Pare che Matteo Renzi abbia davvero mollato gli ormeggi e che Azione Civile,  AC che profuma d’incenso come Azione Cattolica, sia il partito pronto per ospitare i gruppi parlamentari composti da quanti ancora si riconoscono nell’ex segretario del partito. I parlamentari del Pd in carica attualmente si erano nella stragrande maggioranza detti renziani (altrimenti non sarebbero stati collocati in posizioni eleggibili, sia chiaro) e bisogna vedere quanti ora lo siano rimasti fino al punto di seguire il leader nella nuova impresa.

Per quanto riguarda il livello locale la faccenda di Renzi è l’unica vera novità che può cambiare sensibilmente le carte in tavola, se non altro per la possibilità a questo punto sempre più concreta che il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, effettivamente lasci il Pd per seguire Renzi (attenzione, non si è pronunciato è solo una deduzione, comunque leggi qui il precedente) nella sua nuova impresa politica e ciò comporterebbe un sisma non si sa bene quanto potente tra i dem. Ciò nell’ipotesi che il sindaco di Ferentino, al suo secondo mandato, e già bis presidente della Provincia non possa saltare anche questo giro per una sua candidatura a livelli superiori. La faccenda si fa ancora più intricata e intrigante perché è quasi certo che in vista delle prossime parlamentari (al più tardi nella primavera) ci sarà anche Nicola Zingaretti e si aprirà anche la campagna per le elezioni anticipate Regionali del Lazio.

Un altro che è atteso a decisioni esiziali è il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani. Anche lui è al secondo mandato da primo cittadino e il precipitare dei termini elettorali (sia su scala nazionale, sia regionale) non possono non coinvolgerlo. La riflessione è obbligatoria perché il suo mandato da sindaco scadrà nel 2022 e (anche se solo in teoria, visto il periodo) per le nuove tornate elettorali nazionali e regionali se ne potrebbe riparlare nel 2025 e 2026. Troppo tempo di inatgtività quei due o tre anni se lo Zar vuole continuare la carriera politica. Conoscendo Ottaviani potrebbe anche decidere diversamente e infischiarsene di tutto e tornare a dedicarsi a tempo pieno alla sua professione forense.

L’attivismo di uno che ha esperienza più di tutti e che ha il dente avvelenato per non aver aggiunto al cursus honorum l’ingresso a Montecitorio o Palazzo Madama come Francesco De Angelis parla chiaro. De Angelis potrebbe ambire a una candidatura e questa volta difficilmente se la farà fare sotto il naso. Anche in previsione della dubbia durata della legislatura alla Regione Lazio dal cui governo dipende molto del suo attuale incarico.

Da come stanno le cose attualmente è impossibile non riconsiderare ancora una volta la posizione di Mario Abbruzzese e di Gianluca Quadrini. Non si sa bene quale sarà, una volta trascorsa la fase sdrucciolevole di questi giorni, il ruolo di Forza Italia e di Cambiamo, il nuovo movimento di Toti. L’uno e l’altro, comunque andranno le cose, saranno nomi di primo piano per le candidature. Il primo in quanto uno dei pionieri e fondatori del movimento di Toti, il secondo perché Abbruzzese, Ciacciarelli e compagnia gli hanno lasciato il campo azzurro completamente libero.

Interessante anche quel che accadrà nella Lega. I due onorevoli pontini eletti a Frosinone, l’attuale sottosegretario Claudio Durigon e il deputato Francesco Zicchieri, con molta probabilità saranno candidati altrove. Il primo a Latina e il secondo a Terracina, cioè i loro collegi naturali. Per Durigon, inoltre, si parla incessantemente e da tempo della candidatura alla presidenza della Regione Lazio. Sarà anche interessante capire se la Lega si presenterà alle elezioni da sola oppure in coalizione con gli altri partiti di centrodestra come la scorsa volta. Se non ci fossero le candidature di coalizione si complicherebbero non poco le cose per la rielezione di alcuni parlamentari e l’elezione di aspiranti tali sia in Fratelli d’Italia sia in Forza Italia e Cambiamo (ammesso che quest’ultimo movimento presenti un proprio simbolo e non faccia operazioni elettorali diverse).

(continua)