Renzi esce dal Pd con i suoi fedelissimi. Era un esito annunciato da tempo, i renziani non sono mai stati una vera componente del Pd, sono stati un altro partito. Per un periodo egemone poi minoritario. Le reazioni a questo altro frazionamento dei democratici a livello regionale sono state quasi tutte suila stessa linea del segretario. Nicola Zingaretti ha giudicato un errore quello che sta commettendo Renzi ma non altro, cioè nessuna veste stracciata o capello divelto per intenderci del tipo: “Vanno via? E’ un errore. Ok, ora occupiamoci di lavoro, periferie, finanziaria ecc. ” come dire “di cose serie”. Il tono di Francesco De Angelis, rintracciato in un messaggio scritto dalla Russia dove si trova in viaggio istituzionale, è stato anche più diplomatico: “La scissione è un errore, l’unità è un bene primario da proteggere ma se proprio vogliono andare via  che sia un passaggio sereno e insieme costruiamo un grande centrosinistra”. Potrebbe anche essere un messaggio al suo compagno di viaggio, Antonio Pompeo, notoriamente suile posizioni di Renzi ma che ancora non si è espresso in merito alla scissione.

Molto meno diplomatico, invece, il segretario regionale del Giovani Democratici e membro dell’Assemblea nazionale del Pd, Luca Fantini, nonché uno dei papabili segretari provinciali del Pd di Frosinone, dunque astro in ulteriore ascesa: “Si fa davvero fatica a comprendere i motivi alla base di questa scelta che ha portato ad una nuova scissione nel Pd. Sopratutto per chi, nel Partito, c’è stato facendo la minoranza e restando anche quando era chiaro che non ci fossero spazi per idee diverse e critiche costruttive” ha detto Fantini, e poi: “Renzi ha passato un mese a chiedere il senso di responsabilità – prosegue – per poi fare la cosa più irresponsabile per la nostra Comunità. Spero che ora sia chiaro chi ha scelto per il bene del Paese e chi ha pensato solo alla propria sopravvivenza”.