C’è un motivo in più per guardare con interesse alle elezioni comunali di Frosinone. La partecipazione, da solo per la prima volta, con la sua lista e il suo candidato a sindaco, del partito socialista. Una scelta estrema, se si vuole rivoluzionaria, nell’era delle enormi alleanze.

Tanto enormi da rischiare il naufragio nell’indistinto ideale e, ciò che secondo me è peggio,

Gian Franco Schietroma, segretario regionale del PSI

di farlo con gioia, quasi che il pericolo di perdersi in quel che per ora appare come vacuità, potesse essere in sé una conquista. Non che l’idea di allargare i campi sia un tabù o che le inarrestabili trasformazioni che la storia impone si possano ostinatamente ostacolare. Il problema, quello che finisce per confondermi e, credo, confonda un elettorato per la maggior parte già smarrito, è: cosa c’è nel campo da allargare e cosa ci sarà dopo la sua dilatazione? In sostanza e per esempio, se si tratta di un campo progressista e non più di un centrosinistra, cosa significa? La gestazione di una simile trasformazione non è e non può essere immediata o prodotta in laboratorio. Ci vogliono tempo e confronto.

Rimuginando su tali questioni e pervaso da dubbi amletici, mi sono recato dunque con curiosità, e non solo per mestiere, all’inaugurazione del comitato elettorale di Vincenzo Iacovissi, il candidato a sindaco del Psi. Lentamente, verso l’unico comitato elettorale che si sia potuto aprire nella sede di un partito. La personalità più giovane per le comunali di Frosinone offerta da un partito rimasto, clamorosamente e paleopoliticamente, tale. Non solo, un partito che rechi un nome ottocentesco! C’è davvero da rifletterci.

La sala strapiena e gente anche stipata all’esterno per l’apertura ufficiale della campagna

La sala durante la presentazione di iacovissi

elettorale: al tavolo della presidenza addirittura il segretario nazionale del Psi, Vincenzo Maraio; il suo vice, nonché direttore della scuola politica del partito, Vincenzo Iacovissi (cioè il candidato a sindaco), il segretario regionale, Gian Franco Schietroma.

Iacovissi sarà sostenuto alle elezioni da una sola lista che ha presentato come pure, da tempo, un programma elettorale incentrato sul ruolo futuro di una città che deve reinventarsi (questo lo dico io) il ruolo di capoluogo. Un capoluogo troppo piccolo per risultare competitivo nella gara con gli altri territori. Un punto dirimente questo e lo si comprende già nelle premesse della presentazione a cura di Schietroma: nessun attacco all’operato dell’amministrazione uscente che, “anzi, ha fatto anche delle cose apprezzabili”. Il problema, e la proposta di Iacovissi, oltre che nelle opere, è nell’innescare la sfida del futuro a partire dal grande capoluogo, la famosissima città intercomunale della quale si parla ormai da troppo tempo e alla quale in troppo pochi, colpevolmente, hanno creduto.

(continua)