giovedì 12 Dicembre 2019
  Nuovo successo per l’astrofisico Ceccanese Gianluca Masi. Questa volta, più che attraverso il telescopio, il suo racconto del cielo passa attraverso la forma artistica della fotografia. Lo scorso ottobre, si ricorderà, la Nasa aveva chiesto allo scienziato ciociaro di poter annoverare i telescopi remoti del suo progetto Virtual Telescope quale partner strategico della prestigiosa iniziativa della “Notte Internazionale della Luna”. Questo perché il sistema messo a punto da Masi, unico la mondo, consente di trasmettere in tempo reale, via internet, le immagini raccolte dai suoi strumenti, con tanto di commento dal vivo, permettendo perciò a chiunque sul pianeta di partecipare da casa, tramite la rete, a queste vere e proprie crociere cosmiche. Ma il racconto del cielo dell’astrofisico Gianluca Masi passa anche attraverso il linguaggio dell’arte. Da sempre attivo nel campo della fotografia, che ha studiato e praticato in ogni suo aspetto, da tempo Masi ha avviato un suo personalissimo percorso,...

Lo scatto di Amedeo

Mi guardava tra il sornione e l'incredulo Amedeo Di Sora, ogni volta che gli dicevo: "Sei un fine dicitore, usi la voce come pochi, bene il teatro, indiscutibile l'abilità nella docenza ma a me pare che sia la poesia la migliore delle tue arti". Dubito che mi abbia mai preso sul serio. Eppure oggi dovrà darmi ragione. Perché battere un premio Montale come Giancarlo Pontiggia e un mostro sacro come Renato Minore in un premio di poesia di tutto rispetto com'è il Fabriano è una sentenza senza appello. Proprio così, il vincitore del Tredicesimo Premio Nazionale Città di Fabriano per la Poesia è Amedeo Di Sora, attore-regista e scrittore frusinate. Se lo è aggiudicato il 7 dicembre scorso con la raccolta “Tracce di mare” (Ed. Ensemble, 2015). Amedeo di Sora, come dicevo, era nella terna dei finalisti con due personalità altissime del mondo della letteratura italiana e il fatto che l'abbia spuntata...
Il Vesuvio erutta. Il 24 agosto del 79 d.C. - 1940 anni fa - moriva Plinio il Vecchio, ucciso dai gas eruttati dal Vesuvio. Una descrizione, di cui si riportano alcuni passi, svolta da Plinio il Giovane, di indubbia efficacia e molto suggestiva, che merita essere riletta, in occasione dell'anniversario di quel drammatico evento. Ermisio Mazzocchi   Caio Plinio al suo Tacito, salute Petis, ut tibi avunculi mei exitum scribam.... - Mi chiedi di narrarti della fine di mio zio, acciocché possa essa venire con maggiore esattezza tramandata ai posteri. Te ne sono grato, giacché prevedo che la sua morte sarà destinata a gloria imperitura, se da te narrata. (...) Levandosi nel cielo, una nube si formava, ma per quelli che come noi da così lontano la osservavano, non appariva ben chiaro da qual monte (si seppe poi dal Vesuvio). (...) Da persona di estese cognizioni quale era, parve a mio...
L'Impero sembrava decadente. Un po' come quello romano degli ultimi tempi ma anche peggio. In molti, infatti, sembravano affetti da quella strada malattia che si chiama ora "nostalgia del futuro" ma che all'epoca era solo un'enorme boiata a descrivere coloro che se la fanno sotto perché sanno che non li aspettano tempi migliori, anzi! E infatti tanti temevano il momento, sempre più vicino, che si dovesse sostituire lo Zar alla guida dell'Impero e gli ambiziosi sostituti sembravano (a detta degli osservatori dell'epoca, sia chiaro) uno meno Zar dell'altro anzi, uno più inadatto dell'altro a salire sul trono. Tutti tranne uno. Lo Zar, sebbene fosse incazzato come un lupo digiuno da un anno con il suo più fido collaboratore, ex gran ciambellano ed ora Sua Entità segreta, M, solo in lui continuava a confidare per lasciargli lo scettro, convinto che il contabile che aveva tenuto i conti in ordine, nonostante...
Si vocifera, tra i tanti sussurri di questo agosto degli stravolgimenti, che il partito di centro di cui va parlando Matteo Renzi in queste ore lo vuole fare insieme a Urbano Cairo. Che l'editore del Corrierone e di La7 ambisca alla politica attiva non è indiscrezione di queste ore. Tuttavia l'incrinatura tra i partiti di governo (tanto per usare un eufemismo) può senz'altro accelerare processi, magari solo imbastiti e il nome di Cairo avrebbe effetti contundenti tra i detrattori dell'ex premier toscano anche solo come tessera numero 1 del nuovo partito. Insomma , sarebbe comunque uno dei protagonisti principali della nuova fase politica: ipotetica ma possibile. A quel punto il richiamo della foresta per il Presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, sarebbe tanto forte che il canto delle sirene, al cospetto, parrebbe una ninna nanna: il centrista e renziano mai veramente pentito Pompeo avrebbe di fronte a sé...
