lunedì 15 Luglio 2024
M sugli scudi. L’incessante, sferzante e per certi versi impattante capo dell’Impero ebbe in quei giorni momenti interessanti e almeno un attimo di gloria. Incurante dell’impopolarità di certe scelte e apprezzato per il suo decisionismo nonché criticato dai detrattori, ogni tanto pareva volersi prendere sottili soddisfazioni ai loro danni. Colse al volo l’occasione dell’attualità. In un impero del nord, un suo collega sovrano aveva imposto un limite alla velocità particolarmente rigido: non più di 30 passi al minuto! Quel provvedimento appariva come una costrizione alla lentezza e i nemici di quel sovrano avevano scalmanato il popolo, aizzandolo alla rivolta. M, che alle volte pensava maligno, volle tirare uno scherzaccio ai suoi avversari. Prese la palla in balzo e dichiarò “lentezza sia anche nel mio Impero. In alcune zone, questa, questa e questa, non si potrà procedere oltre i 30 passi al minuto. Che lumacaggine dilaghi!”. Apriti cielo, subito i detrattori s’infuocarono e...
Lo ZarOn, cioè l’onorevole Nicola, assurto alla supercarica di segretario della commissione Bilancio della Camera dei Deputati e, sempre più, volto della Lega quando si trattava di affrontare temi spinosi, era tornato nelle case degli italiani per l’ennesima volta su SkYTg24. Nel breve lasso di un paio di mesi, lo Zar era apparso a ripetizione, tanto che qualche fan irriducibile (gli annali narrano nell’ennesima esternazione dell’alfiere Verrelli) avrebbe gridato al miracolo e costretto tutti i suoi elettori a presentarsi presso la delegazione Scalo per una veglia di ringraziamento. Orbene, lo ZarOn, noto nell’intera galassia per le sue qualità oratorie (e anche spigolatorie da quando aveva preso a dilettarsi con la pesca dalla sua imbarcazione ancorata in una località segreta del golfo di Anxur, ma questa forse è una diceria del popolo invidioso) era apparso in gran forma ai sudditi dell’Impero che ormai, da quando era stato accolto “in Rome”, divenendo...
Liberiamo subito il campo da illazioni e errate similitudini. Lo Zar non sta più in Russia da più di cent’anni e, inoltre, nessuno Zar della dinastia Romanov si è mai chiamato Vladimir. Gli Zar più famosi, invece, si chiamano Nicola. Ancora oggi. Noi, da anni, ci occupiamo di uno in particolare: il sovrano dell’Impero. Giova un piccolo riassunto delle puntate precedenti: Lo Zar Nicola lasciò lo scettro al suo ex ministro delle Finanze, il misterioso ma neanche tanto, M. Questi svelò la sua identità in occasione dell’incoronazione tenuta nel Palazzo d’Inferno, noto anche come Palazzo Munari, e iniziò il suo regno assumendo il nome di Munazio. Lo fece per rendere omaggio a Munazio Planco, coriaceo condottiero e politico originario della periferia dell’Impero che si distinse in epoca romana, assistente sia di Cesare sia di Cicerone. Volle chiamarsi Munazio anche in omaggio alla reggia che lo ospitò, Palazzo Munari, appunto. Per...
Immaginare la pace come un momento in cui non c’è guerra è immediato ma è una tensione che può essere catalogata tra quelle utopistiche. Molto probabile che un momento di assenza totale di azioni di guerra sulla Terra non si sia verificato e, comunque, è impossibile da individuare. Lo pensai e lo scrissi nel mio primo articolo, negli anni ’80, a corredo di un percorso fotografico del grande Tano D’Amico che pubblicammo sul primo numero di una rivistina che si intitolava “Lo Stato delle Cose”. Lo penso ancora oggi, lo riscrivo e lo sottoscrivo. I venti di guerra oggi tirano più forte di allora, anche se in quel periodo non si scherzava di certo: tra Stati Uniti e Unione Sovietica disquisivano se l’Europa sarebbe potuta essere il teatro di un conflitto atomico e una spaventosa guerra, quella fredda, riempiva le cronache sistematicamente con il riarmo nucleare e gettava un’ombra sulle...
La campagna delle Terre del Sud che lo Zar Nicola ha intrapreso per conquistare un seggiolo nel Gran Consiglio Italico si è conclusa con la vittoria. Lo Zar, come Carlo Magno, si è inginocchiato nell’Abbazia sul Monte per accogliere sul regal capo l’investitura ad On. Egli ha spento le ambizioni degli avversari di ogni ordine e grado e riaffermato intatta la potenza di quando era a capo dell’Impero. Qualità che ha sempre giustificato quella naturale, doverosa e arcinota arietta di superiorità. Ovviamente nella capitale dell’Impero, nelle sale del nuovo Palazzo d’Inferno ove ora regna il già M, assurto al trono col nome di Riccardo Munazio Planco detto il Domatore, si stanno preparando i festeggiamenti. Non tutto però è letizia. Non è ancora chiaro se, come per i generali Romani di ritorno dalle campagne di guerra, lo ZarOn dovrà lasciare le truppe fuori dalle mura dell’Impero, magari al comando del fido Maresciallo Imperiale...
