Dal Presidente della Camera di Commercio, Marcello Pigliacelli, che ringrazio per l’attenzione, ricevo e pubblico una lettera al direttore:

“Egregio Direttore,

La sua analisi sul decennio che volge al termine credo offra alcuni spunti di riflessione e, al contempo, l’aver colto elementi di novità nella mia conduzione dell’associazione mi lusinga. Di questo la ringrazio. Mi consenta però di sottolineare un concetto che mi pare non sia stato colto con precisione nella sua analisi: il fortunato sono io, perché per dirla con le efficaci parole di un noto musicista, mi sono imbattuto in una “generazione di fenomeni”  che ha consentito di costruire quella visione alla quale Lei fa riferimento nel suo articolo. Una circostanza che ancora oggi mi permette di provare lo stesso entusiasmo di quando, non un decennio fa ma ben prima, nel 1996, la Marcegaglia divenne presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Io ero poco più che trentenne e ci chiamavano “Emma Boys” proprio perché convinti sostenitori della sua spinta innovativa. Avevamo, allora, l’ambizione di poter trasformare l’Italia. Poi alcune scelte dei governi che si sono succeduti, più o meno nel decennio successivo, frenarono quelle ambizioni. Ciò non toglie che il germe dell’innovazione fosse stato piantato e in qualche modo ha saputo germogliare. Credo che nella nostra provincia si possa ripartire da quelle basi e fondare sulla classe dirigente cui Lei faceva riferimento non solo speranze ma concrete e costruttive strategie.

Marcello Piagliacelli”