“Una provincia unita è una provincia che vince”. La conclusione dell’intervento del presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, nella circostanza dell’inaugurazione dell’Alta Velocità, ha un significato che va ben oltre quello immediato perché ha l’ambizione di saltare gli sciocchi steccati del pregiudizio e del campanile. E’, in pratica, una sfida anche ardua.
Delle parole unità, unione, uniti ecc. si abusa nel tempo del Covid ma in quel momento, in quel posto ci volevano proprio. Pompeo ha sottolineato il ruolo e ha valorizzato un principio che troppo spesso in provincia di Frosinone viene sottovalutato: il territorio è un sistema e al giorno d’oggi è in competizione con altri territori-sistema. La competizione per lo sviluppo è tra grandi aree urbane o tra sistemi di compartecipazione tra esse. Non può e non deve essere interna. Il Presidente della Provincia questo lo sa bene perché ha avuto e ha ancora il gravoso compito di trasformare l’ente che governa in un organismo molto articolato che deve occuparsi dell’area vasta. Deve pensare, e ha fatto bene il presidente a rimarcarlo, alle sorti di tutti i comuni compresi nei confini della provincia, dall’estremo nord all’estremo sud. “Oggi – questo un tratto particolarmente significativo del discorso di Pompeo – la nostra provincia ha staccato il primo biglietto per una nuova idea di futuro verso il quale procedere… ad Alta Velocità. Un sistema integrato di infrastrutture, opere pubbliche e potenziamento dei servizi sul territorio è la risposta migliore a un’emergenza che ha accentuato, in modo ancora più drammatico, la necessità di restituire fiducia nell’azione di ricostruzione e ripresa. Che oggi, grazie alle nuove fermate Tav di Frosinone e Cassino, rafforza una posizione logistica baricentrica tra nord e sud, diventando un’importante cerniera tra grandi città nell’ottica di un sistema di rilancio della provincia di Frosinone. Una provincia unita è una provincia che vince”.
E allora, se uniti si vince, le istanze territoriali vanno portate avanti unitariamente. La sede giusta per discuterle e metterle a punto c’è: la Provincia, con i suoi organismi e con i suoi compiti. Inutile formare remote conventicole. Anche perché con i risultati raggiunti non si scherza. Ora l’occasione dell’Alta Velocità il territorio deve essere in grado di coglierla a pieno e quando si parla di territorio si parla soprattutto di Provincia. Poi di tutto il resto.