A Cassino le elezioni comunali più che un alto momento di esercizio della democrazia (che comunque sono e restano) diventano sempre più il momento di “tric” ovvero quel’attimo in cui s’incrinano tutti gli equilibri.  che mette in evidenza crisi, paranoie, odii, problemi irrisolti, malfunzionamenti già in atto e che spesso nulla hanno a che vedere con la politica. Così all’esterno appare la vicenda Petrarcone-Salera oppure quella centrodestra-lega  ecc. tutte anime agitate da dinamiche che per chi osserva dall’esterno risultano illeggibili nella loro vera natura. Quel che invece risulta leggibile abbastanza chiaramente è il ruolo poco esercitato del segretario regionale del Pd, Bruno Astorre, che all’indomani della decisione di effettuare le primarie a Cassino per decidere la candidatura del suo partito e del centrosinistra praticamente non si è più visto e sentito. Come se non sapesse (lo sanno tutti) che le primarie sono sempre un momento assai delicato, che sarebbero seguite polemiche e divisioni, che si sarebbero dovute comporre le liste in fretta e furia e che gli strascichi (vedi dimissioni e poi abbandono del partito da parte di Fardelli) sarebbero stati complessi da gestire. Astorre sa benissimo che aver delegato Alfieri, per esempio, alla gestione di questo ginepraio corrispondeva al nulla: Alfieri aveva il problema della estraneità territoriale, delle elezioni provinciali (che poi ha perso) e di quelle comunali del suo paese nelle quali ora è immerso. E Astorre che fa? Nessuno lo sa, non si apprezza un suo intervento, non se ne vede traccia dove si gioca una partita che per il suo partito non è propriamente insignificante. Perdere di nuovo a Cassino dopo che il centrodestra è naufragato e si è fatto mandare a casa sarebbe un bigliettino da visita nero per il nuovo coordinatore regionale. Perdere l’elezione in un comune importante come Cassino dove il centrosinistra sta cercando di trovare la ricetta che ha impartito Zingaretti sarebbe davvero amaro per il coordinatore regionale. Lo diciamo perché forse pensa di potersene lavare le mani e la provincia di Frosinone non merita più distrazioni, da parte di nessuno. Lo stesso dicasi, infatti, anche per il centrodestra. Ma questa è un’altra storia.