Forza Italia – Sebbene nel partito del Cav, sia a livello nazionale sia quello locale, non passi giorno senza qualche defezione, cambio di casacca e, quando dice bene, solo a livello di correnti interne più o meno scissioniste, il vice coordinatore regionale, Gianluca Quadrini, prima di specificare che un cambiamento radicale serve (ma sempre nel nome di Fazzone) apre il suo ragionamento con una frase ieratica: “Non è questa la stagione degli strappi e non credo che lo sarà fino a settembre”. Una stabilità, dunque, a cortissima gittata quella vaticinata da Quadrini, che deve essere puntellata con “un coordinamento degli amministratori locali di tutto il Centro Sud, gente esperta, che è tutti i giorni a contatto con i cittadini ed i loro problemi. Che sa di cosa ha bisogno la gente e cerca in ogni modo di risolvere i loro problemi”. Così si legge nella nota diffusa oggi.

“Io – continua il vice coordinatore regionale – continuo a fare quello che ho sempre fatto e mi auguro che il Coordinatore Fazzone mi consenta di farlo nel Partito nel quale, dopo aver preso un pausa di riflessione di un anno, continuo a dire che c’è bisogno di rinforzare Forza Italia e di riaggregare gli uscenti, se dobbiamo anche superare Forza Italia, lo vedremo con il Presidente Berlusconi. Occorre aggregare persone, costruire una casa di liberali, riformisti e cattolici che affianchi Lega e Fdi. Spero di farlo dentro Forza Italia, ma lo sto facendo comunque già da tempo coinvolgendo Sindaci ed amministratori locali che vogliono aderire al nostro progetto, prima territoriale e poi di partito.

Questo – continua Quadrini lanciando anche una stoccata, a quanto si evince, ad Abbruzzese – è il momento di organizzare chi deve rispondere ai cittadini: il Partito deve aprirsi, deve riconoscere il peso specifico ai territori, il valore dei singoli. Devono esserci regole chiare e valide per tutti, senza cerchi o altre forme geometriche, senza paracadute o salvagenti o ancor peggio, collegi A+++ blindati, che però, se il consenso non è arrivato è perché certi personaggi hanno fatto, ormai,  il loro tempo.

Il tema vero è quanti dirigenti, elettori e militanti la lasciano ogni giorno se non fa qualcosa per cambiare. Io vorrei partire da Fi, così com’è oggi in gracile salute ma insomma con ancora una storia gloriosa alle spalle, per superare Forza Italia e cercare di costruire qualcosa che torni ad essere la confortevole casa comune anche per chi oggi non crede piu’ nella classe dirigente di Fi, e sono tanti, nelle regole e nel programma politico di Fi.

Il Partito deve adeguarsi alle nuove sfide, ad una società che in questi anni è profondamente cambiata, ad un mondo che ci chiede di partecipare e di poter dare il proprio contributo. Un rinnovamento che noi faremo seguendo le linee di Claudio Fazzone”.