Presidente, nel dibattito che si è incentrato in questi giorni sull’emergenza rifiuti di Roma lei è intervenuto subito e con decisione, perché?

Le sembra strano che il presidente della Camera di Commercio intervenga su un argomento del genere? A me no. La questione che si sta dibattendo in questi giorni, a mio modo di vedere, è assai più complessa della ricezione dei rifiuti per aiutare Roma e uscire dall’emergenza.

Nessuno pensa che si tratti di una questione semplice. Lei a cosa si riferisce?

Ci sono vari aspetti che questa emergenza ha messo a nudo che non possono non preoccuparci. Non mi nascondo dietro un dito, le dico subito che il sacrificio che le province sono state chiamate a compiere dal presidente della Regione, e sottolineo che di un sacrificio si tratta, è indispensabile in questo momento. Questo per il mutuo soccorso che, come molti hanno già detto, non si può negare a una cittadinanza che soffre. Noi stessi, due anni fa, siamo stati in emergenza rifiuti e Viterbo ha accolto i nostri camion. Ma c’è anche per un altro motivo: l’immagine che è stata data di una Capitale in “emergenza sanitaria”, utilizzando gli stessi termini di quando si parla di regioni colpite da epidemie anche mortali è dannoso oltre qualsiasi immaginazione anche per i nostri territori. La sensazione che Roma sia una città nella quale ci si trovi di fronte a un problema infettivo grave, in piena stagione turistica, può causare la perdita di milioni di visitatori e le disdette negli alberghi sono già tantissime. Ecco, non si creda che le province, compresa la nostra, siano cosa diversa da Roma nella percezione dei turisti. Noi siamo la regione di Roma. Inoltre se vengono a mancare milioni di turisti nella Capitale (queste sono le dimensioni dell’industria turistica legata a Roma) saranno decine di migliaia quelli che non arriveranno da noi. Questo per dire quanto sia nostro interesse che l’emergenza rifiuti scompaia al più presto, oltre ad avere un dovere civico e morale nei confronti del Paese, perché Roma è la capitale d’Italia. Poi discutiamo di tutto il resto.

Quindi secondo lei Zingaretti ha fatto bene a emettere l’ordinanza che obbliga anche i nostri impianti a accogliere i rifiuti di Roma

Le ho già detto che lo considero indispensabile. L’ordinanza di Zingaretti si regge su una certificazione assoluta dell’intera filiera e l’emergenza deve essere superata, c’è poco da discutere. Dobbiamo partire da un presupposto: il presidente della Regione ha inviato i rifiuti in impianti atti a riceverli, che hanno la capienza e le caratteristiche per trattarli. Non si tratta di rifiuti misteriosi ma civili ed è lo Stato che lo certifica, non siamo noi ne’ Zingaretti a farlo. Inoltre, inoltre, in via ipotetica, suggerisco di considerare che l’impianto di trattamento di Colfelice è sottoutilizzato e se tornasse a superare il 75% della sua capacità produrrebbe utili che sarebbero un innegabile vantaggio per i propri soci, cioè i Comuni e, in ultima analisi, la cittadinanza che potrebbe pagare meno per lo smaltimento.

Dunque pensa che la cittadinanza preoccupata per l’arrivo dei rifiuti sbaglia?

Per carità! Le preoccupazioni della popolazione sono rispettabilissime guai a non tenerle in stretta considerazione, ma non bisogna dar retta a chi fa politica alimentando le paure della gente. I disagi che si subiscono nel nostro territorio per i rifiuti devono essere superati. Occorre programmare per superare quei disagi e spero che la Saf, che ha presentato un suo piano, lo stia facendo bene. Questo però non ha nulla a che fare con l’emergenza di Roma.

Diceva che la questione da affrontare è più complessa della sola emergenza rifiuti di Roma

Certo, riguarda i rapporti tra le province e Roma. Noi siamo la regione di Roma e non abbiamo alcun interesse a metterci in concorrenza con un attrattore formidabile com’è la nostra capitale. Abbiamo però tutto l’interesse a ridiscutere il rapporto troppo iniquo tra Roma e gli altri territori del Lazio. Nel momento in cui il leone dimostra di avere le zampe ferite e siamo noi a correre in suo aiuto, come nel caso dell’emergenza rifiuti, forse il momento è propizio per ridiscutere questi rapporti di forza.

Da anni si discute del problema di avere la capitale come capoluogo, per lei l’emergenza rifiuti è un’occasione per riprendere il discorso?

Essere la regione di Roma non può significare essere un territorio a servizio di Roma. C’è un esempio sempre calzante per descrivere l’iniquità dei rapporti di forza tra il capoluogo e le altre province: la formazione del Consiglio Regionale. E’ composto da 38 consiglieri eletti a Roma e 12 nel resto della regione. Ecco, il parametro del numero di abitanti non può essere l’unico per garantire una vera rappresentatività dei territori in seno all’organo di governo regionale. E’ evidente che ne esistono altri da prendere in considerazione. Insomma, siamo pronti a fare sacrifici per Roma ma non siamo suoi vassalli, il concetto di “mutuo soccorso” deve valere per tutti. Se in questo momento si interrompe la strada per Colfelice Roma ripiomba nell’emergenza!

Per esempio come si potrebbe tornare ad affrontare questo discorso in modo operativo?

Per esempio a prendere l’iniziativa potrebbe essere l’Upi Lazio, di cui, grazie al suo garbo, il presidente della nostra Provincia, Antonio Pompeo è ora al vertice. Noi come Camera di Commercio siamo pronti a fare un percorso insieme per aprire un tavolo di confronto di questo genere. Insomma, se un modello ipotizzabile è quello della “Regione di Roma”, come esiste la “Regione di Parigi” in cui tutto l’hinterland della capitale francese ha grandi benefici per esserlo, occorre un reciproco riconoscimento ed è ora che Roma consideri questa opportunità.

Come diceva prima, per esempio nell’industria turistica?

E’ un esempio calzante perché Roma è un formidabile brand. Però sarebbe ancora più forte se l’intero territorio del Lazio fosse compreso in un unico sistema turistico. Tutti noi, ma anche Roma, ne trarremmo giovamento. Si pensi al Lazio meridionale: le province di Frosinone e di Latina insieme potrebbero iniziare a costruire un loro sistema turistico: mare e montagna, stazioni sciistiche e balneari, ciclovie con panorami mozzafiato, percorsi religiosi senza paragoni e tanto altro. In sintesi: non stiamo qui solo per risolvere le emergenze rifiuti di Roma.