Da oltre un anno e sempre più spesso da quando Zingaretti è diventato il segretario nazionale del Pd, si sente dire di un centrosinistra inclusivo e allargato, del superamento delle divisioni anche all’interno del partito, di una nuova visione che favorisca la partecipazione. Nella pratica non si è vista questa capacità di unire e, men che meno, si può trovare nell’arena della sola competizione elettorale in campo in provincia di Frosinone: le Comunali di Ceccano. Qui non solo il frazionismo a sinistra sembra una legge invalicabile ma non si sono registrati neanche tentativi, da parte del Pd, di seguire i dettami del segretario politico Zinga. A sorprenderci, oggi, una voce assolutamente fuori dal coro di tutti coloro che, più o meno allegramente, si sono già detti candidati a sindaco di questa o quella frazione del centrosinistra: quella del coordinatore provinciale di Articolo Uno, Gaetano Ambrosiano. Questi osa rivolgersi alle organizzazioni e ai partiti di sinistra e centrosinistra ceccanesi spargendo il verbo dell’unità a sinistra e deve apparire a tutti loro come un pazzo temerario, uno che predica nel deserto. “Se riusciamo a presentarci con un centrosinistra unito, dice Ambrosiano, possiamo anche vincere queste elezioni e mettere in campo un programma di rilancio della città. Se andiamo avanti a pezzetti permettiamo a un centrodestra reduce da una mazzata come lo sgretolamento della maggioranza di Caligiore di rivincere le elezioni”. Un concetto semplice semplice che deve sembrare chiarissimo ai più ma deve risultare davvero difficile da comprendere nei meandri del caleidoscopio della sinistra ceccanese. Eppure è proprio così, più leggiamo il comunicato di Ambrosiano e più ci convinciamo che quelle cose le ha dette davvero, per esempio in questo passaggio: “Ma di fronte ad un centrodestra coeso e compatto qual’è l’alternativa proposta?” Disperdersi in una molteplicità di candidati e programmi è garanzia di sconfitta, al di là di tutti i buoni propositi il dato è oggettivo. In questo modo sembra che ci sia un’accurata strategia per perdere e cancellare un mondo di sinistra nella battaglia elettorale con il centrodestra. Continuamente gli elettori si chiedono “Perché questo accade?” Affinché a questa domanda non si debbano dare risposte con una sconfitta poco edificante, di fatto già scritta in calce, forse sarebbe necessario rivedere la situazione in modo responsabile, trovare ordine, aprire un dialogo reale e concreto, ritrovare la via dell’unità perché nessuno ha il diritto di ergersi a “padrone” dei valori della sinistra. Il tempo non è perso, ci sono i margini per comporre una larga e forte coalizione capace di tornare al governo di Ceccano”.