Nel Lazio si può entrare tra meno di un’ora. Non si può entrare con la febbre però. Il presidente Zingaretti ha emanato un’ordinanza secondo la quale chiunque arrivi, aereo, treno, nave proveniente da fuori regione deve essere controllato con gli appositi dispositivi per misurare la temperatura. Devono occuparsene le compagnie, gli armatori. Certo viene subito da chiedersi: e quelli che viaggiano in auto? La domanda è retorica: non si può controllare tutti. La conseguenza è che non si può essere certi di niente, bisogna sperare bene, che Dio ce la mandi buona insomma.

E infatti è più meno il tono della lettera che lo stesso Zingaretti ha scritto oggi in occasione della fine del lock.down ai cittadini: ha ringraziato tutti e ha detto che da domani aumenterà un po’ il rischio. Quindi bisogna tenere alta la guardia (distanza, igiene, mascherine). Coclude: è dura ma che la faremo. Ecco, credo che il messaggio sia chiaro: la riapertura aumenta il rischio e non di poco. La circolazione potrebbe far perdere una parte almeno dei risultati che sono stati ottenuti. Cerchiamo almeno di non  facilitare la vita al virus abbassando completamente la guardia. Cosa che mi pare stia irreparabilmente accadendo. Di seguito il testo della comunicazione di Zingaretti.

“Domani finisce il lockdown. Il nostro primo pensiero va alle vittime, alle loro famiglie a chi ora è affetto dal virus ed è in cura. In  queste settimane anche nel Lazio abbiamo lottato per contenerne al massimo la diffusione  e la letalità e insieme grazie allo sforzo di tutti ci siamo riusciti. Ora inizia una fase nuova, quella della vita che continua e di convivenza con questa maledetta bestia. Ma possiamo farcela anche questa volta. Molta più gente circolerà, proveniente anche da molti Paesi europei. Roma e il Lazio tornano alla loro vocazione naturale, ma aumenterà un po’ il rischio e quindi ancora di più con responsabilità teniamo alta la guardia: distanza, igiene, mascherine. Ovunque dove si può misuriamo la temperatura, non è un problema, è una scelta che aumenta la sicurezza. L’economia deve ripartire per difendere il lavoro e le prospettive di vita della nostra comunità. Voglio dire grazie a tutti i cittadini che in questi mesi drammatici, collaborando, ci hanno permesso di ottenere risultati e salvare molte vite umane. In primo luogo gli operatori della sanità, ma anche chi nelle settimane più dure non ha mai smesso, gli imprenditori che hanno tenuto per tutti noi aperta la loto azienda e i lavoratori della distribuzione alimentare, o delle banche o delle poste o degli apparati dello Stato che ci hanno permesso di andare avanti. Grazie a chi in queste settimane ha ripreso a lavorare, ad aprire il proprio negozio, la propria impresa e lo ha fatto rispettando le nuove regole garantendo maggiore sicurezza. Grazie ai bambini e ai ragazzi, che hanno resistito, e grazie ai loro insegnanti, che con tutte le difficoltà di questo momento, hanno continuato ad assicurare la loro indispensabile presenza. Grazie davvero perché è il modo di vincere. È dura ma ce la faremo”.