Mi guardava tra il sornione e l’incredulo Amedeo Di Sora, ogni volta che gli dicevo: “Sei un fine dicitore, usi la voce come pochi, bene il teatro, indiscutibile l’abilità nella docenza ma a me pare che sia la poesia la migliore delle tue arti”. Dubito che mi abbia mai preso sul serio. Eppure oggi dovrà darmi ragione. Perché battere un premio Montale come Giancarlo Pontiggia e un mostro sacro come Renato Minore in un premio di poesia di tutto rispetto com’è il Fabriano è una sentenza senza appello.

Proprio così, il vincitore del Tredicesimo Premio Nazionale Città di Fabriano per la Poesia è Amedeo Di Sora, attore-regista e scrittore frusinate. Se lo è aggiudicato il 7 dicembre scorso con la raccolta “Tracce di mare” (Ed. Ensemble, 2015).

Amedeo di Sora, come dicevo, era nella terna dei finalisti con due personalità altissime del mondo della letteratura italiana e il fatto che l’abbia spuntata su Minore e Pontiggia con un punteggio nettissimo, lo proietta certamente nello strettissimo novero delle personalità di alta levatura che costituisce il mondo della poesia italiana dei giorni nostri.

Il Premio è stato assegnato con il contributo della giuria popolare, formata da lettori selezionati dalla giuria tecnica composta da Umberto Piersanti (poeta, docente universitario e presidente del Centro Mondiale di Poesia di Recanati), da Alessandro Moscè (scrittore e critico, nonché presidente del Premio) e da Roberto Carnero (critico letterario e professore universitario).

Prima del voto largamente favorevole della giuria popolare, Amedeo di Sora ha letto e commentato alcuni testi contenuti nella raccolta.

Il Premio è stato realizzato dalla Fondazione Carifac e dall’associazione “La Città del Libro”, in collaborazione con il Comune di Fabriano e l’Inner Wheel Club di Fabriano, Distretto 209.