Corre voce che nel Pd provinciale soffi di nuovo (ma si è placato mai?) un vento di maestrale e che le vele dell’unità siano destinate per l’ennesima volta ad essere ammainate. Il casus belli odierno sta a Pontecorvo (ce ne sono altri) dove, pare, sembra, si dice, due esponenti del Pd, tali Santamaria e Narducci, avrebbero già siglato e sigillato un accordo con il sindaco uscente Anselmo Rotondo (storico e convintissimo esponente di Forza Italia) in barba al partito che, come da prassi e volere del nazionale, vuole celebrare le primarie di centrosinistra e vedrà la contesa della candidatura tra Gabriele Tanzi e la Annalisa Paliotta. La vicenda non avrebbe interesse ulteriore (se non per i pontecorvesi ovviamente) se i Santamaria e Narducci non fossero quel Massimo Santamaria, già presidente del Consiglio comunale in era Notaro e che ebbe un’ottima affermazione elettorale e quel Gianluca Narducci grande elettore dell’attuale presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini (al quale apportò qualcosa come 500 voterelli più o meno).

IL POMPEO INFURIATO: NO A UNA DOPPIA MORALE

Una circostanza che le voci di corridoio, implacabili malelingue, proiettano e vogliono direttamente nelle stanze dei bottoni provinciali. I transfughi, insomma, sarebbero di parte deangelisiana? Un quesito che avrebbe non poco inquietato Antonio Pompeo ancora imbufalito per il trattamento riservato ad Antonella Di Pucchio (cacciata dal partito) per essersi comportata in modo molto simile al caso pontecorvese nelle trascorse consultazioni elettorali di Isola del Liri. Se la Di Pucchio (area Costanzo) è stata accompagnata all’uscio, insomma, lo stesso non dovrebbe essere fatto anche con i due pontecorvesi sostenitori dell’ottimo (a questo punto va detto) Rotondo che avrebbe segnato, candidandoli con il centrodestra, un gran colpaccio? Sarebbe del leader della più potente componente del Pd (Pensare Democratico) in Ciociaria la manina di un ampio accordo per vincere, tanto ampio da andare contro l’altra parte del partito? Oppure i due sono solo transfughi e basta? Il maestrale che spira nelle stanze del provinciale del Pd, insomma, potrebbe essere un vento di guerra. A meno che l’onta per essersi sottratti alle primarie ed essere passati addirittura all’avversario non venga lavata in men che non si dica con la scomunica dallo stesso De Angelis (o chi per lui, magari da Buschini) e poi con la pena dell’uscio.

POSIZIONI SCOMODE

La faccenda è tutta da chiarire perché se le cose stanno come sussurrano i pettegoli Antonio Pompeo, ancora una volta nelle vesti dell’antagonista di De Angelis (tra l’altro reduce da una riunione a Pontecorvo insieme a Costanzo e alla Sardellitti nel corso della quale avrebbe raccolto il malumore dello stesso Tanzi ma anche dei consiglieri Renzi e Sardelli oltre che di altri esponenti Dem con i quali intrattiene rapporti di collaborazione), resterebbe l’interprete ortodosso, il custode delle regole del partito nonché della volontà più volte espressa dal segretario Zingaretti che predica coalizioni ampie ma non certo passaggi sul fronte avversario. E la posizione sarebbe assai scomoda soprattutto per Buschini. Ecco perché le sirene da Palazzo raccontano che presto ci sarà un nuovo capitolo della vicenda.