Il governo rosso e giallo, a quanto pare, non scatenerà alcuno degli effetti che gli analisti nostrani si sono accalorati a prospettare (compreso me medesimo). Da queste parti non succederà niente! Più o meno come sempre. Zingaretti resterà al suo posto in Regione, dunque nessuna campagna elettorale alle porte. E vi resterà più contento che pria poiché ora la stampella gialla che aveva alla Pisana diventerà legittimamente più robusta. La faccenda, possiamo anche dircelo, rasserena l’animo di molti, soprattutto dei parlamentari che hanno temuto assai di perdere il seggio miracolosamente ottenuto solo pochi mesi dopo il miracolo, giacché si narra che anche chi di giorno predica elezioni di notte si rechi a genuflettersi dai santi a pregare l’accordo. Tutto questo se Conte porterà a termine l’impresa, giacché il condizionale è ancora d’obbligo anche se le possibilità che questo governo non parta sono meno di quelle che hai per azzeccare il sei al superenalotto. Non s’è mai visto chicchessia che scelga di perdere le elezioni anziché andare al governo e non lo vedremo neanche questa volta.

La vera rivoluzione copernicana

Quel che invece è un vero e proprio turbine, una rivoluzione copernicana, un ciclone, è la scissione di Forza Italia che in provincia di Frosinone non è proprio come quella dell’atomo. Forza Italia è sempre stato un partito con notevole seguito da queste parti e l’ha conservato più a lungo che nel resto del paese. In questi giorni assistiamo a una raffica di posizionamenti e riposizionamenti tra tutti coloro che abbandonano la casa del Cav (Iannarilli ha aperto le danze prima di tutti) la maggior parte dei quali per approdare nel movimento di Toti: “Cambiamo”. Tutti dicono di andare da quella parte perché volevano cambiare e invece Forza Italia non cambia. Dunque, Cambiamo. Non comprendendo bene cosa divida Cambiamo da Forza Italia tranne questioni interne, cioè la possibilità di celebrare congressi e primarie, ci limitiamo a enumerare coloro che, giorno dopo giorno, affermano di andarsene o restare. Una novità da registrare è che tutte le comunicazioni di Cambiamo arrivano dal consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli che ha completamente oscurato il ruolo del suo mentore, Mario Abbruzzese, reduce dalla seconda sconfitta in casa alle Comunali, dopo quella del collegio. Dall’altra parte si erge maestosa la figura di Gianluca Quadrini, ormai plenipotenziario del partito del Cav in provincia di Frosinone per effetto dello scettro scagliatogli da Fazzone per far dispetto proprio ad Abbruzzese. Questi, Quadrini, raccoglie anche una serie di consensi dal basso e bassissimo, cioè da personalità politiche sinora invisibili, almeno a me. Ciò mentre il vecchio establishment del partito azzurro, in fila indiana, fa i bagagli.

Certo è, insomma, che Forza Italia della provincia di Frosinone risulta ormai irriconoscibile. Nessuna delle figure di riferimento è rimasta: non c’è più Antonello da Alatri, si diceva, non c’è da tempo Pallone, non ci sono Abbruzzese e Ciacciarelli, non c’è Mastrangeli (uno dei primissimi onorevoli azzurri) ma neanche Ottaviani c’è più e, soprattutto, non c’è più Danilo Magliocchetti, colui il quale era apparso inossidabile a tutti gli sgarbi elettorali possibili, anche lui ha ceduto per scommettere su Toti. Chi invece Forza Italia non l’ha lasciata, o almeno non si è pronunciato, è il sornione Adriano Piacentini. Il già commissario provinciale era stato dato tra i seguaci di Ottaviani nella sua avventura nella Lega ma in realtà questa faccenda non è mai stata ne’ ufficializzata ne’ approfondita. Piacentini, insomma, potrebbe essere ancora tra gli azzurri anche se il vice coordinatore regionale Quadrini non lo nomina mai.

Oggi la marcia di Cambiamo parte da Matera (e Ciacciarelli gioisce) per percorrere con una serie di manifestazioni la Penisola e finire in gloria a Milano. A Matera dunque, insieme a Ciacciarelli e Abbruzzese,  dovremmo vedere Tommaso Ciccone, Danilo Magliocchetti e tanti altri ex azzurri della provincia di Frosinone (di qualche ora fa, tra gli altri, anche la notizia dell’ingresso in cambiamo da parte del frusinate architetto Maramao) e sarà interessante davvero vederli tutti insieme a rinascere e cambiare da un’altra parte. Intanto hanno involontariamente cambiato la Forza Italia ciociara che risulta irriconoscibile.

Dall’altra parte, invece, coloro che non cambiano, assisteranno contenti per esserseli tolti dalle scatole e vedere davanti a loro un po’ di strada fino ad ora preclusa. Attenzione! Anche Peppe Patrizi è stato avvicinato da Quadrini ed ha già espresso ufficialmente apprezzamento per Fazzone. Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Così Patrizi e Quadrini, dopo essersi incrociati un attimo alla corte di Alfredo Pallone in Noi per l’Italia (ora Pallone è addirittura in Fratelli d’Italia!), dopo qualche giretto tra Lega e altre esperienze si ritroveranno dal Cavaliere, come ai bei tempi, quando Toti era un semplice delfino di Berlusconi pescato dal vivaio dei giornalisti Mediaset e di cambiare se ne infischiava.