Alcuni organi di stampa della provincia di Frosinone discettano, quasi quotidianamente, delle evoluzioni e delle posizioni nel Partito Democratico locale. Una sorta di “diretta” dalle stanze dei bottoni dem dipinge l’attività di un partito dalle dinamiche febbrili, che lavora giorno e notte alle sorti congressuali, che sente tra le mani i destini di questo microcosmo. La verità è tutt’altra. I giochi congressuali del Pd, ammesso che interessi a qualcuno saperlo, sono fatti da tempo. Tutti sanno chi sarà il prossimo segretario. E’ giovane e il cognome fa venire in mente Siena (Piazza e Palio).

Non si deve però commettere l’errore di pensare che la situazione sia statica. Molto più interessante del dibattito congressuale inventato è l’evoluzione che, necessariamente, dopo gli stravolgimenti dell’ultima scissione e i riposizionamenti vari, alcuni protagonisti devono infliggere alla propria azione. Per esempio quella della parte del Pd che circola intorno al presidente della Provincia Antonio Pompeo, che non è certo rimasta nel Pd  per fare tappezzeria.

Le “voci dal palazzo” narrano di un Antonio Pompeo molto impegnato, insieme ad altri della sua corrente, alla realizzazione di un progetto che agisca sul territorio (inteso in senso anche più ampio di quello provinciale) per approfondire temi politici di strettissima attualità e fare proseliti su quelle tematiche. Quali temi? Quelli che naturalmente derivano dal lavoro di Pompeo presso gli organismi (regionale e nazionale) dell’Unione Province Italiane: terreno politico che vede il sindaco/presidente particolarmente lanciato, essendo stato nominato a capo dell’Upi regionale e avendo ruoli anche in quella nazionale. Si tratta dell’affascinante e determinante mondo delle riforme degli enti di governo territoriale, quelle che hanno impatto direttissimo sulla vita della gente. In primis un tema caldissimo: rilancio del ruolo (degli assetti e delle risorse) delle Province. Insomma, da quanto si narra, Pompeo starebbe continuando a lavorare al coagulo delle istanze degli amministratori pubblici (sindaci, in particolar modo) ma questa volta in modo strutturato.