Il Pd della provincia di Frosinone ha riunito ieri la sua direzione perché aveva un problema: doveva esprimere ufficialmente la sua posizione in merito all’arrivo dei rifiuti da Roma dopo l’ordinanza del presidente della Regione Zingaretti che è anche il segretario nazionale del partito che li ha inviati per ripulire la Capitale ormai avviata allo sfacelo senza un intervento risolutivo.

La riunione di direzione, partecipata come non si vedeva da tempo, in realtà non ha fornito lo scontro che si prevedeva. Essa è terminata con un documento che richiama alla solidarietà verso i romani a rischio epidemia perché immersi nella mota (e all’ordinanza di Zingaretti, com’era ovvio) ma anche che questa è l’ultima volta che le province ripuliscono Roma, perché la Regione deve approvare al più presto un piano rifiuti e la Capitale deve avere il suo ciclo autonomo. Altri, se si vuole, i punti d’interesse della riunione: essenzialmente quattro.

Il primo: l’intervento di Marco Di Torrice. Il membro del cda della società che gestisce l’impianto di Colfelice e storico esponente dem è stato chiamato ad aprire le danze e, oltre al suo compito, cioè quello di esaltare l’operato della Saf, ha letteralmente “cazziato” la dirigenza del partito. “Un tempo – ha detto – il nostro era un partito invidiato per la qualità della sue dirigenza”. Basta questo per lasciar immaginare il resto. I maligni l’hanno letta come una vera e propria “scomunica” del reggente Domenico Alfieri.

Secondo punto: la “manfrina” di Francesco De Angelis. Il leader della componente più numerosa del partito ha infiocchettato una serie di parole d’ordine per appianare il dissenso strisciante. La permanenza in consigli d’amministrazione non ha logorato la sua abilità negli organi del partito.

Terzo punto: Antonio Pompeo. Il Presidente della Provincia ha una sua linea e una sua componente. Ha preteso che nel documento finale comparisse l’incazzatura per l’ennesima emergenza annunciata della Capitale. Inoltre che si rappresentasse l’ormai fortissimo disagio dei sindaci, oltre che dei cittadini, di fronte alle continue richieste di apertura di siti privati che hanno a che fare con i rifiuti in provincia di Frosinone; un territorio che non ha altro da cedere in materia ambientale. Fiordalisio, il sindaco di Patrica, ne ha cantate sull’argomento.

Quarto punto: Mauro Buschini. Il presidente del Consiglio Regionale ha tracciato sostanzialmente le conclusioni (lasciando al reggente provinciale Alfieri solo quelle di prammatica). Il discorso di Buschini, in ovvia difesa delle posizioni della Regione e della Saf (non che altri avessero attaccato per la verità) e della necessità di ottenere rifiuti da fuori provincia per far quadrare i conti della società ambientale. Dov’è l’interesse allora? Schiettezza, buone argomentazioni e che è il più alto in grado e adesso lo fa vedere.