Si vocifera, tra i tanti sussurri di questo agosto degli stravolgimenti, che il partito di centro di cui va parlando Matteo Renzi in queste ore lo vuole fare insieme a Urbano Cairo. Che l’editore del Corrierone e di La7 ambisca alla politica attiva non è indiscrezione di queste ore. Tuttavia l’incrinatura tra i partiti di governo (tanto per usare un eufemismo) può senz’altro accelerare processi, magari solo imbastiti e il nome di Cairo avrebbe effetti contundenti tra i detrattori dell’ex premier toscano anche solo come tessera numero 1 del nuovo partito. Insomma , sarebbe comunque uno dei protagonisti principali della nuova fase politica: ipotetica ma possibile. A quel punto il richiamo della foresta per il Presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, sarebbe tanto forte che il canto delle sirene, al cospetto, parrebbe una ninna nanna: il centrista e renziano mai veramente pentito Pompeo avrebbe di fronte a sé non solo una sponda lontana dai comunisti ma addirittura di colore granata! Dato che, notoriamente, la fede torinista di Antonio Pompeo si misura con la scala Mercalli, l’immagine dell’uomo della Leopolda a braccetto con il presidente del Toro scatenerebbe una scossa tellurica devastante nelle resistenze dell’inquilino principale di Palazzo Iacobucci: egli volerebbe anche senza ali tra i pionieri della nuova formazione. Il dubbio comunque resterebbe tra gli osservatori: il Bellantonio propenderebbe più per Matteo o per Urbano? E’ indispensabile sapere, i leader sono permalosi, vogliono sapere.