Il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Gianluca Quadrini, ha applicato subito la decisione del partito: o con Silvio o fuori. Il coordinamento nazionale, infatti, ha stabilito che Forza Italia non accetta la doppia tessera, quindi chi è andato con Toti e sta in “Cambiamo”, il movimento del governatore ligure, non sta più nel partito del Cavaliere. Secondo quanto afferma il vice coordinatore regionale gli effetti della decisione del comitato di presidente rende, da oggi, fuori da Forza Italia  non solo il coordinatore Ciccone ma anche Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Danilo Maglioccghetti e tanti altri esponenti politici del territorio.

Quadrini attacca la sua nota con una risposta a Tommaso Ciccone, cioè il coordinatore provinciale (fino ad oggi) di Forza Italia che lo aveva pizzicato in uno dei frequenti scambi polemici sui comportamenti del coordinare regionale, Claudio Fazzone. “Non ho bisogno di chiedergli niente – ha scritto Quadrini – Perché lui, anche quando ha avanzato critiche nei confronti della gestione del partito e perfino nei confronti di Silvio Berlusconi, non ha mai detto di voler uscire e di voler fare un soggetto diverso. Per la verità – continua Quadrini – non ho neppure più bisogno di chiedere al coordinatore provinciale Tommaso Ciccone di dimettersi. Non c’è bisogno perché è stato il coordinamento di presidenza nazionale del partito a fare chiarezza. Mettendo il veto alla doppia tessera. Stabilendo cioè che non sarà possibile tenere il piede in due staffe, restando nel partito azzurro e aderendo al movimento di Giovanni Toti. Come è scritto nel documento ufficiale: “Il coordinamento di presidenza di Forza Italia prende atto della costituzione dell’associazione «Cambiamo», promossa da Giovanni Toti, che nasce su presupposti divisivi e con finalità totalmente incompatibili e inconciliabili con l’iniziativa politica di Forza Italia. Si ritiene quindi che, obbedendo a un principio di lealtà e trasparenza, i dirigenti che abbiano partecipato alla costituzione dell’associazione «Cambiamo» o che in futuro decidano di aderirvi devono considerarsi decaduti dai loro incarichi in Forza Italia, anche per quanto riguarda gli incarichi nei gruppi parlamentari. In assenza di iniziative autonome saranno immediatamente attivati gli organi statutari per l’espulsione da Forza Italia di chi ha aderito o aderirà all’associazione”.

L’indicazione che arriva dal coordinamento nazionale -afferma ancora il vice coordinatore regionale – serve, naturalmente a fermare eventuali, nuove adesioni di chi vuole «pesare» il movimento, decidendo poi successivamente da che parte stare.

Ora, la parola chiave è “chiarezza”. In futuro potrà succedere qualunque cosa. Ma in questo momento non si può stare con Toti e restare in Forza Italia. Quindi si tratta soltanto di effettuare delle scelte. Chi va con Giovanni Toti non può restare in Forza Italia. Per quello che ci riguarda, nel partito ci siamo e stiamo accelerando sul versante delle adesioni.

Chieda Tommaso Ciccone il da farsi: a Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli. Non si può stare con il piede in due staffe. Punto. Anzi, per quello che mi riguarda, avendo loro già aderito al movimento di Giovanni Toti, sono decaduti da Forza Italia”.