Domani, con La Repubblica, sarà in vendita “La sera andavamo in via Veneto” di Eugenio Scalfari. Ne sono lieto, spero che tanti giornalisti leggano quel libro, specialmente i più giovani. Dal 14 luglio scorso, cioè dalla morte di Scalfari, ho pensato molto anche a quel libro e l’ho rispolverato dalla mia biblioteca. Sono rimasto sorpreso da quanto la notizia della scomparsa del fondatore di Repubblica mi avesse colpito. All’inizio avevo attribuito la tristezza eccessiva che mi ha pervaso ad uno degli effetti dell’età: con gli anni le emozioni si amplificano e in fondo Scalfari è uno dei simboli di un periodo storico che se ne va. Col passar dei giorni però ho scoperto che quella sensazione nascondeva molto di più di una nostalgia dei tempi migliori. Ha a che fare, quel malessere, con il mio mestiere, il nostro mestiere. D’improvviso ho chiarissimo che quel che sto facendo in questo momento,...
Si era consumata, come previsto puntualmente dai veggenti e chiromanti, una sanguinosa lotta per la successione sul trono del Palazzo d’Inferno, trasferito nel nuovo castello noto alla storia come “Il Munari”. La battaglia aveva premiato la volontà dello Zar, il quale era sceso personalmente sul campo al fianco di colui che, a malincuore, aveva designato come delfino. Egli era M, il suo consigliere totale, colui che però lo faceva ammattire e, sovente, lo mandava in bestia a causa della latitanza in località segretissime. Tanto segrete che persino egli stesso, M, doveva ignorare dove si trovava. Vinta la battaglia M venne chiamato Munazio, in onore de “Il Munari” del quale era divenuto signore, nonché quale auspicio per ricalcare le gesta del celeberrimo due volte Dux, legato di Giulio Cesare e seguace di Marco Tullio Cecerone, Munazio Planco appunto, che i natali prese non distante dalla capitale dell’Impero. Non era però ancora...
E’ finita, come nelle più tradizionali sceneggiature hollywoodiane. Che ne dicessero gli inseguitori o gli inseguiti, il risultato di queste elezioni terminate al ballottaggio era scontato. La trasformazione di M, il riferimento dello Zar che si trovava sempre in un altrove immaginario facendolo infuriare (e nella realtà chiuso nei numeri sempre più difficili dell’amministrazione economica e finanziaria pubblica) in Munazio Planco, potevo scriverla subito dopo il primo turno, quando era finita con uno scarto positivo di 500 voti sulle liste che lo sostenevano. Circa il 2% di coloro che erano entrati nelle urne aveva tracciato una croce “disgiunta” o “secca” sul nome di RC. Un risultato maggiore di quello raggiunto da certe liste, tutte intere, presenti in questa tornata. Quando è così il gradimento dell’elettorato si è già manifestato, è una legge irreversibile a scanso di miracoli. E quelli, i miracoli, si verificano assai di rado. La battaglia per l’elezione del...
Questo libro sta facendo e continuerà a fare successo. Il suo titolo piace molto e, superata copertina, già dalle prime frasi, il contenuto piace anche di più. Fa tanto rumore, soprattutto a causa (ma anche per merito... purché se ne parli) di chi ignora quanto sia intelligente l'opera prima di Pompeo Di Fazio. Quel titolo è un irresistibile richiamo all'obnubilamento della mente e al sopravvento della reazione, spesso idiota, del tifoso di calcio.  ‘Aboliamo la Juventus – proposta per la rinascita dell’Italia’, pubblicato recentemente dalla Guida Editori di Napoli, dopo aver fatto immediatamente rumore, a un mesetto dalla presentazione, è già arrivato sui banchi del Salone del Libro di Torino (già, proprio in casa della Juve!), la più importante rassegna italiana dedicata al mondo della lettura. Nel padiglione 3 infatti, stand S69 che ospita la casa editrice Guida editori,  fa bella mostra di sé l’esordio letterario del giovane autore di Roccasecca,...
Come ho avuto modo di scrivere su Tu News, da ieri in distribuzione, a Carnevale ogni scherzo vale anche se la situazione è serissima a causa di guerre e pandemie. Per rinfrancar lo spirito (come recitava, e non so se ancora recita, la rubrica dedicata alle barzellette della Settimana Enigmistica) dedichiamoci a cose più amene, tipo la corsa per le elezioni comunali di Frosinone che di spunti per questo Carnevale ne ha offerti parecchi, tanto che verrebbe da consigliare i responsabili delle parti politiche di soprassedere e ricominciare a operare da mercoledì prossimo, quando saranno le Ceneri e ci saremo liberati del periodo nel quale è lecito impazzire. Rassicurati dal fatto che ciò è possibile solo semel in anno. Intanto, per trascorrere più in allegria che si possa questo tempo di Carnevale ancora ingabbiato nelle norme sanitarie speciali e non potendo derogare dal bersagliare il personale politico, il potere, com’è...

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