Un passo indietro per farne tanti in avanti. Oppure: la politica si fa con il sentimento e non con il risentimento. Oppure: la buona politica si fa costruendo ponti e non scavando fossati etc. etc. Francesco De Angelis ha scelto la prima delle massime che ho elencato, una tra le più classiche, per uscire dall’impasse nella quale si era cacciato insieme a tutto il Pd: quella di voler andare alle elezioni con una coalizione arlecchina a trazione civica e tradendo il tentativo di ricostruzione di un centrosinistra unito.

Credo che abbia fatto bene e non solo perché certi motti affondano le radici nella profondità degli anni e dunque di una preziosa esperienza. Ha fatto bene perché nel Pd stesso si ravvisano numerosi distinguo e nessuno tra gli elettori della sua parte, che conservasse un minimo di convinzione politica e non perseguisse un successo strumentale (la maggior parte dei casi dettato dall’interesse personale), avrebbe mai capito il motivo della spaccatura. Avrebbe punito il presunto autore.

E De Angelis è tutt’altro che un pivellino. Conoscendolo non avrebbe mai messo la faccia su una sconfitta politica del genere (prima ancora che elettorale), specie alla vigilia del suo incarico a Roma e soprattutto proprio quando sta iniziando a costruire una candidatura parlamentare.

Ha ben capito che aprendo al Polo Progressista e chiedendo a tutti di fare un passo indietro e ripartire insieme, si è tolto di dosso proprio quel pericolo. Il pericolo di essere il “presunto autore”, di essere stato l’assassino dell’unità, di non voler riunire il centrosinistra nonostante tutti gli altri partiti fossero pronti a farlo. Ora ha gettato la palla della responsabilità dall’altra parte del campo: se il Polo Progressista non raccogliesse il suo ramoscello “d’ulivo” avrebbe la completa responsabilità della mancata unità e De Angelis sarebbe libero di fare ciò che vuole, con le mani limpide e grondanti innocenza. Altri sarebbero stati i traditori dell’unità a sinistra!

Ecco il testo letterale della sua nota diffusa oggi:

Azzeriamo questo inutile dibattito sui tavoli e sulle primogeniture e ripartiamo! Facciamolo tutti insieme!

Non possiamo permetterci di sprecare l’occasione di vincere e di riportare il centrosinistra al governo della città di Frosinone.

Per farlo abbiamo però bisogno di unità e di lavorare insieme per questo obiettivo che è prioritario. È necessario allora che tutti facciamo un passo indietro per farne uno nuovo in avanti. Nuovo e più importante.

Mi rivolgo a tutti: ripartiamo dai contenuti, costruiamo il programma e apriamo a tutti i movimenti civici che condividono un progetto di cambiamento per la città di Frosinone.

Mi rivolgo in particolare ai Socialisti, ad Articolo 1 e ad Azione. A loro dico:azzeriamo insieme questo inutile dibatto sui tavoli e sulle primogeniture e ripartiamo con una nuova e condivisa iniziativa. Ripartiamo insieme dai contenuti per costruire un rapporto di pari dignità in un’alleanza forte, attrattiva e inclusiva.

Condividiamo gli stessi valori e abbiamo una visione della città che metta al centro le politiche sociali, l’ambiente, il lavoro, l’attenzione ai giovani ma anche agli anziani, la cultura come occasione di rilancio.

Il passo indietro di tutti è segno di forza, di unità, di attenzione autentica alla città di Frosinone. Decideremo insieme l’alleanza e il metodo di scelta del candidato che dovrà guidare la coalizione di centrosinistra alla vittoria