Era un'estate calda e le strade di Roma erano vuote. La città, sebbene fosse di pomeriggio, sembrava dormire, tanto era silente. Con lo storico del cinema Massimo Cardillo e un operatore video che ora non ricordo (e me ne scuso) entrammo nella casa di Carlo Ludovico Bragaglia ai Parioli, all'ora prestabilita: le 17. L'estate, invece, era quella del 1997. Non fu un'intervista, fu molto di più. Un dialogo infinito durante il quale il regista viaggiava avanti e indietro nel lunghissimo tempo della sua vita e sembrava riscoprire quanto fosse stata piena, varia, gioiosa ma anche difficile quando non, addirittura, cattiva. Alle prime domande, visto il tenore delle risposte sempre sorprendenti e ricchissime, tanto da rispondere in un colpo a cento quesiti, sostituimmo dei suggerimenti. Davamo, io e Massimo, il "la" per far ripartire la sinfonia dei ricordi di Bragaglia.   Non ha mai smesso di lavorare Carlo Ludovico Bragaglia era nato l'8...
Le cronache narrano di un periodo oscuro nella corte imperiale poiché lo Zar Nicola, suo malgrado e con indolenza, era costretto a far fronte a ebollizioni tra i notabili, i quali tendevano a fare squadra per ottenere poteri e privilegi or così or colà. La faccenda doveva essere diventata seccante assai se è vero, come raccontano, che sua maestà era dovuto ricorrere all'usurato stratagemma di far filtrare, attraverso gazzette amiche, false notizie circa la sua imminente abdicazione al fine di poter tornare a Palazzo d'Inferno in seguito e con una nuova corte. Il malumore del sovrano era, come spesso accadeva in quegli ultimi tempi, anche acuito da una circostanza sempre più frequente: M, colui che altrimenti non poteva più essere definito, continuava a fare la bella vita or presso quella corte or presso quell'altra. Lo faceva di continuo e senza dare sue notizie, tanto che per sapere dove si fosse...
I paparazzi erano rimasti di stucco. L'ingresso dell'Agente M al Teatro Brancaccio sotto braccio alla farmacista bionda aveva del clamoroso. Infatti da quando il ministro delle finanze dello Zar Nicola, principe dei salotti, era assurto a delicatissimi incarichi d'intelligence aveva addirittura incrementato la sua vita mondana e soprattutto la compagnia di avvenenti signore. Purché sempre diverse. L'avvenente ed elegantissima signora, anche lei non ignota alle cronache mondane della capitale, che l'agente M aveva con sé era invece una presenza ripetuta. La faccenda non era sfuggita agli occhi attenti ed esperti dei paparazzi e, in un batter d'occhi, la nuova si era diffusa a ventaglio nei meandri dell'alta società capitolina. Che l'Agente M stesse capitolando e Sua Biondezza vincendo l'impenitenza del già plenipotenziario dello Zar Nicola? Mentre il suo Agente se la spassava tra velluti e pregiatissimi pizzi lo Zar percorreva nervosamente i corridoi del Palazzo d'Inferno. Le cronache dell'epoca lo descrivevano...
Quando la Consultona Continentale era ormai imminente successe un fatto che restò negli annali dell'Impero e non solo. Si capì finalmente la smania dello Zar: egli non era interessato a concorrere alla Consultona ma aveva un obiettivo ancora più ambizioso: far partecipare tutti quelli che volevano al suo pensiero. A pensare sarebbe stato, ovviamente, solo lui ma gli altri avevano per la prima volta il permesso di far finta di pensare anche loro la stessa cosa che pensava lo Zar. Ebbe un grande successo ma anche molti problemi. Per questo convocò, come al solito, il Gran Ciambellano Mastrangeli nella sala segreta. Questi, appena ricevuta la convocazione, imprecò con bon ton, avvertì la corte di non aspettarlo, congedò la servitù, accarezzò le amanti chiuse nelle gabbie dorate e si diresse a destinazione. Qui trovò una situazione a dir poco inquietante: quelli della confraternita "Legume" capitanata da Big Bean presidiavano la...
Erano  momenti concitati nel Palazzo d’Inferno. Ormai non si parlava d’altro che della Consultona Continentale, quella per la quale lo Zar s’innervosiva persino durante il periodo della Festa (quando la Corte si dovette industriare a inventare la “Bifana”) (leggi qui). Il fatto nuovo era che la Confraternita Legata aveva inviato un messaggero con una proposta clamorosa, cioè di essere rappresentata proprio dallo Zar nella disfida della Consultona. Così avevano riferito i soliti domestici, con versioni non troppo dissimili e ai quattro venti.  Immediatamente avrebbe iniziato a serpeggiare tra i notabili, specie tra gli esponenti più in vista della Corte, la smania del dopo Zar: “Chi di noi, chi?” si ripetevano. Volevano sottintendere (perché i notabili sottintendevano sempre) “Chi di noi potrà sostituire lo Zar se questi dovesse partire per la Consultona?”, insomma – osavano – chi avrebbe governato sull’Impero in Sua assenza, o, addirittura, chi a Lui potrà succedere? Pare...

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