresa la notizia delle dimissioni di Adriano Piacentini da coordinatore provinciale del partito, non ha perso un attimo e ha sferrato l’ennesimo attacco, per fortificare la sua posizione ormai di primo piano nella corsa al coordinamento lasciato senza guida e in vista del congresso e per mettere in guardia chiunque altro: se l’hanno lasciato giocare lui gioca.
Il giovanotto, anzi, si fa quasi sarcastico nell’agitare lo scettro: “Le regole sono queste – dice -: si fa un tesseramento (anche se può sembrare un metodo arcaico) e ci si conta. Mozione A, Mozione B, C… ecc Poi se a Piacentini piace di più il metodo della cooptazione da fuori provincia, lo dica e amen. Personalmente, consultare la base la ritengo sempre una scelta preferibile all’imposizione”. Non solo colpo a Piacentini, anche perché ormai trattasi di ex coordinatore (ha rassegnato le sue dimissioni oggi) ma al coordinatore regionale, Fazzone, quello che imporrebbe, nel caso, “da fuori provincia”. Chiude con un colpo da campagna elettorale. Risponde a Piacentini ma è evidente che lo fa strumentalmente per mostrare i muscoli a chi nell’area c’è ancora:  “Eviterei di sbandierare ai 4 venti la “potenza” elettorale. Il sottoscritto, a 25 anni, senza poter contare sui potenti mezzi di Piacentini e senza preferenza di genere, prese 450 voti in una città con meno della metà degli aventi diritto (Ceccano). Qualcuno mi perdonerà se non nutro timore reverenziale in base al 730 o all’età”.

Impertinente!